In Italia sono attivi 5 allevamenti di visoni, al cui interno sono rinchiusi circa 10.000 animali. Molte gabbie ora sono vuote, in quanto non vi sono cuccioli, ma solo visoni riproduttori.

Infatti, dopo anni di mobilitazione e dopo il rilevamento di alcuni visoni positivi al coronavirus, siamo riusciti a ottenere la sospensione degli allevamenti.

Oltre ad essere crudeli nei confronti degli animali, questi allevamenti sono risultati essere anche pericolosi serbatoi di virus.

Ma la sospensione è solo momentanea. Senza un nuovo intervento del Governo o del Parlamento, a gennaio 2022 gli allevatori potranno far riprodurre gli animali e uccidere oltre 40.000 cuccioli di visoni.

Non possiamo permetterlo, è il momento che anche in Italia sia vietato per sempre l’allevamento per pellicce.

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Perché chiudere gli allevamenti

Siamo stati i primi a filmare le condizioni dei visoni negli allevamenti italiani, documentando con immagini diffuse sui principali media nazionali la presenza di visoni feriti, con comportamenti stereotipati e il momento dell’uccisione degli animali, che avviene per soffocamento.

Nel 2020 il coronavirus si è diffuso negli allevamenti di visoni in tutto il mondo. Ad oggi oltre 440 allevamenti in 12 Paesi in Europa e in Nord America sono infetti e il numero continua a crescere.

Una vita
in gabbia

I visoni allevati per la produzione di pellicce sono animali carnivori di indole selvatica, semi-acquatica e solitaria. Rinchiusi in piccole gabbie di rete metallica a fianco di migliaia di altri animali, limitati nei movimenti e privati del contatto con l’ambiente acquatico, non possono soddisfare gran parte delle loro esigenze etologiche.

Cannibalismo

Allevati in condizioni di privazioni estreme, i visoni sono inclini a disturbi comportamentali, all’autolesionismo e al cannibalismo. Le immagini di Essere Animali raccolte in diverse investigazioni hanno sempre confermato la presenza di visoni con lesioni o ferite negli allevamenti italiani.

Soffocati
col gas

La morte dei visoni non è istantanea, in quanto essendo semi-acquatici sono abituati a trattenere a lungo il respiro. I nostri investigatori hanno filmato le pareti del contenitore utilizzato per uccidere i visoni, completamente graffiate dagli animali che si sono dimenati prima di morire.

Pericolo
di virus

L’Europa che ha detto no
agli allevamenti per pellicce

Divieto di allevamenti per pellicce

totale
parziale
nessun divieto

DIVIETI DI ALLEVAMENTO

Gli allevamenti di animali da pelliccia sono vietati, o normati così rigidamente da non essere di fatto realizzabili, in ben 17 Stati europei.

Gli allevamenti di visoni
attivi in Italia

L'elenco degli allevamenti

LA CRISI DELLE PELLICCE

  • Nel 1990 erano presenti circa 125 allevamenti di visoni, volpi e cincillà che uccidevano 400.000 animali.
  • Nel 2016 erano circa 30 gli allevamenti di visoni che uccidevano 180.000 animali.
  • Nel 2017 circa 20 allevamenti di visoni che uccidevano 160.000 animali.
  • Nel dicembre 2019 erano attivi 13 allevamenti di visoni che uccidevano 100.000 animali
  • A novembre 2021 sono attivi 5 allevamenti di visoni. La produzione di pellicce è momentaneamente sospesa, sono presenti circa 10.000 animali riproduttori.

La campagna Visoni liberi

Con la campagna Visoni Liberi, Essere Animali chiede da tempo a Governo e Parlamento l'introduzione in Italia di un divieto di allevamento di animali per la produzione di pellicce.
Negli anni abbiamo fatto pressione continua alle Istituzioni e ottenuto importanti risultati.

Stop a nuovi allevamenti

Ci siamo mobilitati con successo per impedire l’insediamento di 5 nuovi allevamenti di visoni, a Rivarolo del Re (CR), Portile (MO), Arzago (BG), Capriolo (BS), Dovera (CR).

Proteste

Abbiamo realizzato decine di azioni dimostrative e di disobbedienza civile, incatenandoci alle gabbie di un allevamento per impedire l’uccisione degli animali.

Azioni legali

Abbiamo depositato denunce per maltrattamento di animali e segnalato la presenza di amianto, utilizzato per le coperture dei capanni in molti allevamenti. La costosa bonifica del materiale, obbligatoria per legge, unita al calo del prezzo delle pelli di visone, ha portato diversi allevamenti a cessare l’attività.

Appelli alle Istituzioni

Assieme ad associazioni di tutto il mondo chiediamo un divieto di allevamento e produzione pellicce esteso a tutta l’Unione Europa.

Investigazioni negli
allevamenti italiani di visoni

VISONI e COVID-19 l'abbattimento degli animali

Con un drone abbiamo filmato l’uccisione di migliaia di visoni nell’allevamento di Capralba (CR) dopo la scoperta di alcuni visoni positivi al coronavirus. Le immagini degli animali soffocati con il gas sono state diffuse al Tg1. Leggi di più

Dentro gli allevamenti di visoni

Italia, febbraio 2017

A quattro anni dalla prima indagine, siamo tornati negli allevamenti e abbiamo filmato ancora la presenza di visoni morti e feriti. Il video, diffuso sul Corriere della Sera, ha scosso l’opinione pubblica e alimentato il dibattito per un divieto di allevamento di animali da pelliccia. Leggi di più

Le pellicce nascono in camere a gas

Italia, febbraio 2015

Dopo diversi appostamenti in alcuni allevamenti del nord Italia, abbiamo filmato ancora il momento dell’uccisione dei visoni e denunciato un operatore perché afferrava brutalmente gli animali e li catturava con un collare rigido a strozzo. L’allevamento in seguito ha chiuso. Leggi di più

Morire per una pelliccia

Italia, febbraio 2013

Abbiamo diffuso su importanti media la prima indagine negli allevamenti italiani di visoni, realizzata con telecamere nascoste e un infiltrato sotto copertura. Le immagini documentano le terribili condizioni dei visoni in gabbia, dalla nascita fino all’uccisione con il gas. 18 mesi di lavoro per un’indagine definita dal Tg1 come “una delle più clamorose investigazioni italiane”. Leggi di più

Insieme possiamo salvare i visoni!

Abbiamo documentato la sofferenza dei visoni, raggiunto milioni di persone, chiuso allevamenti e ridotto il numero di animali uccisi ogni anno.

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Per il divieto di allevamento di animali per la produzione di pellicce

Al Ministro della Salute

Al Ministro delle Politiche Agricole

Al Presidente del Senato della Repubblica

Al Presidente della Camera dei Deputati

Mi unisco alla richiesta dell’organizzazione Essere Animali e chiedo sia introdotto con urgenza in Italia il divieto di allevamento di animali per la produzione di pellicce.

Nel nostro Paese sono attivi 5 allevamenti di visoni, la cui attività è stata sospesa fino al 31 dicembre 2021, in seguito al rilevamento di alcuni visoni positivi al virus SARS-CoV-2. Senza un nuovo intervento del Governo o del Parlamento, a gennaio 2022 gli allevatori potranno far riprodurre gli animali e uccidere oltre 40.000 cuccioli di visoni.

Ciò costituirebbe un serio rischio per la salute pubblica e una crudeltà che dovrebbe essere superata. La comunità scientifica è concorde nel ritenere questi allevamenti potenziali serbatoi di coronavirus: i visoni vengono contagiati dall’essere umano, ma il virus può successivamente ritrasmettersi dal visone all’essere umano in forma mutata.

Sotto accusa sono anche le stesse condizioni di allevamento che causano sofferenza agli animali, e che contribuirebbero al diffondersi delle malattie infettive. Diverse investigazioni realizzate da Essere Animali negli allevamenti italiani hanno documentato più volte, anche a distanza di anni, la presenza di migliaia di visoni rinchiusi in gabbie ravvicinate, alcuni con lesioni e ferite aperte.

Per la salute pubblica e per il benessere degli animali chiedo che anche in Italia, così come già accaduto in diversi Paesi dell’Unione Europea e nel mondo, l’allevamento di animali per la produzione di pellicce venga vietato in modo permanente.

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