Sperimentazione

Quando si parla di esperimenti su animali c’è sempre un forte disagio in ogni persona sensibile. Molti si chiedono come sia possibile che ancora oggi torturare e uccidere animali nei laboratori sia legale, eppure è così.

La sperimentazione animale infatti non solo è legale, ma anche finanziata dal Governo e da associazioni benefiche, compiuta da personaggi di spicco che ottengono spazi sui media, sostenuta dal Ministero della Sanità, effettuata spesso in università, ospedali e altri centri di ricerca pubblici.
 Ciò che la rende possibile nonostante un’opposizione diffusa è il silenzio che viene abilmente generato attorno a questo orrore, di cui quasi nessuno è a conoscenza.

Questi esperimenti sono disciplinati dal Decreto Legislativo n° 26 del 2014 in attuazione della Direttiva 2010/63/UE, che ha sostituito la vecchia Direttiva 86/609/CE, vecchia di quasi 30 anni e recepita in Italia con il Decreto Legislativo 116/92. Si tratta di un testo che poco o nulla ha modificato per gli animali, nonostante siano passati 20 anni e siano stati fatti enormi progressi scientifici e culturali.
L’unica eccezione riguarda il settore della cosmesi. Dopo lunghi anni di campagne animaliste nel marzo 2013 l’Unione Europea ha definitivamente messo al bando i cosmetici testati su animali o con ingredienti testati su animali, che non potranno essere commercializzati in Europa, anche se prodotti altrove. Questo è un primo passo positivo e di ottimo auspicio per il superamento completo della sperimentazione animale.

 

Da dove arrivano gli animali?

Esistono allevamenti specializzati autorizzati a rifornire i laboratori. In Italia sono presenti le multinazionali Harlan e Charles River, che allevano roditori e importano altri animali. Dopo la chiusura degli allevamenti Stefano Morini e il sequestro dei cani di Green Hill in Italia non ci sono più allevamenti di cani per la sperimentazione e il Parlamento ha votato un divieto di allevamento di cani, gatti e primati per la ricerca.

Negli allevamenti una pratica comune è quella di “preparare” gli animali su richiesta dei ricercatori, per cui a seconda della natura e delle esigenze della successiva ricerca, si possono acquistare animali geneticamente modificati, altri privati di particolari ghiandole o con malattie indotte, perfino femmine gravide.

La nostra posizione

Essere Animali è per l’abolizione della vivisezione. Quello che contrastiamo dal punto di vista etico è il concetto stesso di cavia, senza differenza di specie, umana o non-umana che sia.
 E a chi dice che senza la ricerca su animali non potremmo avere progressi della ricerca scientifica possiamo ribattere che il progresso di un popolo sta prima di tutto nella sua etica e nel rapporto con gli altri esseri viventi.

Lasciando giustamente il dibattito sull’efficacia della sperimentazione animale agli addetti ai lavori, l’aspetto etico coinvolge comunque tutti noi. Anche nel dubbio che essa sia utile, anche se non siamo direttamente responsabili della sofferenza di questi animali, indipendentemente dalle modalità con cui vengono effettuati questi test e dalle specie impiegate, questi animali sono costretti a subire contro la loro volontà trattamenti che se condotti su esseri umani non esiteremmo a definire tortura.

Dalle pratiche più cruente di vivisezione, dove letteralmente si lacera il corpo di un esemplare cosciente, ai test solo apparentemente meno crudeli, tutto si regge sull’assurda tesi che possiamo disporre degli animali a nostro piacimento perché la loro sofferenza è da considerare di minor importanza, nonostante percepiscano la sofferenza e una seria infinita di emozioni complesse simili a quelle che proviamo comunemente noi esseri umani.
Sul piano morale non c’è differenza alcuna tra l’utilizzo negli esperimenti di animali che per una questione culturale sentiamo a noi vicini, come ad esempio i cani, o quello di topi e altre specie per cui solitamente proviamo meno empatia. Tutti questi animali nei laboratori soffrono, gemono, si disperano.
Ecco il vero motivo per cui dobbiamo sostenere la fine di ogni sperimentazione animale, perchè è crudele.

La ricerca scientifica può e deve abbandonare questa pratica, perfezionando metodi alternativi indipendentemente dall’utilità o meno degli esperimenti su animali.