Prosciutto
di alta crudeltà

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Queste immagini sono state filmate tra febbraio e giugno 2017 all’interno di 8 allevamenti fornitori del Prosciutto di Parma in 5 diverse province.
Mostrano animali in stato di grave sofferenza. Non è la prima volta che documentiamo simili condizioni, ma il Consorzio del Prosciutto di Parma vuole censurare le nostre indagini.

Noi invece crediamo che tu abbia il diritto di sapere.

Guarda il video

 

Cosa abbiamo scoperto

ANIMALI AGONIZZANTI

Questi sono i recinti adibiti a “infermeria”. Anche in natura un animale può ammalarsi o soffrire, ma questi maiali agonizzano per giorni in capannoni di cemento, sporchi di feci e urina.

 

 

 

FERITE NON CURATE

Prolassi non curati, infezioni anche dovute al fenomeno del cannibalismo, cisti talmente grandi da rendere difficile persino il movimento. Morti e feriti anche tra i cuccioli.

 

 

 

MORTE DI STENTI

È frequente trovare animali malati nei corridoi, lasciati morire di stenti. Questa pratica condanna questi maiali a estreme sofferenze ed è vietata, dovrebbero essere soppressi da un veterinario.

 

 

 

SOVRAFFOLLAMENTO

La normativa sul “benessere animale” è già molto limitata: nei recinti i maiali hanno a disposizione solo 1 mq ciascuno. Ma in alcuni di questi allevamenti lo spazio era addirittura meno.

 

 

 

No alla censura

Nel giugno 2017 la Polizia Postale ha oscurato dal web il video di una nostra indagine in un grande allevamento fornitore del Prosciutto di Parma. Le immagini, che documentavano maiali in terribili condizioni e comportamenti crudeli degli operatori, sono state trasmesse anche in televisione e hanno consentito l’intervento del Corpo Forestale dello Stato, che ha confermato la presenza di “animali palesemente malati e sofferenti”. Ora sono in corso gli accertamenti per verificare se persistono gli estremi del “maltrattamento”.

Il Consorzio del Prosciutto di Parma ha però denunciato la nostra associazione per “diffamazione a mezzo stampa” ed è riuscito a ottenere il sequestro preventivo del video, un atto di censura che colpisce la libera informazione.

Mostriamo al mondo la realtà, aiutaci!

Grazie al nostro Team Investigativo milioni di persone scoprono gli abusi e le crudeltà negli allevamenti e macelli. Un lavoro che salva gli animali e ha bisogno del tuo sostegno.

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PER UNA RIFORMA DELLE LEGGI SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI

Destinatari

Presidente del Consiglio

Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Ministero della Salute

L’organizzazione Essere Animali negli ultimi anni ha diffuso diverse indagini realizzate all’interno di allevamenti intensivi e stabilimenti di macellazione italiani, alcune svolte in collaborazione con importanti organi d’informazione italiani e internazionali, allo scopo di documentare e denunciare alle autorità giudiziarie e alle istituzioni italiane le condizioni degli animali allevati per l’alimentazione. Durante tali indagini sono state puntualmente filmate violazioni alla normativa sulla protezione degli animali e alle norme del codice penale.

Le indagini di Essere Animali hanno mostrato:

  • violenze inferte dal personale dell’allevamento, come colpi con tubi di ferro su punti delicati e innervati, utilizzo improprio di taser elettrico, sollevamento con muletto delle mucche a terra, calci e lanci degli animali di piccola taglia;
  • mutilazioni effettuate senza l’utilizzo di anestesia e analgesia, senza la presenza di un medico veterinario, su animali oltre l’età consentita dalla legge e il taglio sistematico della coda dei suinetti, una pratica illegale ma diffusa in quasi tutti gli allevamenti italiani;
  • animali agonizzanti lasciati morire di stenti o uccisi in modo brutale dagli operai dell’allevamento, senza l’applicazione delle corrette disposizioni sull’abbattimento d’emergenza degli animali malati;
  • animali trasportati anche per 30 ore su mezzi di trasporto inadeguati, in condizioni di sofferenza e sottoposti a violenze al momento del carico e dello scarico;
  • animali sottoposti a macellazioni di gruppo, invece di essere uccisi singolarmente affinché non vedano la morte dei loro simili, storditi in modo inadeguato e con la morte che sopraggiunge con agonia.

Per questi maltrattamenti sono state presentate diverse denunce alle autorità competenti ma la frequenza di tali episodi, filmati nella quasi totalità delle aziende oggetto d’indagine scelte a campione sul territorio nazionale, anche tra fornitori di prodotti DOP, mi spinge a esprimervi la mia profonda preoccupazione.
Accanto a queste violazioni di legge, le indagini di Essere Animali hanno inoltre mostrato tipologie e pratiche di allevamento che, pur essendo ora legali, sono causa di indiscussa sofferenza fisica e psicologica per gli animali, violando quindi intrinsecamente il rispetto del benessere degli animali in allevamento, tra cui:

  • utilizzo di gabbie in cui gli animali trascorrono buona parte o tutta la loro vita;
  • elevate densità quando gli animali sono allevati “a terra” o in recinti;
  • castrazione chirurgica dei suinetti e debeccaggio delle galline;
  • separazione alla nascita delle madri dai cuccioli per la produzione di latte;
  • selezione genetica spinta, che produce animali con caratteristiche contrarie intrinsecamente al rispetto del benessere animale, come le razze a crescita rapida.

Chiedo quindi che sia intrapreso un processo di riforma legislativo che:

  • vieti progressivamente l’utilizzo delle gabbie;
  • vieti ogni mutilazione;
  • metta fine ai sussidi pubblici al settore zootecnico;
  • porti l’inasprimento delle pene per il maltrattamento degli animali e per le altre violazioni delle normative di protezione, prevedendo nei casi più gravi la revoca delle autorizzazioni e l’interdizione dall’attività;
  • instauri un sistema di controllo negli allevamenti, durante il trasporto e nelle fasi di macellazione assolutamente più efficace di quello adottato sinora, con l’utilizzo di telecamere CCTV con sistemi AI e controlli del personale veterinario pubblico a campione e inaspettati;
  • riformuli le densità di allevamento, concedendo agli animali più spazio per muoversi, anche all’aperto, e con la presenza di adeguati arricchimenti ambientali;
  • garantisca fondi pubblici a produzioni e attività più sostenibili come quelle a base vegetale e che lavorino per ridurre le sofferenze degli animali che nei prossimi anni saranno ancora confinati in macelli e allevamenti.
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