Policy contro molestie e discriminazioni

Con un’associazione in crescita e un team di dipendenti e volontari sempre più ampio, riteniamo importante esplicitare quale sia l’ambiente di collaborazione ottimale, per prevenire situazioni spiacevoli e rendere chiaro come intendiamo reagire qualora si verificassero. Riteniamo che anche questo sia un passo fondamentale nel creare un movimento per i diritti animali sempre più egualitario, unito e forte.

I valori di Essere Animali

Crediamo in un mondo senza oppressioni e discriminazioni, per gli animali e anche per gli umani. Rifiutiamo quindi ogni forma di razzismo, sessismo, omofobia, xenofobia, transfobia.

I valori sul posto di lavoro

Essere Animali crede in un ambiente di lavoro i cui tutti vengano trattati con rispetto e dignità. Lavorare presso la nostra associazione significa trovare un ambiente professionale, in cui le opportunità vengono offerte equamente e senza alcuna discriminazione. Essere Animali non tollera molestie e discriminazioni e proibisce chiaramente ogni discriminazione sulla base del genere, etnia, origine geografica, colore della pelle, preferenze sessuali, età o disabilità. Non vengono tollerate molestie di alcun tipo e ci esprimiamo chiaramente sulla problematica delle molestie sessuali sul posto di lavoro, che siano avances non gradite, richieste di favori sessuali o altre azioni di natura sia verbale che fisica. Le molestie sessuali includono una serie di attività, dirette o subdole, sia verso il proprio che l’altro sesso, e sono perseguite a norma di legge. Essere Animali si aspetta che anche le relazioni tra colleghi siano professionali, rispettose e libere da pregiudizi di sorta. E soprattutto pretende che tutti i dipendenti si comportino nel modo più serio, rispettoso, consono e assolutamente privo di pregiudizi e discriminazioni nel momento in cui rappresentano l’associazione per lavoro e non solo: condotte contrarie a questa policy anche se messe in atto fuori dal posto di lavoro possono portare ad azioni disciplinari. Questa policy si applica a tutti i livelli dell’associazione, anche nei confronti di volontari, soci, donatori, fornitori di servizi. Ogni azione molesta o discriminatoria nei confronti non solo dei propri colleghi ma anche di tutti gli stakeholders dell’associazione, che avvenga o meno sul posto di lavoro o durante eventi dell’associazione, può portare ad azioni disciplinari e persino alla terminazione del contratto.

Definizione di molestia

Molestie e discriminazioni sulla base del genere, etnia, origine geografica, colore della pelle, preferenze sessuali, età, religione o disabilità sono assolutamente proibite. In questa policy si intendono come tali condotte di tipo verbale, scritto o fisico che vadano a denigrare o creare ostilità, avversione o minaccia nei confronti di un’altra persona, o suoi parenti e amici, sulla base del genere, etnia, origine geografica, colore della pelle, preferenze sessuali, età, religione o disabilità, e che possano avere scopo o effetto di (1) creare un ambiente di lavoro ostile e intimidatorio, (2) interferire con le performance lavorative, oppure (3) interferire con le opportunità di impiego o promozione. La molestia sessuale è illegale. Per scopo di questa policy la definizione è quella contenuta nell’art. 609 bis c.p. e nella giurisprudenza conseguente, a cui riteniamo necessario aggiungere anche altri atteggiamenti e comportamenti. Le molestie sessuali comprendono infatti una serie di comportamenti diversi fra loro, diretti o subdoli. A seconda delle circostanze, questi comportamenti possono includere avances sessuali indesiderate o richieste di favori sessuali; battute sessuali e allusioni; abuso verbale di natura sessuale; commenti sul corpo di una persona, sulla sua capacità o carenza sessuale; fischiare o toccare; commenti o gesti offensivi o osceni; esposizione sul posto di lavoro di oggetti, immagini o altri materiali sessualmente suggestivi; e altri comportamenti fisici, verbali o visivi di natura sessuale.

Persone e condotte coinvolte

La condotta molesta include epiteti, insulti o stereotipi negativi; atti minacciosi, intimidatori o ostili; l’uso della violenza o della forza fisica; contatto fisico non consensuale; battute denigratorie, grezze o esplicite; e materiale scritto o grafico che denigra o mostra ostilità, avversione o mancanza di rispetto nei confronti di una persona o di un gruppo che venga collocato sui muri o altrove nei locali di lavoro, condiviso verbalmente o diffuso tra colleghi o terzi affiliati a Essere Animali via e-mail, telefono (compresi i messaggi vocali), messaggi di testo, blog, siti di social network, Slack o altri mezzi.

Il consulente interno

In caso di problemi personali che possono interferire col lavoro, oppure di situazioni spiacevoli o controversie tra lavoratori Essere Animali invita a parlarne con la persona che ha la qualifica di “Consulente interno”, o in casi eccezionali con il Presidente. Questa persona ha obbligo di ascoltare con attenzione e senza pregiudizio le problematiche esposte e di cercare il modo migliore per risolverle. Ha inoltre obbligo di non divulgazione quando questo venga esplicitamente richiesto.

Reclami e processo di indagine

Le persone che credono di essere state molestate o che credono di aver assistito a tale condotta dovrebbero discutere prontamente delle loro preoccupazioni con qualsiasi dirigente o con il Consulente Interno. Essere Animali incoraggia vivamente le persone che credono che loro o altri siano soggetti a tale condotta ad avvisare tempestivamente l’autore del reato che il suo comportamento è sgradito e chiedere di non metterlo più in atto. Spesso questa azione da sola risolverà il problema. Riconosciamo tuttavia che una persona potrebbe non sentirsi sempre a proprio agio nell’affrontare il comportamento direttamente con l’autore del gesto e potrebbe preferire perseguire la questione attraverso procedure di reclamo. È essenziale che i reclami o le preoccupazioni siano prontamente segnalati (entro 72 ore lavorative) in modo che Essere Animali possa intervenire per prevenire ulteriori molestie o, se possibile, impedire che le relazioni diventino irreparabilmente tese. Le persone che assistono a molestie o discriminazioni sono fortemente incoraggiate a segnalare prontamente (entro 72 ore lavorative) qualsiasi incidente in modo che si possa intervenire rapidamente per affrontare la situazione. La mancata segnalazione tempestiva può compromettere la capacità di indagare a fondo e risolvere il reclamo. Pertanto, sebbene non sia stato stabilito un periodo di segnalazione fisso per le molestie percepite, le segnalazioni e gli interventi tempestivi sono fortemente incoraggiati. Eventuali accuse di molestie, discriminazioni o ritorsioni segnalate verranno tempestivamente indagate. L’indagine può comprendere colloqui individuali con le parti interessate e, se necessario, con persone che potrebbero aver osservato la presunta condotta o che potrebbero avere altre conoscenze pertinenti. A conclusione di un’indagine approfondita, sia la persona che ha presentato il reclamo sia qualsiasi persona accusata di molestie o discriminazioni verranno informate della conclusione dell’indagine, inclusi eventuali accertamenti di molestie e qualsiasi azione disciplinare o amministrativa che verrà intrapresa. Se l’inchiesta presenta un potenziale conflitto di interessi, Essere Animali può riferire la questione a un elemento esterno e super partes.
  • Dopo aver ricevuto una denuncia per molestie, entro due giorni lavorativi un rappresentante del Consiglio Direttivo adotterà le seguenti fasi iniziali:
  • Registrare tutte le informazioni ricevute dal denunciante, comprese le date, gli orari e le località degli incidenti, nonché i nomi delle persone che potrebbero aver osservato gli incidenti
  • Fornire al denunciante una panoramica del processo di indagine e assicurarsi che comprenda i tempi e la portata dell’indagine
  • Identificare la risoluzione preferita del denunciante
  • Informare il denunciante che ha il diritto di contattare un legale
  • Garantire che le registrazioni di tutte le discussioni rimangano riservate nella massima misura possibile
  • Intraprendere azioni immediate per limitare le interazioni tra il denunciante e il presunto molestatore mentre l’indagine rimane in sospeso, se necessario.
Dopo il completamento di questi passaggi iniziali, entro 10 giorni lavorativi un membro del Consiglio Direttivo eseguirà i seguenti passaggi secondari:
  • Intervista al denunciante e, in caso di reclami presentati da terzi che hanno osservato una condotta, l’individuo a cui è stata diretta la condotta
  • Intervista a testimoni o altre persone informate che potrebbero avere informazioni relative ai presunti incidenti
  • Intervista alla persona la cui condotta è sotto indagine
  • Conferire, se necessario, con il Consiglio Direttivo per determinare la linea di condotta appropriata, incluso, se del caso, qualsiasi azione disciplinare da intraprendere
  • Preparare una relazione finale sull’incidente che descriva dettagliatamente l’indagine, eventuali risultati, azioni disciplinari intraprese e raccomandazioni per prevenire futuri incidenti
  • Informare le parti interessate di eventuali raccomandazioni o azioni disciplinari
  • Effettuare un adeguato follow-up periodico, incluso l’incontro periodico con le parti interessate dopo l’attuazione di qualsiasi rimedio per garantire che la questione sia stata risolta in modo appropriato.
Copie dei rapporti sugli incidenti finali saranno fornite al consiglio direttivo di Essere Animali almeno su base trimestrale. La riservatezza sarà mantenuta durante tutto il processo investigativo nella misura coerente con un’adeguata indagine e appropriate azioni correttive. Le informazioni relative ai reclami saranno divulgate solo se necessario per l’indagine e la risoluzione del reclamo. Le ritorsioni nei confronti di una persona per aver denunciato molestie o discriminazioni o per aver partecipato a un’indagine su una denuncia di molestie o discriminazioni costituiscono una grave violazione di questa politica e, come le molestie o le discriminazioni stesse, saranno soggette ad azioni disciplinari. Gli atti di ritorsione devono essere immediatamente segnalati a qualsiasi dirigente, o membro del Consiglio Direttivo, e saranno tempestivamente indagati e indirizzati. La cattiva condotta che costituisce molestia, discriminazione o ritorsione è soggetta ad azioni disciplinari fino alla cessazione del contratto di lavoro. Se il denunciante non è d’accordo con la risoluzione di un reclamo, può consultare il Consulente Interno, oppure un membro del Consiglio Direttivo, per spiegare perché considera insoddisfacente la risoluzione e proporre un rimedio alternativo. Qualsiasi parte che non sia d’accordo con la risoluzione di un reclamo può fare appello al presidente o al consiglio direttivo di Essere Animali. Presentare reclami falsi o ingiustificati contro un individuo può costituire esso stesso una forma di molestia. Chiunque presenti reclami falsi o dannosi per molestie, discriminazioni o ritorsioni è soggetto ad azioni disciplinari fino alla cessazione del contratto di lavoro. Qualunque ne sia la risoluzione, a chi solleva un caso di questo tipo non verrà chiesto di firmare accordi di non divulgazione.

Approvazione

Essere Animali fornisce questa policy a tutti i dipendenti, con la richiesta di leggerla e firmarla. Se ci sono dubbi in merito, un dipendente può chiedere in qualunque momento di parlarne con il proprio diretto superiore o con il Consulente Interno.

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