La drammatica vita delle quaglie
allevate in gabbia

per la produzione di carne e uova

Guarda l'indagine
Firma per mettere fine all'era delle gabbie

26.450 hanno già firmato. Arriviamo a 40.000!

Questo campo è obbligatorio!
Inserire almeno %s caratteri!
Non inserire più di %s caratteri!
Inserisci una data valida!
Inserisci un numero di telefono valido!
Inserisci un CAP valido!
Inserisci un codice fiscale valido!
Inserisci una partita IVA valida!
Devi accettare la normativa sulla privacy!
Si è verificato un errore! Ricontrolla i campi.
Utilizza un Nickname valido!
Password non valida!
• almeno 1 carattere speciale (-_@#$%)
• almeno 1 numero
• almeno 1 carattere maiuscolo
• almeno 1 carattere minuscolo
• lunga almeno 6 caratteri
• più corta di 20 caratteri
Le due password inserite non coincidono!
Non valida!
Non valida!
Ok!
Controlla l'email!
Utente non attivato! Clicca nel link di conferma che ti è stato inviato via email!
Mmm... sicuro di quello che fai?
Sei già nella newsletter di Essere Animali!
Si è verificato un errore!
leggi il testo della petizione
Grazie, la tua firma è importante

C'è un'altra persona lì vicino a te?

Fai firmare anche lei!

L’indagine realizzata da Essere Animali in diversi allevamenti intensivi italiani documenta un quadro molto preoccupante della condizione delle quaglie rinchiuse in gabbia per la produzione di uova e carne.

Diffondiamo questa investigazione assieme alla coalizione End the Cage Age per chiedere che il Governo italiano prenda una netta posizione contro l’uso delle gabbie negli allevamenti, sostenendo l’impegno della Commissione europea e promuovendo anche a livello nazionale l’adozione urgente di una normativa che ne vieti l’utilizzo.

Guarda l’indagine

Non si tratta di piccole aziende familiari, gli allevamenti di quaglie sono sistemi intensivi dove gli animali vengono rinchiusi in condizioni drammatiche. È vergognoso che nel nostro Paese simili metodi di allevamento siano ancora consentiti.
Francesco Ceccarelli Responsabile investigazioni di Essere Animali

Problematiche documentate

Sovvraffollamento e aggressioni

In ogni gabbia vengono ammassate circa 50 quaglie, che arrivano ad avere ognuna a disposizione uno spazio di circa 10 x 10 cm. In queste condizioni di sovraffollamento, gli animali non possono muoversi liberamente ed esprimere i comportamenti tipici della loro specie: volare, correre, esplorare, razzolare e becchettare. Le quaglie manifestano questo disagio beccandosi o strappandosi a vicenda le penne. Inoltre, lo stress e la frustrazione che derivano da queste condizioni indeboliscono il loro sistema immunitario, aumentando la possibilità che contraggano malattie.

Gabbie piccole e spoglie

Nelle gabbie non viene fornito alcun arricchimento ambientale, come ad esempio un substrato dove razzolare, becchettare o in cui fare i bagni di sabbia. Questa deprivazione di stimoli, unita alle alte densità d’allevamento, può indurre a stress e frustrazione e a un aumento degli episodi di aggressività. Il pavimento in rete metallica può provocare malformazioni, gonfiori e/o ferite alle zampe. Inoltre, i pulcini possono rimanere incastrati con le zampe nelle maglie della rete.

Impossibile volare

Le quaglie compiono piccoli voli come strategia di fuga, motivo per cui ogni volta che si spaventano – ad esempio all’entrata del personale in allevamento – provano ad alzarsi in volo sbattendo il corpo e la testa contro il piano superiore della gabbia – la cui altezza è di 20 cm – rischiando di ferirsi anche in modo grave.

Le quaglie

Sono piccoli uccelli che in natura vivono a terra in campi erbosi. Foraggiano, nidificano e trovano riparo nell’erba alta. Il volo per loro è importante per fuggire da possibili predatori.

Mettiamo fine all'era delle gabbie

Firma anche tu l'appello
26.450 hanno già firmato

La Campagna

Sono oltre 300 milioni gli animali rinchiusi in gabbia negli allevamenti di tutta Europa. Insieme ad altre organizzazioni per i diritti animali vogliamo vietare l’allevamento in gabbia. Grazie all’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age, con oltre 1,4 milioni di firme convalidate, la Commissione europea si è impegnata a eliminare gradualmente l’uso delle gabbie negli allevamenti europei.

Ma la battaglia non è ancora vinta: ogni proposta legislativa deve venire adottata dal Consiglio dell’Unione europea e dal Parlamento europeo. In questo step, al fine dell’introduzione del divieto dell’utilizzo delle gabbie negli allevamenti, il ruolo dell’Italia è cruciale. È quindi giunto il momento che l’Italia faccia la sua parte e sostenga la nostra richiesta di vietare le gabbie!

Il Governo italiano non ha ancora preso una posizione netta: con la coalizione End the Cage Age chiediamo di favorire l’iter dell’ICE sostenendola in tutte le sedi europee preposte.

Scopri di più

Mostriamo al mondo la realtà, aiutaci!

Grazie al nostro Team Investigativo milioni di persone scoprono gli abusi e le crudeltà negli allevamenti e macelli. Un lavoro che salva gli animali e ha bisogno del tuo sostegno.

Dona ora
Grazie!
Con te siamo a
26.450 firme
Ora condividi questa petizione per rendere ancora più efficace la tua partecipazione.

Salta questo step

Egregio Presidente del Consiglio,
Egregio Ministro della Salute,
Egregio Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare,

Ogni anno in tutta l’UE oltre 300 milioni di animali allevati a fini alimentari trascorrono una parte significativa o la totalità della loro vita confinati in gabbia. In Italia, in particolare, sono ancora oltre 40 milioni gli animali costretti a subire questa pratica arcaica che non rispetta le loro caratteristiche etologiche/naturali. Le galline e i conigli hanno a disposizione uno spazio grande quanto un foglio da fotocopia e le scrofe trascorrono circa la metà della propria vita in una gabbia in cui non possono nemmeno girarsi su se stesse.

Come sapete, a giugno 2021 la Commissione europea ha risposto positivamente all’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age, che ha raccolto il numero record di 1,4 milioni di firme certificate di cittadini che chiedono la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti. La ICE in questione è stata sostenuta da oltre 170 associazioni/organizzazioni europee per la protezione animale, ambientale e dei consumatori, di cui 22 italiane, ed è stata appoggiata da oltre 140 scienziati.

La Commissione si è impegnata a presentare entro il 2023 una proposta legislativa per dismettere progressivamente e definitivamente le gabbie in tutta Europa, a partire dal 2027.

Come cittadino/a a cui stanno a cuore gli animali e che desidera che la proposta di legge per vietare l’utilizzo delle gabbie negli allevamenti sia approvata il prima possibile, Vi chiedo di sostenere a livello europeo questa fondamentale riforma in tutte le sedi opportune, a cominciare da quella del Consiglio dell’Unione europea, in cui l’Italia ha una voce importante.

Vi chiedo, inoltre, di adottare ogni opportuno strumento, legislativo ed economico, per favorire e realizzare al più presto la transizione a sistemi di allevamento senza gabbie anche in Italia.

Confido nel Vostro sostegno

Firma ora!
Chiudi

Le gabbie costringono gli animali
a sofferenze fisiche e mentali

Firma per vietarle

Fai una donazione
per difendere gli animali

Per:

Se hai dubbi o problemi nella donazione scrivici.

Questo campo è obbligatorio!
Inserire almeno %s caratteri!
Non inserire più di %s caratteri!
Inserisci una data valida!
Inserisci un numero di telefono valido!
Inserisci un CAP valido!
Inserisci un codice fiscale valido!
Inserisci una partita IVA valida!
Devi accettare la normativa sulla privacy!
Si è verificato un errore! Ricontrolla i campi.
Utilizza un Nickname valido!
Password non valida!
• almeno 1 carattere speciale (-_@#$%)
• almeno 1 numero
• almeno 1 carattere maiuscolo
• almeno 1 carattere minuscolo
• lunga almeno 6 caratteri
• più corta di 20 caratteri
Le due password inserite non coincidono!
Non valida!
Non valida!
Ok!
Controlla l'email!
Utente non attivato! Clicca nel link di conferma che ti è stato inviato via email!
Mmm... sicuro di quello che fai?
Sei già nella newsletter di Essere Animali!
Si è verificato un errore!