Nutrie ed esseri umani: inevitabile guerra o convivenza possibile?


Nutrie ed esseri umani: inevitabile guerra o convivenza possibile?

Venerdì 22 novembre | CREMA | Sala Alessandrini, via Matilde di Canossa 20

Ore 20.00 Buffet vegan di benvenuto
Ore 21.00 Conferenza e proiezioni

Partecipano:

  •   Samuele Venturini, biologo ed esperto di gestione faunistica
  •   Ilaria Marchini, autrice di “The Invasion – A Coypumentary”, documentario sulle nutrie tra miti e realtà.

Verranno proiettati il trailer di “The Invasion – A Coypumentary” e alcune anticipazioni dal documentario.

La nutria è una di quelle specie alloctone (non originarie del nostro territorio) su cui sono stati costruiti molti pregiudizi e leggende e verso cui si attuano piani di eradicazione in molte province italiane, anche in Lombardia e nella vicina Cremona per fare esempi recenti. Questi piani di contenimento e abbattimento prevedono l’uso di metodi cruenti, diversi da specie a specie.

Conoscere le nutrie e la loro storia e analizzare veramente l’entità del loro impatto è l’unico modo per non cadere nel tranello di chi le vuole sterminare.

Il titolo di questa conferenza è una domanda retorica, perché è ovvio che la convivenza tra umani e nutrie è possibile. Sta a noi porci nel modo giusto e ascoltare chi propone soluzioni non cruente, che troppo spesso le istituzioni non hanno voglia di prendere in considerazione.

Quali sono i reali motivi della proliferazione delle specie alloctone? Quali sono le ragioni per cui vengono sempre scelti metodi di eradicazione violenti?

Da tempo gli esseri umani spostano animali da una parte all’altra del pianeta per rinchiuderli negli zoo, nei circhi, negli allevamenti o solo per tenerli come esotico ricordo nelle proprie case. La nutria fa parte di questi, importata come il visone per farne pellicce e poi rilasciata nell’ambiente, adesso è considerata una “peste” da eradicare.
Lo stesso si può dire per tutte le specie alloctone che per diversi motivi possono provocare danni o hanno un impatto su quelle autoctone. La colpa va cercata alla radice, nel sistema di commercio di animali creato dagli umani. Identica cosa si può dire per il fatto che le specie autoctone protette non sono messe a repentaglio tanto da altri animali, ma dalla cementificazione invasiva, dallo sfruttamento eccessivo del suolo e dalle industrie umane, che producono un impatto devastante sul loro ambiente.

Di fronte alla graduale distruzione della natura per cause umane, sembra che l’unica soluzione sia peggio del problema stesso: uno sterminio di individui. Nessuno sembra mai voler cercare la radice reale del problema, o forse semplicemente trova più comodo non volerla cercare e metterla in discussione. Soluzioni ecologiche, ma
sicuramente più efficaci, etiche e rispettose esistono e sono da tenere in considerazione.

Possibile davvero che non ci siano altre soluzioni?

La caccia è il metodo più utilizzato per far fronte agli impatti delle specie alloctone, ma la sua efficacia è alquanto dubbia e sovente non risolutiva, anzi esistono studi e monitoraggi che hanno dimostrato come abbia avuto l’effetto opposto, con un dispendio anche notevole di risorse finanziarie. La caccia inoltre non è sempre possibile in base al luogo dove si vuole intervenire ed è socialmente ed eticamente opinabile” Samuele Venturini

Se volete saperne di più sulle nutrie, sulle modalità cruente con cui vengono gestite e su interventi già provati e messi in campo senza alcuna crudeltà e uccisione, questa è la serata che fa per voi.