BARI – Cineforum di primavera


LocandinaCineforumBA

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Il gruppo barese di Essere Animali in collaborazione con il Circolo Arci Zona Franka vi invita al suo primo cineforum!

Tre mercoledì in cui approfondiremo alcuni temi diversi ma connessi tra di loro: dallo sfruttamento animale allo sfruttamento della terra e dei lavoratori, vedremo insieme tre documentari che aprono scenari su argomenti spesso trascurati e stimolano importanti riflessioni.

CALENDARIO:

  • 18 marzo ore 20:00The Ghosts in Our Machine
  • 25 marzo ore 20:00Fast Food Nation
  • 1 aprile ore 20:00Niger’s Oil Dirty Business

Tutte le serate si svolgeranno al Circolo Arci Zona Franka di Bari, in via Marchese di Montrone 80. INGRESSO LIBERO, chi vorrà potrà assaggiare il nostro buffet vegan di autofinanziamento a 4 euro.

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THE GHOSTS IN OUR MACHINE (sottotitolato)

GhostsBAPresentato all’edizione 2014 del Festival Cinemanbiente di Torino, il documentario intende mostrare gli animali che solitamente sono occultati allo sguardo umano: i cosiddetti animali da reddito, che vivono in una condizione di invisibilità tale da portare a definirli, appunto, fantasmi, presenze spettrali all’interno di una macchina di sfruttamento che non si arresta mai.
Attraverso l’attività della fotografa Jo-Anne McArthur, gli animali con i quali si entra in un contatto empatico quasi fisico, vengono finalmente mostrati per quello che sono: non ingranaggi di una macchina di sfruttamento e profitto ma individui senzienti, ciascuno con una propria, insopprimibile personalità.
La sua opera ha ricevuto numerosi premi, tra i quali: Top Transformational Film, Viewers Choice, 2013; Best Nature/Environment Golden Sheaf Award, Yorkton Film Festival, 2013.
Sito ufficiale: www.theghostsinourmachine.com

A seguire presentazione del gruppo locale di Essere Animali e partecipazione speciale del filosofo Leonardo Caffo, il teorico dell’antispecismo debole.

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FAST FOOD NATION (italiano)

Il direttore marketing della Mickey’s Food Restaurants (una catena di fast food) si trova a dover lasciare il suo comodo ufficio in California per raggiungere il luogo dove si trova l’industria che macella le bestie e produce gli hamburger che fanno la fortuna della sua impresa commerciale. C’è infatti il sospetto che la carne non sia igienicamente a norma. Nello stabilimento di macellazione lavorano numerosi immigrati messicani giunti negli States illegalmente. Il film segue le loro vicende e quelle del manager.
Dopo SuperSize Me parte un altro attacco conto le catene di fast food. Il film segue il percorso della carne animale mostrando l’immacolata asetticità degli spazi in cui la si macella ma anche la scelta di parti di scarto finalizzate alla produzione degli hamburger. Ma, e questo rafforza la denuncia, segue anche la strada che la ‘carne’ umana (i lavoratori clandestini) si trova costretta a percorrere tra umiliazioni, rischi fisici e necessità per le donne di piegarsi ai voleri dei maschi che possono decidere del loro futuro.
Fonte: MyMovies

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DELTA’S OIL DIRTY BUSINESS (sottotitolato)

In Nigeria, tutte le speranze nella democrazia e nel benessere suscitate dall’indipendenza e dalla scoperta del petrolio, sono naufragate tra le paludi del Delta del fiume Niger, affondate dallo sfruttamento selvaggio di multinazionali come la Shell, l’Agip, la Chevron e dai corrotti governi locali. All’ombra di un cielo inquinato e di un mare senza pesci, afferma un giovane del posto, «la gente ha cominciato a pensare: “Dobbiamo armarci se non vogliamo morire”. La violenza genera violenza. E quando una persona perde la speranza, si sente devastata, e finisce per dire: “O combatto o tanto vale che muoia”».
Così, a bordo di motoscafi veloci, con passamontagna, fucili automatici e kalashnikov, i ribelli del Delta sono passati al contrattacco, sabotando l’industria del petrolio. Sono la resistenza di una intera popolazione, stremata da decenni di saccheggio dell’ambiente e di repressione militare. Si battono contro l’inquinamento delle loro terre, per il risarcimento dei danni subiti e la restituzione delle risorse alle comunità locali.
Fonte: Editore Porfido