In Azione per la Giornata mondiale degli animali nei laboratori


Gli esperimenti su animali per la ricerca scientifica sono una pratica crudele, condannata dalla maggior parte delle persone. Gli ultimi dati diffusi parlano di almeno 768.796 animali coinvolti in Italia nel 2012 e oltre 700 laboratori, tra questi anche università pubbliche come quella di Bologna che, assieme a quella di Parma, Ferrara e Modena ha chiesto e ottenuto gli scorsi anni la possibilità di effettuare esperimenti in deroga su scimmie, anche senza anestesia.

Sabato 23 aprile realizzeremo un’azione dimostrativa in occasione della Giornata Mondiale degli Animali nei Laboratori.

Abbiamo bisogno di volontari, se vuoi partecipare compila questo form e sarai ricontattato.

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    #800mila animali chiedono una ricerca etica

    Saremo davanti al Galletti Lab del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie, che ha sede in pieno centro a Bologna e dalle cui pubblicazioni emergono recenti ricerche sul cervello dei macachi.

    Vogliamo di nuovo portare attenzione verso una questione che non riguarda solo gli scienziati, ma tutta la società. Crediamo nella ricerca, ma ci rifiutiamo di credere che la sperimentazione animale non possa esser superata.

    L’80% della popolazione italiana è fortemente contraria e chiede metodi sostitutivi che, se destinatari di maggiori risorse economiche, aprirebbero la strada ad una ricerca etica.

    Il recepimento della Direttiva europea 63/2010 ha portato nel nostro paese ad una nuova legge che ha alcuni punti migliorativi, come il divieto di allevare primati, gatti e cani destinati ai laboratori, per cui ora luoghi come il famigerato Green Hill non sono più legali nel nostro paese. Ma anche tra l’altro il divieto di utilizzare animali in esperimenti di natura bellica, nelle esercitazioni di didattica in scuole e università (con qualche eccezione) e, seppur solo dal 1° gennaio 2017 e previo riconoscimento di metodi alternativi, il divieto di esprimenti per trapianti di organi animali e dei test per droghe, alcool, tabacco.

    Ma ancora enormi passi in avanti sono da fare e con questa azione dimostrativa vogliamo alimentare il dibattito per chiedere una ricerca non violenta.