Il nostro report sui petti di pollo – che ha rilevato la presenza del white striping in oltre il 90% dei prodotti analizzati – e le terribili immagini dell’investigazione in un allevamento di polli riproduttori, ha documentato una realtà sconcertante dietro le filiere dei fornitori di Coop.

Aggiornamenti

22 aprile 2026

Azione davanti alla sede legale di Coop Italia

14 aprile 2026

Su Report le nostre investigazioni su un fornitore di Coop

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10 dicembre 2025

In azione in un allevamento di un fornitore di Coop

10 novembre 2025

Presentato il report sul white striping, la malattia che colpisce i polli allevati

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Sai che il petto di pollo può raccontarci molto su come è stato allevato?

Il petto di pollo che troviamo nei supermercati come Coop può mostrare i segni delle condizioni di allevamento: il white striping, una malattia che si manifesta in forma di strisce bianche nei muscoli dei polli allevati e cresciuti troppo in fretta.

Oggi è molto difficile trovare nei supermercati italiani petti di pollo senza queste strisce: d’altra parte, questa malattia può colpire dal 50% al 90% dei polli a razze a rapido accrescimento, che rappresentano circa il 90% degli oltre 550 milioni di polli macellati ogni anno in Italia. Queste razze sono le più diffuse negli allevamenti intensivi e, di conseguenza, le più vendute anche nei supermercati come Coop.

Immagini forti clicca per guardare

Una filiera infernale

Essere Animali ha mostrato per la prima volta in Italia cosa succede in un allevamento di polli riproduttori, ovvero gli animali che danno vita ai polli da carne venduti nei supermercati. Si tratta di un fornitore che rifornisce importanti catene di supermercati italiani, tra cui Coop Italia.

Le immagini documentano una realtà agghiacciante: animali colpiti e lanciati violentemente dagli operatori, polli con ferite profonde cannibalizzati mentre sono ancora vivi, carcasse in decomposizione, abbattimenti irregolari che causano gravi sofferenze e numerosi animali malati o morti.

Polli body builder

I polli allevati anche dai fornitori di Coop appartengono a razze selezionate geneticamente per produrre più carne. In 50 anni, la loro crescita giornaliera è aumentata del 400%: oggi raggiungono il peso di macellazione in soli 40 giorni.

L’accrescimento rapido causa gravi problemi di salute – deformità dolorose, lesioni muscolari e scheletriche, difficoltà respiratorie e cardiovascolari – aggravati da condizioni di allevamento crudeli che possono provocare bruciature, disturbi neurologici e infezioni, e persino morte precoce.

È un rischio per le persone?

Il white striping è una miopatia che si sviluppa quando i muscoli del petto dei polli crescono così rapidamente da non ricevere sangue a sufficienza. La carenza di ossigeno e nutrienti porta le fibre muscolari a deteriorarsi e morire, venendo sostituite da accumuli di grasso e tessuto cicatriziale.

In base alle conoscenze attuali, il white striping non costituisce un rischio per la salute delle persone. Anche le norme medico-veterinarie vigenti non prevedono di accertare la presenza di questa malattia prima della messa in commercio. Per questo le aziende possono continuare con modalità di allevamento che permettono di vendere carne proveniente da polli con la malattia del white striping.

Il white striping non è un difetto estetico: è il segno della sofferenza dei polli, di una carne di qualità inferiore e di consistenza peggiore, pur essendo promossa come carne di qualità.

COOP, DOV’È LA TRASPARENZA?

Coop Italia dichiara che il benessere animale è un elemento fondante della propria politica aziendale. Tuttavia, le nostre analisi e investigazioni evidenziano una distanza significativa tra questi principi e la realtà dei polli a crescita rapida allevati dai suoi fornitori.

Coop, se vuoi davvero garantire migliori condizioni di vita per questi animali, aderisci allo European Chicken Commitment (ECC). Oltre 300 aziende in Europa hanno già fatto questo passo, tra cui in Italia Fileni, Cortilia e Eataly.

In qualità di una delle principali realtà della grande distribuzione in Italia, aderendo all’ECC Coop ha il potere di fare la differenza per milioni di animali e di contribuire a ridurre drasticamente le loro sofferenze lungo tutta la filiera.


Essere Animali fa parte della Open Wing Alliance, una coalizione di oltre 80 organizzazioni che a livello internazionale chiede a supermercati, aziende della ristorazione e produttori di adottare gli standard dell’ECC per porre fine alle pratiche più crudeli dell’industria avicola.

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All’attenzione della Presidente di Coop Italia, Maura Latini

Coop dichiara di essere pioniera nella tutela del benessere animale in Italia e di garantire migliori condizioni di vita degli animali negli allevamenti della propria catena di fornitura, incidendo positivamente sulla qualità dei prodotti a marchio proprio.

Tuttavia, una recente indagine condotta dalla nostra organizzazione relativa al benessere dei polli per la produzione di carne evidenzia un quadro che mal si concilia con l’attenzione al benessere animale che Coop promuove nelle proprie comunicazioni pubbliche.

La nostra analisi su alcune confezioni di petti di pollo a marchio Coop ha infatti rilevato la presenza di una miopatia tipica delle fibre muscolari della carne di pollo (il cosiddetto white striping) in 9 prodotti su 10 presi in esame.

Le evidenze scientifiche dimostrano una correlazione diretta tra l’insorgenza di white striping e fattori come la velocità di crescita, il peso finale degli animali e l’elevata resa della muscolatura del petto, riconducendo questa miopatia all’uso delle razze di pollo a rapido accrescimento. Il white striping non è solo un sintomo visibile di profonda sofferenza nei polli sottoposti a crescita rapida, ma incide anche sulla qualità della carne. Rispetto alla carne proveniente da polli sani, quella dei petti di pollo con white striping ha più calorie da grassi, meno proteine e aminoacidi essenziali, e una consistenza peggiore.

La nostra indagine solleva interrogativi anche in tema di trasparenza nei confronti dei consumatori. Dalla nostra analisi emerge che Coop confeziona prevalentemente petti di pollo con superficie traslucida e predilige l’uso di etichette di grandi dimensioni nel packaging, elementi che hanno limitato la possibilità di valutare con precisione il white striping. Tuttavia, limitando l’analisi ai soli campioni di petti di pollo con superficie non traslucida adeguatamente valutabili, i prodotti a marchio Coop non solo hanno un’elevata prevalenza di white striping, ma in più della metà presentano livelli alti di gravità della malattia.

Per questi motivi chiediamo a Coop di intervenire e sottoscrivere l’impegno dello European Chicken Commitment – a cui hanno già aderito oltre trecento aziende in tutta Europa – per eliminare le principali problematiche che sono cause di grave sofferenza nell’allevamento di polli da carne, a partire dall’abbandono dell’uso delle razze a rapido accrescimento.

Attraverso questo cambiamento, Coop potrebbe fare un’enorme differenza per la vita di milioni di polli, dimostrando un impegno concreto nel migliorare le condizioni di vita degli animali e la qualità dei propri prodotti, e rispondendo alle crescenti richieste dei consumatori italiani, sempre più attenti al benessere animale.

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