Pesci

Ciò che accade alle creature acquatiche deve riguardarci poiché essi sono come noi esseri viventi di questo pianeta. Anche se con il sangue di una temperatura diversa, un habitat a noi inadatto, e un modo di vivere che forse non comprendiamo ma che dobbiamo imparare a rispettare.

LA PESCA INDUSTRIALE

L’industria del pesce usa grandi pescherecci che gettano in acqua enormi reti, trascinandole per molti chilometri sui fondali. Una volta issate le reti, a causa del cambiamento di pressione, ai pesci si rompe la vescica natatoria, i bulbi oculari fuoriescono e l’esofago e lo stomaco vengono spinti fuori dalla bocca. I pesci pescati muoiono sventrati, con la gola tagliata, soffocati, asfissiati, schiacciati uno sull’altro su letti di ghiaccio. Buona parte dei pesci catturati con le reti non saranno poi considerati vendibili perché non appartenenti a specie commercialmente di valore e verranno gettati via (si stima che 1/3 dei pesci pescati al mondo viene in seguito considerata scarto). 
Il numero di animali uccisi quotidianamente da questa attività è incalcolabile. L’unica testimonianza concreta delle proporzioni di questo sterminio ce la fornisce il continuo e progressivo spopolamento di mari e oceani. Non una parola però sugli individui uccisi. I pesci, per l’industria alimentare e persino per molte associazioni ambientaliste sono calcolati esclusivamente in base al peso.

L’ACQUACOLTURA

Il termine ‘coltura’ viene solitamente usato per le specie vegetali, questo nome attribuito agli allevamenti intensivi di pesci dimostra quanto poco siano considerati questi animali. Quasi il 50 % del pesce consumato oggi proviene da qui. Dietro alla loro creazione c’è la devastazione dei mari, che a causa dell’ inquinamento, e di una pesca intensiva si sono ridotti a luoghi mortiferi, e spopolati. I pesci allevati nelle acquafattorie vengono tenuti in vasca o rinchiusi in rigide reti in mezzo al mare.
Sistemi controllati regolano l’afflusso di cibo, luce e il ricambio delle acque. Farmaci, ormoni e le tecniche dell’ingegneria genetica vengono utilizzati per accelerare la crescita, evitare infezioni e modificare il comportamento riproduttivo degli esemplari. Moltissimi animali sono costrettti in spazi ridotti, questo provoca sofferenza e stravolge il comportamento naturale e l’istinto dei pesci, abituati alla vastità dei mari e dei fiumi. 
I pesci allevati vengono lasciati dissanguare dopo il taglio delle arcate branchiali o lasciati soffocare prosciugando l’acqua nelle vasche.

I CROSTACEI

I crostacei vengono tenuti ad agonizzare in piccole vasche, con le chele legate, per impedire loro di muoversi e di attaccarsi a vicenda. Una delle specie più conosciuta è quelle delle aragoste: sono animali solitari, abituati a grandi spazi in fondo al mare, trovandosi prigioniere in un posto piccolissimo diventano aggressive. Tenute vive direttamente nel ghiaccio e poi bollite vive, emettono urla strazianti in una lenta agonia, mentre cercano disperatamente di uscire dalla pentola.

I MOLLUSCHI

All’ultimo gradino della considerazione che l’uomo ha degli animali marini stanno i molluschi. Piccoli organismi che vivono al riparo dentro ad un guscio chiamato conchiglia. 
Nella mentalità comune e nell’industria alimentare la loro nomenclatura ci dà nuovamente la proporzione della loro considerazione: frutti di mare.
 Per molti si tratta di vegetali, senza volontà e senza istinti mossi solo da riflessi incondizionati e quindi il perfetto alimento senza implicazioni etiche.
 Nulla di tutto questo è vero. Questi animali rispondono volontariamente agli stimoli, sfuggono ai predatori immergendosi nella sabbia e si spostano con intenzionalità.
 La pesca industriale di questi animali viene svolta da pescherecci particolari dotati di una sorta di rete rigida che raschia il fondale sabbioso soffiando contemporaneamente acqua a pressione per smuovere la sabbia. Gli animali restano intrappolati e vengono tratti a bordo, la sabbia scivola tra le maglie della grata. 
La loro fine è sempre atroce. Bolliti vivi o congelati. È abitudine comune lasciare alcuni tipi di molluschi una notte in acqua salata per far loro credere di essere nuovamente al sicuro nel mare e farli così uscire dal guscio. Solo quando si sono schiusi o si sono affacciati dalla loro conchiglia vengono bolliti o congelati.

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