Bugie In Etichetta
Questo non è benessere animale

La certificazione che inganna

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Il Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale, portato avanti dai Ministeri delle Politiche Agricole e della Salute, insieme con Accredia, e istituito con l’articolo 224 bis nel Decreto Rilancio, prevede la certificazione e l’etichettatura volontaria di prodotti di origine animale che rispettino standard superiori ai requisiti di legge.

La sua attuazione, ovvero la certificazione ministeriale che sta per essere votata in Conferenza Stato-Regioni, prevederebbe di etichettare come “benessere animale” anche prodotti provenienti da allevamenti intensivi, dove le scrofe vivono in gabbia e dove viene praticato il taglio sistematico della coda ai suini, una violazione della direttiva europea. Tale certificazione garantirebbe inoltre priorità di accesso ai fondi PAC e PNRR, favorendo ancora una volta gli allevamenti a carattere intensivo, e si configurerebbe quale vero e proprio raggiro nei confronti dei consumatori e un grave danno nei confronti degli animali.

Una scrofa confinata in gabbia e un suino di 170 kg che vive su una superficie di 1,1 mq non sono esempi di benessere animale, né di transizione verso una maggiore sostenibilità ambientale.

Rivedere lo schema di decreto e gli standard per la certificazione di benessere animale dei prodotti suinicoli italiani: è questa la richiesta che la nostra associazione ha proposto assieme ad Animal Law Italia, Animal Equality, Animalisti Italiani, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Federazione nazionale Pro Natura, Greenpeace, LEIDAA, Legambiente, OIPA, LIPU, The Good Lobby.

Un sistema di certificazione che non comunica in modo trasparente e accessibile quali siano gli standard di maggior tutela in termini di benessere animale si riduce a uno strumento di disinformazione.

Questa certificazione è un inganno perché:

  • non rispecchia le reali condizioni di vita degli animali
  • tradisce le promesse europee per un’Europa sostenibile

Cosa chiediamo ai Ministri:

Chiediamo al Ministro della Salute Roberto Speranza, che è responsabile per il benessere animale, e al Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, responsabile della qualità del Made in Italy, di modificare l’attuale schema di decreto e di non far approdare al voto in Conferenza Stato-Regioni gli standard per la certificazione suinicola.

Se i criteri della certificazione resteranno quelli previsti attualmente, si tradirà completamente la promessa che PAC e PNRR siano utilizzati per stimolare un’agricoltura e un sistema alimentare più sostenibile, nella direzione richiesta dal Green Deal europeo e dalla Strategia Farm to Fork.

La proposta ministeriale di certificazione volontaria dei prodotti suinicoli tradisce la fiducia dei consumatori perché fornisce informazioni fuorvianti e non tutela gli animali.

Agisci anche tu:

Fai arrivare anche la tua voce al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, per chiedere una legge e standard più giusti e trasparenti.

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Le nostre attuali leggi sul benessere degli animali non riescono a proteggere gli animali e, di conseguenza, miliardi di loro in tutta Europa soffrono ogni giorno. È tempo che la Commissione europea agisca e si impegni in una revisione ambiziosa della sua legislazione sul benessere degli animali, assicurandosi che nessun animale venga lasciato indietro nel processo.

Il 2021 offre una finestra di opportunità molto importante per il benessere degli animali nell’UE: la Commissione europea sta attualmente valutando la legislazione sul benessere degli animali per giudicare se è adatta allo scopo. Questa revisione, che è parte della strategia Farm to Fork, dovrebbe avere l’obiettivo generale di rendere i sistemi alimentari europei equi, sani e rispettosi dell’ambiente.

Innumerevoli indagini dei membri di Eurogroup for Animals hanno dimostrato più e più volte che le leggi sul benessere degli animali non stanno proteggendo miliardi di animali affamati, malnutriti, fisicamente limitati e confinati, privati della luce naturale o dell’aria fresca e che vivono in uno stato di sofferenza evitabile. L’elenco delle violazioni legali del benessere degli animali sembra infinito.

Ci sono anche gravi lacune che lasciano senza protezione milioni di animali in allevamenti terrestri e e miliardi di pesci in allevamenti acquatici in quanto non esiste una legislazione specifica sul benessere degli animali: mucche da latte e vitelli da carne oltre i sei mesi, pesci d’allevamento e pescati in mare, pecore e capre, i riproduttori di polli da carne e galline, pollastre, tacchini, anatre e oche, quaglie e conigli d’allevamento.

Inoltre, ogni anno milioni di animali vengono trasportati vivi all’interno dell’UE e verso Paesi terzi. I viaggi possono durare diversi giorni o addirittura settimane, esponendo gli animali a sfinimento, disidratazione, lesioni, malattie e persino la morte. Le indagini hanno ripetutamente scoperto gravi violazioni del regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio.

Eurogroup for Animals e i suoi membri uniscono le forze con i cittadini di tutta Europa e chiedono alla Commissione europea un’ambiziosa revisione su vasta scala e di assicurarsi che nel processo nessun animale venga lasciato indietro.

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