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sentono dolore
provano emozioni
sono intelligenti
vanno rispettati
meritano diritti

I pesci negli allevamenti intensivi vivono in condizioni critiche. La loro è una sofferenza silenziosa, sulla quale è arrivato il momento di intervenire. Chiedi anche tu alle catene di supermercati di adottare policy severe per tutelare i loro diritti.

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Guarda il video dell'indagine

Essere Animali ha realizzato una nuova indagine sotto copertura in alcuni allevamenti ittici in Grecia, paese da cui proviene più della metà delle orate e dei branzini venduti in Italia.

Le immagini sono state diffuse anche dalla trasmissione Report e documentano pesci che vivono in gabbie sovraffollate e vengono gettati ancora coscienti in contenitori di acqua e ghiaccio dove muoiono dopo interminabili minuti di agonia.

Gabbie spoglie e sovraffollate

Branzini e orate sono confinati in gabbie spoglie con alte densità. Abbiamo documentato pesci del peso di 2 kg costretti a trascorrere addirittura sei anni in questi ambienti monotoni e senza stimoli, dove possono solo nuotare in cerchio.

Alta concentrazione di allevamenti

In un tratto di costa di soli 18 km, sono collocati 26 allevamenti di branzini e orate. Questo causa la diffusione di malattie e parassiti da una gabbia all’altra. Farmaci antibiotici e antiparassitari sono somministrati ai pesci con frequenza.

Uccisione dolorosa

In tutte le strutture che abbiamo visitato, i pesci vengono gettati ancora vivi in contenitori di acqua e ghiaccio dove si contorcono agonizzanti. La perdita di coscienza non è immediata e soffrono per decine di minuti prima di morire.

Conosci
i pesci

Trota iridea, branzino, orata e salmone atlantico sono le specie più allevate e consumate in Europa. Forse non lo sai: i pesci sono animali curiosi, sociali e pieni di sorprese, ma negli allevamenti intensivi trascorrono una vita molto diversa da quella in natura.

La trota iridea
madre protettiva

In natura la femmina prepara il nido scavando una buca nel fondale del fiume, dove depone le uova che vengono fecondate dopo aver creato un legame di coppia con il maschio. Per proteggerle le ricopre accuratamente con la ghiaia.

Negli allevamenti intensivi i riproduttori vengono prelevati dall’acqua, anestetizzati e “spremuti” per estrarre le uova o il liquido seminale, a seconda del sesso. Questo processo causa prolungato stress negli animali e incide pesantemente sul loro benessere.

Il branzino
abile esploratore

Il branzino, conosciuto anche come spigola, è un pesce costiero che ama il mare aperto e i fondali sabbiosi. È un nuotatore abile e vivace, che ha bisogno di esplorare e può avventurarsi fino a diversi chilometri dalla costa.

In cattività i branzini sono confinati all’interno di gabbie galleggianti in mare aperto dalle dimensioni di pochi metri quadrati. In uno spazio così ristretto non riescono a muoversi liberamente e trascorrono il loro tempo a nuotare in vortice.

L'orata
innamorata luminosa

La stagione degli amori è un momento speciale per l’orata: sia il maschio che la femmina cambiano colore per attirare l’uno l’attenzione dell’altra. Un vero corteggiamento, alla fine del quale la femmina sceglie il partner con la migliore “trasformazione cromatica”.

Negli allevamenti intensivi i pesci adulti sono sottoposti a rigidi regimi di manipolazione della luce del giorno e della temperatura. In questo modo la riproduzione viene forzata, controllata e accelerata artificialmente all’interno di vasche spoglie.

N W E S

Il salmone atlantico
viaggiatore nostalgico

Il salmone dell’Atlantico nasce in acque dolci e successivamente migra verso il mare. Da adulto intraprende un incredibile viaggio di centinaia di chilometri per tornare al suo luogo natio e deporre le uova, seguendo una “mappa olfattiva” infallibile.

In cattività il salmone viene confinato prima in vasche d’acqua dolce e poi in gabbie posizionate in mare aperto. Rinchiuso e bloccato in ambienti spogli e privi di stimoli, non potrà mai compiere la sua missione e fare ritorno al luogo d’origine.

Anche i pesci

Sentono il dolore
Hanno l’anatomia necessaria per provare dolore, sono consci delle risposte dolorose agli stimoli e capaci di provare prolungata sofferenza in seguito

Sono intelligenti
Sono in grado di utilizzare strumenti, cooperare socialmente e hanno coscienza di sé, prerogativa finora attribuita a pochissime specie più evolute

Provano emozioni
È stato documentato che i pesci provano sia emozioni positive che negative, soffrono lo stress, si aiutano nelle difficoltà e provano persino piacere nel gioco

Hanno un’ottima memoria
Sono capaci di ricordarsi luoghi, labirinti e percorsi complessi anche a distanza di lungo tempo, meglio di molti altri animali

Problematiche legate
all'acquacoltura

L’allevamento intensivo dei pesci racchiude una serie di problematiche che sono fonte di stress e immensa sofferenza per questi animali sensibili.

Uccisione

La maggior parte dei metodi utilizzati in fase di abbattimento causano dolore profondo e sofferenza prolungata nei pesci. Questi possono anche impiegare interminabili minuti prima di morire e spesso vengono uccisi senza stordimento preventivo.

Densità

Vasche a terra e gabbie in mare sono caratterizzate dalla presenza di un’alta concentrazione di pesci. Scarsa qualità dell’acqua, trasmissione di malattie e sovraffollamento sono solo alcune delle conseguenze di densità di allevamento troppo elevate.

Trasporto

La cattura e il trasporto avvengono in fase di ingrasso e macellazione. Sono momenti molti stressanti per i pesci, perché vengono ammassati e prelevati dall’acqua. Numerosi sono i tentativi di fuga e le aggressioni. L’utilizzo di pompe e reti non adeguate causa gravi ferite.

Manipolazione

La manipolazione è una procedura invasiva che comporta l’estrazione dei pesci dall’acqua. Può provocare lesioni e, nel caso della spremitura di uova nelle femmine, anche gravi deformazioni. Si tratta di un’esperienza che provoca uno stato di stress acuto nell’animale.

Difendi i pesci!

Chiedi ai supermercati di adottare severe policy

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Sai cosa
mangi?

Negli allevamenti intensivi i pesci vivono in condizioni insalubri, consumano risorse ittiche preziose, minacciano le popolazioni selvatiche e alterano l’ecosistema circostante.

DIFFUSIONE
DI MALATTIE

Le gabbie in mare e le vasche a terra sono ambienti insalubri, dove le altissime densità di allevamento incidono negativamente sulla qualità dell’acqua.

Questo favorisce la trasmissione di infezioni batteriche e la diffusione di parassiti. Vaccini, farmaci antibiotici e trattamenti antiparassitari sono somministrati ai pesci con regolarità.

SVUOTAMENTO
DEI MARI

L’acquacoltura è nata per fermare l’impoverimento di mari e oceani causato dalla pesca. Ma la maggior parte delle specie ittiche allevate sono carnivore.

Ciò significa che i pesci negli allevamenti vengono nutriti sfruttando gli stock ittici selvatici; per esempio per produrre 1 kg di salmone allevato ci vogliono fino a 3 kg di pesci selvaggi.

FUGHE E
MODIFICHE GENETICHE

Fughe di singoli individui o di interi gruppi di pesci allevati dalle gabbie in mare sono episodi frequenti. Gli effetti sull’ambiente e in particolare sulle popolazioni selvatiche sono molto pericolosi.

Competizione per il cibo e diffusione di malattie sono tra i più gravi. Ma la vera minaccia sono gli incroci tra esemplari allevati e selvaggi, poiché modificano il corredo genetico delle specie selvatiche provocando disastri ecologici.

INQUINAMENTO
DELL’ECOSISTEMA MARINO

Gli allevamenti intensivi sono una fonte costante di inquinamento che mette seriamente a rischio l’ecosistema marino e la fauna ittica locale.

Infatti, il rilascio di rifiuti organici e di sostanze chimiche, come medicinali e pesticidi, costituisce una grave minaccia per la salute di mari e oceani e la biodiversità dell’ambiente circostante.

ATTIVATI!

Le tue azioni sono fondamentali per fermare queste pratiche

Sapori di
mare a tavola

Esistono numerose alternative pratiche e veloci che permettono di gustarsi un buon piatto di mare senza alimentare la pesca industriale o gli allevamenti

Scopri di più

I dati del consumo e della
produzione di pesce

Produzione
mondiale di pesce

Nel 2016 la produzione mondiale di pesce ha raggiunto il picco di 171 milioni di tonnellate, di cui 90,9 milioni di catture (73 milioni destinati al consumo umano diretto) e 80 milioni in acquacoltura. Questo significa che l’acquacoltura è diventata la principale fonte di approvvigionamento di pesce per il consumo umano, rappresentando il 53% della produzione ittica globale.

Fonte: FAO, 2018 -
The State of World Fisheries and Aquaculture (SOFIA)

Consumo pro capite
prodotti ittici nel mondo e in Italia

Il consumo pro capite di prodotti ittici a livello mondiale è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi decenni: da 9 kg nel 1961 siamo arrivati a 20,3 kg nel 2016. L’Italia supera di gran lunga la media mondiale: il consumo pro capite di pesce nel 2015 è stato di 28,8 kg, mentre nel 2016 è stata registrata un’ulteriore crescita, raggiungendo 31,1 kg.

Fonte dati "in Italia": EUMOFA, 2018 - Il mercato ittico dell’UE
Fonte dati "a livello mondiale": FAO, 2018 - The State of World Fisheries and Aquaculture (SOFIA)

Principali specie
allevate e consumate in Italia

In Italia, la produzione di acquacoltura e il consumo di prodotti ittici freschi si concentrano su quattro specie principali: orata, branzino, salmone atlantico e trota iridea.
Il nostro Paese è il principale produttore di trota iridea in Europa, mentre l’orata rappresenta la specie ittica più consumata dagli italiani.

Fonte: EUMOFA e Ismea (2017)

Precedenti
indagini

CON REPORT SOTTO COPERTURA
Dentro gli allevamenti di trote, branzini e orate

Essere Animali ha collaborato con Report e visitato sotto copertura alcuni allevamenti ittici per scoprire cosa si nasconde dietro l’etichetta del pesce venduto nei supermercati.
Le nostre telecamere nascoste hanno documentato trote, branzini e orate che vivono in vasche e gabbie con altissime densità, a cui viene somministrato mangime con additivi per curare malattie e accelerare i tempi di crescita.

ALLEVAMENTI INTENSIVI DI PESCI
Prima indagine in Europa

Nel 2018 Essere Animali ha realizzato la prima indagine in Europa all’interno dei principali allevamenti ittici del nord e centro Italia.

Nella nostra investigazione abbiamo documentato pesci trattati come oggetti, lasciati morire di asfissia e dissanguamento in contenitori di acqua e ghiaccio e addirittura legati con uno spago mentre boccheggiano ancora vivi fuori dall’acqua.

Mostriamo al mondo la realtà, aiutaci!

Grazie al nostro Team Investigativo milioni di persone scoprono gli abusi e le crudeltà negli allevamenti e macelli. Un lavoro che salva gli animali e ha bisogno del tuo sostegno.

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