I pesci negli allevamenti europei
una sofferenza silenziosa

I più allevati, i meno protetti. Difendiamoli ora!

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La campagna

Gli allevamenti intensivi subacquei sono una delle maggiori cause di sofferenza sul pianeta. Miliardi di pesci sono costretti a nuotare in circoli infiniti in gabbioni sommersi finché non vengono macellati in maniera dolorosa e crudele. Chiediamo alla Commissione europea che venga inclusa la tutela dei pesci tra gli obiettivi prioritari della revisione della normativa sul benessere degli animali negli allevamenti.

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La nuova indagine

Una nuova inchiesta di Essere Animali svela le carenze dell’attuale normativa dell’Unione Europea sul benessere degli animali, inadeguata a garantire la protezione dei pesci d’allevamento. Le sconvolgenti immagini dell’indagine, condotta in allevamenti di trote, spigole e orate, rivelano pratiche di allevamento, trasporto e abbattimento che causano enorme sofferenza agli animali.

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Con la diffusione di questa indagine, Essere Animali partecipa e rilancia la campagna di Compassion in World Farming, volta a chiedere alla Commissione europea di includere la tutela dei pesci tra gli obiettivi prioritari della revisione della normativa UE sul benessere degli animali negli allevamenti.

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Problematiche documentate

Abbattimenti che causano sofferenze prolungate

Lo stordimento elettrico prima dell’abbattimento è considerato uno dei metodi più rispettosi del benessere dei pesci dalla comunità scientifica. Tuttavia, l’indagine dimostra come un’applicazione inadeguata di questo stordimento può provocare sofferenza acuta e prolungata: gli animali rimangono coscienti e muoiono lentamente di asfissia dopo interminabili minuti di agonia. Nel caso dello stordimento elettrico in acqua e ghiaccio, lo strumento utilizzato è inadeguato poiché non permette di stordire tutti gli animali in modo rapido. Nel caso dello stordimento elettrico applicato a secco, la mancanza dell’acqua, unita all’assenza di contatto diretto tra gli elettrodi e ogni pesce, non consente una trasmissione uniforme della corrente elettrica attraverso i pesci, provocando anche in questo caso uno stordimento inefficace.

 

 

Schiacciati tra rulli di acciaio

Tra le pratiche comuni nell’acquacoltura c’è il grading: la selezione dei pesci in base alla taglia. Questa operazione viene eseguita per smistare nelle vasche i pesci con grandezze simili. Come documentato nell’ indagine, è una procedura che causa una prolungata sofferenza psicofisica agli animali, schiacciati tra i rulli di macchinari non adeguatamente predisposti per l’attività. Sono numerosi i pesci che muoiono dopo una lunga sofferenza.

Strees acuto durante il trasporto

Le fasi di preparazione al trasporto, oltre a includere un periodo di digiuno che può durare diversi giorni, prevedono che i pesci vengano ammassati in reti o vasche ristrette. Queste operazioni possono essere fonte di deterioramento della qualità dell’acqua, di stress acuto e di affaticamento dovuto ai tentativi di fuga dei pesci. L’utilizzo di reti per il carico e lo scarico può provocare lo schiacciamento dei pesci che si trovano nella parte sottostante, e abrasioni e lesioni causate dallo sfregamento con la rete e/o dagli urti con gli altri animali. Quando invece vengono utilizzate le pompe, la presenza di giunzioni, curve a gomito e/o bordi spigolosi o taglienti, insieme a una velocità di pompaggio eccessiva, possono causare lesioni.

Gabbie spoglie e sovraffollate

La stabulazione a elevate densità e la scarsa qualità dell’acqua negli allevamenti di pesci possono contribuire alla diffusione di malattie, all’aumento dell’aggressività tra conspecifici e a un incremento del tasso di mortalità. La completa assenza di arricchimenti ambientali nelle vasche o gabbie può provocare un aumento dei livelli di stress, degli episodi di aggressività e di cannibalismo, e dei ferimenti.

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+ Info sulla campagna

La Commissione europea è impegnata nella revisione della legislazione sugli animali allevati a fini alimentari. Insieme all’organizzazione Compassion in World Farming, chiediamo che venga inclusa la tutela dei pesci tra gli obiettivi prioritari della revisione della normativa UE sul benessere degli animali negli allevamenti. Con questa campagna ci rivolgiamo a DG SANTE, il direttorato nella Commissione europea responsabile del miglioramento del benessere dei pesci.

Senza drastici miglioramenti alla legislazione europea, i pesci negli allevamenti continueranno a soffrire. Nonostante siano sempre più numerose le prove di questa sofferenza, finora sono state pressoché assenti le iniziative istituzionali per migliorare la tutela del benessere dei pesci negli allevamenti dell’UE.

In Europa, i pesci sono tra gli animali allevati in maggior numero: solo nel 2017 si stima che 1,3 miliardi di pesci siano stati macellati per il consumo umano nei confini dell’UE. Tuttavia, a differenza di quanto predisposto per gli animali terrestri, per i pesci in allevamento la legislazione comunitaria attuale stabilisce solo alcuni requisiti generici e formulati in maniera tale da rendere spesso le poche disposizioni sul benessere animale difficilmente applicabili.

Aggiungi anche la tua firma alla petizione: dobbiamo spingere la Commissione europea a compiere importanti passi in avanti per migliorare la legislazione per i pesci allevati in Europa e rafforzare la tutela del loro benessere.

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Ai funzionari della Commissione europea,

come sottolineato nelle nostre richieste, vi chiediamo di introdurre una legislazione europea dettagliata che copra tutti gli aspetti dell’allevamento dei pesci per assicurare loro condizioni rispettose durante allevamento, trasporto e macellazione.

Nello specifico, la legislazione dovrebbe:

  • Definire dei requisiti generali sull’allevamento e il trasporto che tutelino tutti i pesci allevati, includendo requisiti specie-specifici
  • Fare sì che tutti i pesci allevati siano uccisi con metodi di macellazione non dolorosi
  • Prevedere requisiti specie-specifici su metodi consentiti di stordimento e uccisione
  • Vietare per tutte le specie metodi di macellazione noti per causare sofferenza agli animali

In cima a tutte le agende politiche ci deve essere la discussione per mettere fine agli allevamenti intensivi subacquei, incoraggiare l’acquacoltura a indirizzarsi verso l’allevamento di quelle specie i cui bisogni possano essere maggiormente rispettati e lavorare verso legislazioni specie-specifiche che assicurino la protezione e il miglioramento del benessere di tutti i pesci allevati a fini alimentari.

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