Lana

La lana fa parte di quei prodotti che a prima vista non sembrano particolarmente crudeli, ma che nascondono la stessa sofferenza che deriva da ogni sfruttamento degli animali.

Le pecore da lana sono allevate principalmente in Australia e Argentina. La razza principale è la Merinos, selezionata nei secoli per avere una cute molto grinzosa e produrre in questo modo più lana.
 Le greggi sono composte da migliaia di pecore e come diretta conseguenza l’attenzione per le necessità ed i problemi del singolo animale diventa impossibile e anti-economica. Poche settimane dopo la nascita gli agnelli vengono sottoposti al taglio della coda e alla castrazione, praticate quasi sempre senza anestesia.
La tosatura avviene in primavera. Il pagamento dei lavoratori avviene di solito per volume e questo significa che i tosatori lavorano il più velocemente possibile, senza la minima cura per l’animale. 
Inoltre ogni anno un gran numero di pecore muore perché esposta alle intemperie dopo una tosatura troppo prematura.

Intorno ai 4 anni di vita, quando le pecore iniziano a diventare improduttive e la qualità della lana inizia a diminuire, vengono immediatamente mandate al macello per essere sostituite con animali più giovani e redditizi.

MULESING

Nel corso della storia sono state selezionate razze capaci di produrre una quantità innaturale di lana. Questa caratteristica, funzionale alla produzione intensiva, crea numerosi problemi agli animali come l’infestazione di parassiti (larve di mosche e mosconi tra le pieghe della pelle), peso eccessivo del vello (fino a metà del peso complessivo) e sbalzi di temperatura anche mortali al momento della tosatura.
 Soprattutto durante i periodi più caldi gli animali sono sfiniti dalle alte temperature e nelle pieghe della pelle nella zona rettale si accumulano facilmente urine e feci. 
Quest’ultime attirano le mosche a deporre le uova, causando notevoli disagi e problemi di salute quando nascono le larve.

Per questo gli allevatori strappano larghi brandelli di pelle alle pecore con una pratica nota come mulesing. Ciononostante, spesso le mosche depongono le uova sulle ferite sanguinanti, prima che abbiano il tempo di guarire. Il mulesing è stato criticato aspramente e ha creato molti problemi di immagine all’industria della lana australiana, la più importante nel mondo. Viene ancora praticato, ma al suo posto stanno cercando di introdurre nuove pratiche.

IL CLIPPING

Questa nuova pratica si basa sull’idea di applicare delle clip che stringono brandelli di pelle e non fanno passare il sangue, in modo che questi lembi di pelle vadano in cancrena e si stacchino da soli. Si evita così il taglio della pelle, ma si provoca comunque dolore agli animali, considerati delle vere e proprie macchine per la produzione di lana.