Obiettivo raggiunto! 50.000 persone vogliono vietare le gabbie
Oltre 50 mila cittadini in Italia hanno firmato per introdurre un divieto all’uso delle gabbie a livello nazionale per tutte le specie allevate. La raccolta firme, che ha quindi raggiunto il quorum stabilito dalla normativa italiana, si chiuderà ufficialmente a settembre: in seguito il Parlamento dovrà incardinare la proposta e avviarne una prima valutazione.
In tre mesi, la nostra proposta di legge di iniziativa popolare Gabbie Vuote ha raccolto 50 mila firme certificate, il numero minimo necessario affinché possa essere presentata in Parlamento.
L’iniziativa intende promuovere la transizione al cage-free e ridurre le sofferenze di 40 milioni di animali che ancora oggi vivono rinchiusi in gabbia negli allevamenti italiani.
50mila persona hanno detto basta alle gabbie
Grazie a decine di migliaia di cittadine e cittadini preoccupati per le enormi sofferenze che gli animali rinchiusi all’interno degli allevamenti intensivi in Italia vivono ogni giorno, quest’anno abbiamo la possibilità di fare la storia.
Ora chiederemo al Parlamento di avviare un iter per introdurre un divieto a livello nazionale per una delle crudeltà più anacronistiche ancora in vigore nel nostro Paese: l’allevamento in gabbia.
Più di 40 milioni di animali soffrono nelle gabbie
In Italia si stima che più di 17 milioni di galline ovaiole, 13 milioni di conigli, quasi 600.000 scrofe, 1,5 milioni di vitelli e 8 milioni di quaglie siano allevate in gabbia, per un totale di oltre 40 milioni di animali.
Secondo l’Autorità per la Sicurezza Alimentare in Europa (EFSA), l’allevamento in gabbia provoca stress cronico, frustrazione e spesso anche problemi fisici, come lesioni o maggiore fragilità ossea.
EFSA stessa ha indicato alla Commissione europea in diversi pareri scientifici la necessità di eliminare le gabbie per tutelare il benessere degli animali allevati.
La proposta di legge Gabbie Vuote
Abbiamo depositato la proposta di legge alla Corte Suprema di Cassazione il 12 marzo scorso insieme a The Good Lobby e a persone della società civile che provengono da mondi e sensibilità diverse come l’atleta olimpionico Riccardo Bugari e la fumettista Zuzu.
Nel corso dei mesi la proposta ha trovato il sostegno di numerose personalità come la cheffe Chiara Pavan, l’autrice e scrittrice Selvaggia Lucarelli, la podcaster italiana Elisa True Crime, e molti creator e divulgatori che hanno invitato i propri follower a firmare la proposta.
La raccolta firme si chiuderà ufficialmente il 16 settembre; successivamente depositeremo il progetto di legge e le sottoscrizioni presso una delle due Camere.
A questo punto il Parlamento dovrà incardinare la proposta e avviarne una prima valutazione.
Se l’esito sarà positivo, si procederà con il dibattito parlamentare e l’eventuale voto sulla proposta di legge.
Diversi paesi europei si sono già impegati per vietare le gabbie
Nel resto dell’Europa sono diversi i Paesi che si sono impegnati per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti.
Nel caso delle scrofe, il divieto è già realtà in Svezia, e a breve seguiranno Danimarca, Austria, Finlandia, Germania e Paesi Bassi, che hanno già legiferato in tal senso e completeranno la transizione entro il 2035-40.
Nel caso delle galline ovaiole, le gabbie convenzionali sono già vietate dalla legislazione comunitaria dal 2012.
© Aitor Garmendia / Essere Animali
In Austria e Lussemburgo è in vigore un divieto anche per quelle arricchite, e presto seguiranno anche Germania (che ha un periodo di transizione che va dal 2026 al 2029), Repubblica Ceca (a partire dal 2027) e Slovenia (dal 2029).
In Francia non è possibile costruire nuovi allevamenti con le gabbie già dal 2018.
La politica non può più ignorarci
In Italia, secondo l’ultimo Eurobarometro sul benessere animale, oltre il 90% degli italiani è favorevole al divieto dell’allevamento di animali in gabbia, eppure questa crudeltà è ancora legale.
La politica non può ignorare la voce dei cittadini e delle cittadine: c’è tempo fino a settembre per continuare a firmare la nostra proposta di legge per un’Italia senza gabbie.
Più siamo più forte sarà la nostra voce: è ora che il Parlamento italiano prenda in considerazione le sofferenze degli animali ancora allevati in gabbia, non c’è più tempo da perdere.