Siamo tornati in un allevamento DOP veneto per mostrare che nulla è cambiato
Dopo la pubblicazione in collaborazione con Selvaggia Lucarelli delle immagini raccolte da un ex dipendente, siamo tornati a mostrare le terribili condizioni delle scrofe allevate in gabbia in un allevamento del circuito DOP situato in provincia di Treviso.
Guarda l’indagine
A pochi giorni dalla diffusione delle immagini shock in collaborazione con Selvaggia Lucarelli provenienti da un allevamento intensivo di scrofe in gabbia e suinetti, abbiamo condiviso nuovi filmati raccolti a maggio 2026 che confermano pessime condizioni igienico-sanitarie e gravi sofferenze per gli animali.
Le problematiche riscontrate
Le nuove immagini certificano una situazione allarmante:
Centinaia di suinetti morti
Nelle gabbie parto sono presenti centinaia di carcasse di maialini: alcuni nati già morti, altri deceduti durante l’allattamento, altri ancora in agonia.
Abuso di farmaci
In diverse stanze sono presenti scaffali e frigoriferi ricolmi di farmaci, nello specifico: antibiotici, antinfiammatori e antiparassitari utilizzati per il trattamento di infezioni batteriche, problemi respiratori e infestazioni parassitarie.
Carcasse abbandonate
All’esterno dell’allevamento è presente una carriola contenente le carcasse di diversi suinetti, esposte agli agenti atmosferici e accessibili ad animali selvatici. Questo rappresenta un rischio sanitario.
Questi problemi non sono un caso isolato
Le immagini diffuse confermano molte delle problematiche strutturali già mostrate nel video in collaborazione con l’autrice e scrittrice Selvaggia Lucarelli.
Quelle immagini hanno raggiunto milioni di persone indignate per le condizioni di questo allevamento inserito nel circuito DOP.
Con questi nuova indagine vogliamo tornare a denunciare non solo irregolarità e maltrattamenti sui maiali, ma anche una crudeltà che in Italia è ancora legale: l’allevamento in gabbia.
In Italia, più di 40 milioni di animali soffrono nelle gabbie
Sono circa 600 mila le scrofe allevate in queste condizioni nel nostro Paese, insieme a 17 milioni di galline ovaiole, 13 milioni di conigli, 1,5 milioni di vitelli e 8 milioni di quaglie che vengono rinchiusi in piccoli spazi per parte o l’intera durata della loro vita.
Con la nostra proposta di legge, che ha già superato le 40.000 firme, vogliamo porre fine a queste crudeltà e chiedere al Parlamento e al Governo di farsi carico delle richieste di migliaia di cittadini italiani.
L’Italia può e deve fare di più per fermare la sofferenza degli animali allevati ancora in gabbia nel nostro Paese, così come chiedono oltre 9 italiani su 10 che sono favorevoli a questo divieto, come emerso nell’ultimo Eurobarometro.