La chef stellata Chiara Pavan sostiene Gabbie Vuote

© Carlo Sgarzi / Essere Animali

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Simone Montuschi
Presidente

Chiara Pavan, chef stellata , sostiene Gabbie Vuote, la nostra proposta di legge per chiedere il divieto delle gabbie negli allevamenti intensivi.

«Io ci metto la firma, ora tocca a te»: la chef stellata Chiara Pavan, giudice ospite a MasterChef Italia e autrice di “Cucina ambientale”, ha deciso di sostenere la nostra proposta di legge Gabbie Vuote per chiedere un divieto all’uso delle gabbie per tutte le specie allevate nel nostro Paese.

Nel video, la chef celebre per la sua cucina basata sulla sostenibilità sociale e ambientale racconta le condizioni in cui vivono 600 mila scrofe allevate in Italia.

Centinaia di migliaia di scrofe ancora rinchiuse in gabbia

Negli allevamenti intensivi, le scrofe sono costrette a essere madri, vengono fecondate artificialmente passando da una gravidanza all’altra senza sosta e trascorrono metà della loro vita in piccole gabbie: parte della gestazione, il parto e tutto il periodo di allattamento.

Le gabbie in cui vengono allevate sono talmente piccole da non permettere loro nemmeno di girarsi su se stesse. Spesso, durante l’allattamento, i cuccioli rimangono schiacciati sotto al loro peso proprio per la mancanza di spazio.

Le scrofe dopo 4 o 5 parti, quando la loro produttività diminuisce, vengono considerate scarti e mandate al macello.
© Aitor Garmendia / Essere Animali

In Italia sono 40 milioni gli animali che soffrono nelle gabbie

Sono 40 milioni gli animali che in Italia vivono ancora rinchiusi in piccole gabbie: non solo 600 mila scrofe ma anche oltre 17 milioni di galline ovaiole, 13 milioni di conigli, 1,5 milioni di vitelli e 8 milioni di quaglie.

In Italia, la stragrande maggioranza dei conigli allevati per la produzione di carne vive in gabbia.
© Aitor Garmendia / Essere Animali

Come sostenuto anche da pareri scientifici come quello dell’Autorità per la Sicurezza Alimentare in Europa (EFSA), questa modalità di allevamento rappresenta uno dei principali problemi legati al benessere animale in quanto gli animali, rinchiusi in spazi ristretti, non hanno la possibilità di esprimere comportamenti naturali fondamentali come muoversi senza costrizioni, nidificare, scavare o socializzare in modo adeguato. Questo causa stress cronico, frustrazione e spesso anche problemi fisici, come lesioni o maggiore fragilità ossea.

Non solo: secondo uno studio appena pubblicato, vivere in una gabbia crea una pain echo chamber, un ambiente che disattiva le risposte analgesiche del corpo e attiva quelle che amplificano il dolore, prolungandolo ulteriormente.

L’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi europei

In Europa, diversi paesi hanno già introdotto divieti o forti limitazioni all’uso delle gabbie negli allevamenti intensivi.

Nel caso specifico delle scrofe, la Svezia ha vietato tutte le gabbie già nel 1994 e in Danimarca le gabbie di gestazione e quelle di allattamento saranno vietate a partire rispettivamente dal 2035 e 2041.

In Austria entrerà in vigore un divieto nel 2033, in Finlandia e in Germania nel 2035, mentre i Paesi Bassi stanno gradualmente abbandonando l’uso delle gabbie per tutte le fasi del ciclo produttivo delle scrofe.

In Italia non esistono misure analoghe, eppure secondo l’ultimo Eurobarometro oltre il 90% delle persone nel nostro Paese è favorevole al divieto dell’allevamento di animali in gabbia.

La nostra proposta di legge Gabbie Vuote

In pochissime settimane, la nostra proposta di legge è stata firmata da oltre 25 mila persone, superando già il 50% delle firme necessarie per chiedere formalmente al Parlamento italiano di discutere e avviare un percorso legislativo sul tema delle gabbie.

Questi numeri non ci sorprendono: già diversi anni fa, tra il 2018 e il 2020, 1,4 milioni di cittadini europei hanno firmato l’Iniziativa dei Cittadini Europei ‘End the Cage Age’, per chiedere alla Commissione UE di vietare per sempre l’uso delle gabbie negli allevamenti.

Un segnale chiaro che dimostra che il sostegno a questo divieto è forte e non è destinato ad affievolirsi.

Ringraziamo di cuore chef Chiara Pavan per aver deciso di sostenere la nostra campagna Gabbie Vuote con la quale abbiamo un’opportunità storica: mettere fine a una delle pratiche di allevamento più crudeli e anacronistiche anche nel nostro Paese.

Ora come non mai abbiamo bisogno del sostegno di tutti e di tutte: abbiamo tempo fino a settembre per raccogliere almeno 50mila firme e rendere le gabbie un ricordo del passato.


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