Bompieri Allevamenti: progressi concreti verso la fine delle gabbie per le scrofe
A un anno dall’adesione alla nostra campagna #SOSPig, Bompieri Allevamenti pubblica i dati di avanzamento verso l’obiettivo di eliminare le gabbie per le scrofe fissato per il 31 dicembre 2026.
L’azienda mantovana ha diffuso sul proprio sito i risultati, accompagnandoli con una roadmap dettagliata che mostra, anno per anno, i progressi verso la dismissione dell’uso delle gabbie.
Secondo i dati aggiornati al 31 ottobre 2025, Bompieri Allevamenti, uno dei principali produttori italiani del settore, ha già eliminato l’85% delle gabbie di gestazione e il 53% di quelle per il parto, rispettando la tabella di marcia prevista.
L’obiettivo finale è la completa eliminazione delle gabbie entro il 31 dicembre 2026, come stabilito nella propria politica aziendale.
La nostra campagna #SOSPig
207.718 hanno già firmato. Arriviamo a 250.000!
In Italia oltre 10 milioni di maiali vivono in terribili condizioni all’interno degli allevamenti intensivi. Essere Animali ha documentato la gravità di questa situazione in un’indagine che dimostra come pratiche crudeli, quali il confinamento delle scrofe in gabbia e le mutilazioni dei suinetti, sono un problema strutturale che coinvolge l’intera industria alimentare.
Nella maggior parte degli allevamenti le scrofe sono costrette a estenuanti cicli di riproduzione e tra gestazione, parto e allattamento passano quasi metà della loro vita rinchiuse in gabbie così anguste da impedire loro di muoversi, girarsi e prendersi cura dei propri piccoli.
I suinetti di appena pochi giorni di vita, invece, sono sottoposti a violente mutilazioni senza l’utilizzo di anestesia né analgesia. Il taglio sistematico della coda è una procedura illegale in Europa da oltre 25 anni, che si rende necessaria quando gli animali sono costretti a vivere in ambienti non adatti a soddisfare le loro esigenze, cosa che può spingerli a mordersi la coda tra loro. Anche se è stato dimostrato che il taglio della coda non riduce il cannibalismo, in Italia viene comunque praticato su più del 95% dei maiali allevati, quando basterebbe fornire agli animali arricchimenti ambientali adeguati per limitare le morsicature.
Si tratta di una realtà inaccettabile, per cui riteniamo sia necessario intervenire al più presto.
Le aziende alimentari, che stanno a cavallo tra i produttori e i consumatori, dovrebbero essere responsabili di rispondere alle richieste delle persone e costruire filiere sostenibili, in cui ai maiali vengono evitate almeno le principali cause di sofferenza.
Chiedo ai principali marchi di prodotti suini di prendere una posizione netta riguardo alla sofferenza ingiustificata di milioni di maiali, collaborando con i propri allevamenti fornitori per eliminare l’utilizzo delle gabbie per le scrofe e le mutilazioni per i suinetti.
C’è un’altra persona lì vicino a te?
Fai firmare anche lei!In Italia ogni anno, oltre 10 milioni di maiali vengono allevati e macellati all’interno di un sistema che causa loro profonda sofferenza. Dalla nascita alla macellazione, la loro vita è segnata da pratiche dolorose e privazioni.
Gabbie per le scrofe
Le gabbie di gestazione e di parto causano lesioni fisiche, stereotipie, apatia, e privazione totale del movimento. Inoltre, le scrofe non possono interagire tra loro né con i propri piccoli.
Durante il parto, molte scrofe finiscono per schiacciare accidentalmente i suinetti, un rischio reso maggiore proprio dalle condizioni di immobilità forzata e dalla mancanza di spazio.
Mutilazione della coda nei suinetti
La mutilazione sistematica della coda, pratica vietata dalla legge, viene ancora effettuata per prevenire atti di cannibalismo tra i maiali, ma le evidenze scientifiche dimostrano che non serve a risolvere il problema. Il taglio viene spesso eseguito senza anestesia né analgesia, provocando dolore acuto e prolungato nei suinetti.
Il primo produttore italiano ad aderire a #SOSPig
Bompieri Allevamenti è stato il primo grande produttore italiano a rispondere concretamente alle richieste della nostra campagna #SOSPig, impegnandosi a eliminare le gabbie per le scrofe durante la gestazione e il parto in tutti gli allevamenti del gruppo.
La pubblicazione dei progressi a un solo anno di distanza dimostra che eliminare le cause di maggiore sofferenza per gli animali è possibile, anche su larga scala. Questo conferma quanto la transizione verso sistemi senza gabbie sia tecnicamente ed economicamente realizzabile.
Gli impegni concreti di Bompieri Allevamenti
Tra i punti principali della politica aziendale, in linea con le richieste della campagna #SOSPig, ci sono:
- Box parto di almeno 7 m² (nelle gabbie standard la dimensione è circa 2 m²);
- Materiale manipolabile sempre disponibile (paglia e carta) per favorire i comportamenti naturali della scrofa;
- Stop definitivo al taglio delle code e nessun taglio o limatura dei denti dei suinetti;
- Piano di riduzione degli antibiotici e arricchimenti ambientali come paglia in rastrelliera per tutti i maiali.
Si tratta di cambiamenti che incidono concretamente sulla vita quotidiana di migliaia di animali, offrendo loro maggiore libertà di movimento, più comfort e la possibilità di esprimere meglio i propri comportamenti naturali.
Un esempio per tutto il settore
Essendo uno dei principali produttori italiani, Bompieri dimostra con risultati tangibili che eliminare le gabbie è un obiettivo concreto e raggiungibile.
E sono proprio i cittadini e le cittadine a chiederlo: secondo l’Eurobarometro, il 91% degli italiani è favorevole al divieto delle gabbie negli allevamenti.
La transizione verso sistemi di allevamento senza gabbie è possibile. Ora è il momento che altri produttori seguano questo esempio e si impegnino a eliminare le cause di maggiore sofferenza degli animali, affinché ciò porti a favorire un divieto dell’uso delle gabbie in tutti gli allevamenti.