Chiuso un allevamento di conigli in gabbia dopo un nostro intervento
A Lomazzo (CO) ha chiuso un allevamento di conigli in gabbia dopo un nostro intervento: negli anni anche l’ATS aveva rilevato condizioni precarie e intensificato la vigilanza.
L’allerta è partita da una segnalazione di una cittadina che aveva notato carcasse e ossa di coniglio disperse nei campi adiacenti alla struttura.
© Essere Animali
L’allevamento in gabbia è altamente lesivo per la salute dei conigli e impedisce loro di soddisfare bisogni fondamentali come saltare, allungarsi e sollevarsi sulle zampe, causando stress, lesioni e aggressività.
Denunciato grazie alla segnalazione di una cittadina
Ha del tutto cessato le sue attività un allevamento di conigli a Lomazzo, in provincia di Como, che avevamo denunciato in seguito alla segnalazione di una cittadina, che aveva notato numerose carcasse e ossa di conigli disperse nei campi adiacenti alla struttura.
Maltrattamento di animali
Inquinamento ambientale
Sfruttamento del lavoro
Problemi sanitari
Frodi alimentari
Avevamo sporto denuncia alla Procura di Como nel 2022 dopo aver effettuato controlli e documentato le terribili condizioni in cui erano costretti a vivere gli animali.
Le problematiche riscontrate nell’allevamento
L’azienda versava in condizioni molto critiche: la struttura era fatiscente non solo all’esterno ma anche al suo interno, il soffitto risultava ricoperto da uno strato spesso di ragnatele, e dalle gabbie — estremamente sporche e arrugginite — sporgevano pezzi di ferro che potevano ferire gli animali. Sul pavimento invece erano accumulati grandi quantità di escrementi.
Gli animali, circa 5.000 conigli, erano tutti allevati in piccole gabbie con pavimenti in rete metallica e prive di arricchimenti ambientali adeguati.
Condizioni che, per quanto purtroppo ancora legali in Italia, ledono gravemente la salute dei conigli, privandoli di spazio vitale e di stimoli ambientali positivi fondamentali per la loro specie e causando stress e lesioni.
In alcuni casi è stata documentata la presenza di sei animali ammassati all’interno della stessa gabbia.
La denuncia è stata archiviata
Dopo la nostra denuncia, l’ATS Insubria ha svolto un controllo in allevamento. Non rilevando gli estremi per elevare sanzioni amministrative o intentare procedimenti penali a carico della proprietà, la denuncia è stata archiviata.
Ciononostante il controllo ha confermato un eccessivo accumulo di deiezioni e ragnatele all’interno dell’allevamento, condizioni per cui l’azienda era stata oggetto di prescrizioni già nel 2017 e, con un’annotazione d’indagine, l’ATS Insubria ha assegnato all’azienda un livello di rischio più elevato, con conseguente intensificazione della vigilanza, predisponendo un piano di azioni che se non effettuate avrebbero dato luogo a nuove prescrizioni.
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L’azienda avrebbe dovuto adeguare l’allevamento mediante opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, con revisione dei sistemi di aspirazione e ventilazione, pulizia e sanificazione di tutti gli ambienti e attrezzature e revisione dei piani di disinfestazione, ma di fronte alla necessità di fare questi interventi ha deciso presumibilmente di chiudere.
Fondamentale per questo risultato è stata anche la prontezza della cittadina, che ha notato alcune problematiche e ci ha segnalato la struttura, utilizzando la nostra piattaforma creata ad hoc.
In Italia quasi tutti i conigli sono allevati in gabbia
In Italia sono presenti oltre 4.000 allevamenti di conigli, più del 90% in gabbia. Il numero di animali allevati è di circa 10 milioni: la Lombardia è la seconda regione, dopo il Veneto, per numero di allevamenti in Italia e conta circa 1.5 milioni di conigli allevati (dati: BDN Anagrafe Zootecnica – 2025).
Le gabbie tradizionali costituiscono la norma nell’allevamento di questa specie, non solo in Italia ma anche per l’85% della produzione complessiva dell’Unione Europea, dove Spagna, Italia e Francia risultano essere i maggiori produttori.
Come segnalato anche dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), la restrizione del movimento dovuta all’allevamento in gabbia è la principale problematica a impattare negativamente sulla salute dei conigli.
Il problema dell’allevamento in gabbia
Una gabbia standard fornisce solo l’1% dello spazio necessario a un gruppo di conigli che, in condizioni naturali, coprirebbe una superficie di almeno 50 m², impedendo loro comportamenti naturali fondamentali come potersi allungare, saltare o sollevarsi sulle zampe posteriori.
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L’assenza di arricchimenti nelle gabbie è un’altra problematica molto grave: la mancata disponibilità di materiale da rosicchiare ad esempio non permette ai conigli di limare i denti in costante crescita e li spinge di conseguenza ad aggredire i compagni o a masticare le grate delle gabbie.
Le pavimentazioni in rete metallica invece sono causa di ferite alla cute, piaghe sulle zampe e lesioni ai garretti.
Questo caso mostra che purtroppo gli allevamenti con situazioni critiche a livello di struttura e gestione degli animali sono molto diffusi, ma mostra anche quanto sia importante che i cittadini siano attivi nella documentazione e nella denuncia di queste problematiche.