Stai leggendo:

Galline morte e agonizzanti: abbiamo documentato la crudeltà delle gabbie


Ti interessa l'articolo?

Iscriviti

Galline morte e agonizzanti: abbiamo documentato la crudeltà delle gabbie


Chiara Caprio
Responsabile relazioni istituzionali

Immagini provenienti da un allevamento in Veneto dove vengono allevate 60.000 galline in gabbia per la produzione di uova. Carcasse in decomposizione insieme agli animali vivi, galline malate e agonizzanti, irregolarità durante le fasi di carico verso il macello e lavoro in nero sono solo alcune delle problematiche riscontrate.

Guarda il video

L’investigazione rivela le gravi problematiche dell’allevamento in gabbia, che ancora oggi coinvolge il 35% delle galline allevate in Italia.

Condizioni di allevamento inadeguate e crudeli: questa è la vita in gabbia

All’interno delle gabbie, le galline soffrono di alcune criticità sistemiche, considerate non in linea con il rispetto della salute degli animali.

Cadaveri in avanzato stato di decomposizione
Gli animali morti vengono abbandonati all’interno delle gabbie, dove le galline vive finiscono per camminare sopra le carcasse, con casi di cannibalismo e conseguenti gravi rischi igienico-sanitari. In alcune immagini si vedono anche le uova sopra i cadaveri.

Diversi animali presentano scarso piumaggio a causa dello sfregamento sulle reti metalliche delle gabbie e del cosiddetto feather pecking, beccate aggressive dirette alle piume, particolarmente presenti negli allevamenti in gabbia per via delle condizioni di stress e sovraffollamento.

Uccisioni irregolari
L’uccisione di una gallina malata viene effettuata in maniera scorretta: la perdita di coscienza non è immediata e questo causa inutili e aggiuntive sofferenze.

Animali malati e non curati

Galline agonizzanti vengono lasciate morire di stenti. Tra gli animali si vede inoltre il caso di una gallina con chiari segni di un disturbo neurologico denominato wry neck, “torcicollo”, a causa del quale l’animale mantiene una posizione innaturale del collo e della testa, rimanendo incastrata con il becco nella rete metallica senza riuscire a nutrirsi e bere adeguatamente.

Secondo la normativa, gli animali in questo stato dovrebbe essere isolati temporaneamente in modo da essere curati e da permettergli un migliore accesso all’acqua e al cibo. Nel caso in cui la salute non dovesse migliorare, l’allevatore sarebbe tenuto a effettuare un abbattimento d’emergenza.

Il parere dell’EFSA sull’utilizzo delle gabbie

Nel 2023 l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha pubblicato un parere sulla salute delle galline per la produzione di uova, evidenziando come l’utilizzo delle gabbie sia altamente lesivo della salute di questi animali in quanto non permette il rispetto dei loro comportamenti naturali e li sottopone a stress e sofferenze aggiuntive.

L’EFSA conferma molte delle criticità dell’allevamento in gabbia che abbiamo documentato, evidenziando anche maggiori rischi per la sicurezza alimentare.
© Essere Animali

Galline lanciate e spinte a forza nelle gabbie da trasporto durante il carico

Le irregolarità continuano anche durante il carico delle galline arrivate a “fine carriera”. Le operazioni vengono effettuate con violenza e senza alcuna cura, causando ulteriore dolore per via dell’estrema fragilità delle loro ossa ed esponendole quindi a un’altissima probabilità di fratture.

Larga parte delle galline allevate in gabbia per la produzione di uova soffre di osteoporosi, che è la causa del 20-35% della mortalità in allevamento. Questo è dovuto alla selezione genetica finalizzata all’iper produttività, nonché alla modalità di allevamento, che per la scarsa mobilità non permette loro di rafforzare l’apparato muscolo scheletrico.

Carico violento
Le galline dovrebbero essere sollevate con entrambe le mani e adagiate con cura nelle gabbie, evitando che si feriscano. Nei video, invece, si vede che vengono spinte, sollevate per un’ala o lanciate brutalmente.

Inoltre per evitare di provocare stress agli animali, le operazioni dovrebbero avvenire di notte o entro le prime luci dell’alba, quando gli animali sono più tranquilli. Questo ridurrebbe i tentativi di fuga e quindi il rischio di ferite, lesioni e fratture. In questo allevamento invece le operazioni avvengono di giorno, quando gli animali sono vigili.

Lavoro nero

Grazie alla nostra segnalazione, sono intervenuti i Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Venezia, i quali hanno emesso sanzioni dell’ordine di migliaia di euro nei confronti della cooperativa che prestava servizio per il carico per la mancata registrazione degli operai (lavoro nero). L’azienda è stata invece sanzionata per il mancato rispetto delle norme di sicurezza nel lavoro.

I cittadini italiani sono a favore del divieto delle gabbie

Nove italiani su 10 sono a favore del divieto dell’allevamento in gabbia, eppure questa pratica crudele è ancora molto diffusa nel nostro Paese e riguarda non solo le galline per la produzione di uova ma 40 milioni di animali tra scrofe, vitelli, conigli, quaglie e oche.

Come membri attivi della campagna End the Cage Age ci siamo uniti da tempo alla richiesta di vietare le gabbie nel nostro Paese e in UE: ci sono già esempi virtuosi di paesi che hanno preso questa decisione, come la nostra vicina Slovenia, che ha appena annunciato di voler vietare le gabbie per le galline ovaiole entro il 2028.

Anche l’Italia può fare di più, sostenendo e valorizzando quegli allevatori che vogliono fare una transizione verso sistemi più rispettosi della salute degli animali e in linea con la sensibilità dei consumatori o che hanno intrapreso questo percorso in autonomia perché consapevoli dell’importanza di questi temi nel settore zootecnico.

Chiediamo che il Governo voglia cogliere quanto evidenziato dalla nostra indagine per studiare strumenti legislativi in grado di favorire questa importante transizione anche nel nostro Paese, tutelando così il Made in Italy di qualità.

Un Commissario alla Salute e al Benessere Animale al Parlamento europeo

Nel 2024 per la prima volta è stato nominato un Commissario alla Salute e al Benessere Animale, l’ungherese Olivér Várhelyi, all’interno della nuova Commissione europea. Durante la sua prima audizione davanti al Parlamento europeo, il Commissario ha dichiarato che nel 2026 verranno pubblicate nuove proposte di revisione della normativa UE sugli animali, con particolare focus sul problema delle gabbie negli allevamenti.

Decine di migliaia di galline sono allevate su più piani in un capannone al chiuso.
© Essere Animali

A febbraio 2025, nel corso di un incontro a Bruxelles organizzato da Eurogroup for Animals – di cui siamo parte attiva – e CIWF – organizzazione promotrice di End the Cage Age – il Commissario ha confermato che “la revisione della normativa europea sul benessere animale è un’opportunità per rispondere alle richieste dei cittadini e aumentare la competitività del settore. È un’opportunità per costruire un sistema migliore per tutti. Dopo il dialogo tra le parti coinvolte che avverrà nel corso di quest’anno, dovremmo già avere le prime proposte legislative in merito alla ICE End the Cage Age nel prossimo anno”.


Grazie!
Con te siamo a
162.020 firme
Condividi questa petizione e aiutaci a raccogliere più firme!

Salta questo step

Fai una donazione
per difendere gli animali

Per:

Se hai dubbi o problemi nella donazione scrivici.

Questo campo è obbligatorio!
Inserire almeno %s caratteri!
Non inserire più di %s caratteri!
Inserisci una data valida!
Inserisci un numero di telefono valido!
Inserisci un CAP valido!
Inserisci un codice fiscale valido!
Inserisci una partita IVA valida!
Formato IBAN non valido!
Devi accettare la normativa sulla privacy!
Si è verificato un errore! Ricontrolla i campi.
Utilizza un Nickname valido!
Password non valida!
• almeno 1 carattere speciale (-_@#$%)
• almeno 1 numero
• almeno 1 carattere maiuscolo
• almeno 1 carattere minuscolo
• lunga almeno 6 caratteri
• più corta di 20 caratteri
Le due password inserite non coincidono!
Non valida!
Non valida!
Ok!
Controlla l'email!
Utente non attivato! Clicca nel link di conferma che ti è stato inviato via email!
Mmm... sicuro di quello che fai?
Sei già nella newsletter di Essere Animali!
Si è verificato un errore!