Non solo polli: violenze e illegalità in un allevamento di maiali di un fornitore di Lidl


Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Maiali picchiati brutalmente con bastoni, sollevati dal muso o dalle orecchie e presi a calci. Ma non solo: gravi violazioni della normativa e criticità a livello igienico-sanitario.

Guarda l’indagine

Le problematiche riscontrate

Le immagini che abbiamo diffuso provengono da un allevamento di un fornitore di Lidl e mostrano ancora una volta come le politiche pubbliche del marchio non siano adeguate a evitare sofferenze estreme agli animali.

All’interno di questo allevamento vengono effettuate pratiche inadeguate, ma quello che colpisce sono anche le condizioni igienico-sanitarie estremamente carenti e l’aggressività degli operatori e del medico veterinario nei confronti degli animali.

Abbiamo denunciato l’allevamento ai Carabinieri Forestali di Forlì-Cesena.

Terribili violenze nei confronti degli animali

Dalle immagini è evidente che gli operatori sono stati formati inadeguatamente, poiché, insieme al veterinario, gestiscono gli animali con violenza e punizioni picchiandoli col bastone anche senza un apparente motivo.

Violenze gratuite
Un suino viene colpito sul muso, uno è sollevato di peso dalle orecchie per essere spostato, un altro è inseguito e picchiato con una tavola di plastica dura.

Nel momento dello scarico vengono usati pungoli elettrici e percosse, mentre un animale viene anche preso a calci. Sono state filmate procedure dolorose anche nel momento in cui vengono effettuati i tamponi di controllo per rilevare, molto probabilmente, la presenza di malattie respiratorie o l’influenza suina di tipo A. In questo caso gli animali vengono legati e sollevati con un laccio per il muso, una pratica molto dolorosa proprio perché si tratta di una parte del corpo molto delicata.

Guarda il trattamento del veterinario durante un operazione a un maiale

Animali feriti, malati e non curati

Nell’allevamento sono presenti numerosi suini malati o morenti, che non vengono curati e che in alcuni casi vengono lasciati morire lentamente di stenti.

È stato anche ripreso un suino con un grave ascesso che non viene isolato in zona infermeria per essere curato. L’ascesso viene inciso nel recinto senza che l’animale venga immobilizzato, utilizzando un coltello con una lama troppo lunga e apparentemente non sterile, rischiando che sia il maiale, sia il veterinario, possano ferirsi. Dopo il taglio, la ferita non viene disinfettata, con il rischio che l’ascesso si riformi nei giorni seguenti e provochi ulteriore dolore al maiale.

Molti animali presentano gravi graffi e lesioni fresche su fianchi e testa, ferite che solitamente sono legate a episodi di lotta tra gli animali.
© Essere Animali

Non mancano le ernie, che spesso sono legate ai programmi di selezione delle razze e che possono provocare malessere, forti dolori e infezioni, come la salmonella.

Utilizzo di pratiche illegali

Dalle immagini è evidente che vengono utilizzate pratiche illegali. Il taglio sistematico della coda e l’assenza di arricchimenti ambientali appropriati, infatti, violano la Direttiva 2008/120/CE, che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini.

Le immagini mostrano anche morsicature da parte degli altri animali: quando i suini non riescono a esprimere in maniera appropriata i propri comportamenti naturali — in questo caso soprattutto per la mancanza di materiali manipolabili come la paglia, che permettano loro di grufolare — rivolgono la loro attenzione agli altri compagni di box morsicando le code.

Ma il taglio della coda non risolve il problema delle morsicature, al massimo ne riduce l’incidenza diminuendo la superficie di corpo che gli altri animali possono masticare.

Problematiche igienico-sanitarie

Nell’allevamento non mancano preoccupanti criticità a livello igienico-sanitario: prima e dopo che il veterinario ha effettuato alcuni prelievi, decine di carcasse, molte delle quali con le viscere che fuoriescono dal corpo, vengono abbandonate all’aperto nel cortile dell’allevamento.

L’abbandono di cadaveri di maiali può causare la contaminazione dell’ambiente e la diffusione di malattie.
© Essere Animali

Serve un impegno concreto e immediato da parte di Lidl

Dal 2022 la catena di discount Lidl è al centro di una campagna europea per la tutela degli animali.

A ottobre abbiamo diffuso delle immagini che mostrano gravi maltrattamenti nei confronti dei polli in un allevamento di un fornitore del marchio. Queste nuove immagini, provenienti dallo stesso fornitore, mettono in luce ancora una volta la mancanza di impegno da parte dei fornitori di Lidl per migliorare le condizioni di allevamento degli animali e sono un’ulteriore indicazione di quanto le politiche di benessere animale di Lidl siano estremamente scadenti in maniera trasversale non solo per i polli, ma anche per le altre specie.

Dopo oltre due anni di campagna e richieste di adesione agli standard dello European Chicken Commitment, sollecitiamo ancora una volta Lidl a impegnarsi a fare di più iniziando dai polli, gli animali terrestri numericamente più allevati.

Recentemente, oltre che in Francia, anche Lidl Germania ha sottoscritto una politica allineata all’ECC, il che dimostra la fattibilità delle nostre richieste. È ora che anche in Italia Lidl prenda una posizione e un impegno per i polli.