Nuova indagine in un allevamento di un fornitore di Lidl in Italia


Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Afferrati per il collo, fatti roteare, falciati dal trattore o abbandonati agonizzanti: la nostra nuova indagine shock mostra gravi maltrattamenti dei polli all’interno di un allevamento di un fornitore di Lidl in Italia.

Guarda l’indagine

La campagna #LidlChickenScandal

Le immagini arrivano da un allevamento di un fornitore della catena di supermercati Lidl Italia in Emilia-Romagna. Da due anni insieme ad altre organizzazioni ci impegniamo nella campagna internazionale #LidlChickenScandal per chiedere al colosso tedesco di dimostrare un impegno concreto per migliorare le condizioni di allevamento dei polli nella sua filiera.

Ma nella nostra ultima indagine abbiamo documentato polli che subiscono maltrattamenti durante tutte le fasi della loro vita, dallo scarico dei pulcini appena arrivati in allevamento fino al carico per il macello.

L’utilizzo di procedure scorrette provoca inutili sofferenze agli animali

Durante le fasi di carico degli animali per il macello, gli operatori lanciano violentemente i polli all’interno delle gabbie, causando loro ulteriore stress e possibili fratture, che si potrebbero evitare se si seguissero le procedure corrette. Gli operatori sono costretti a lavorare in velocità, senza avere cura degli animali.

Carico dei polli per il macello
Gli operatori non sono incentivati a seguire le procedure perché vengono valutati quasi sempre solo sulla durata delle operazioni e non sulla presenza di lesioni o mortalità degli animali.

I polli scartati perché poco sviluppati o malati vengono presi per la testa e fatti roteare per essere uccisi, mentre la procedura corretta indicata dalle linee guida per le buone pratiche di abbattimento della Commissione europea prevede che i polli vengano sostenuti per le zampe con una mano e con l’altra venga tirato il collo.

Pratica di abbattimento crudele
Anche in questo caso, per rendere più veloci le operazioni, gli animali sono sottoposti a stress e sofferenze aggiuntivi a causa di procedure scorrette.

Polli scartati a fine ciclo e gettati via ancora coscienti

Una conseguenza della selezione genetica delle razze a rapido accrescimento è che gli animali vanno incontro a grossi problemi nello sviluppo, soprattutto nella crescita dell’apparato scheletrico e muscolare. È questo uno dei motivi principali per cui a fine ciclo sono stati documentati decine di polli che venivano scartati e non caricati per essere macellati.

Polli ancora coscienti
Il numero di animali scartati è così elevato che questo impedisce un corretto abbattimento.

Sono diversi i casi in cui i polli scartati a fine ciclo vengono lanciati nel cassone dei morti ancora coscienti: le immagini che riprendono gli animali mentre sbattono le ali e tentano la fuga indicano che l’abbattimento non è stato efficace. Nel caso di abbattimento in allevamento, le autorità raccomandano un massimo di 70 polli al giorno per operatore per evitare che l’operazione venga portata a termine in maniera approssimativa. Le immagini però documentano cassoni che hanno raggiunto, se non superato, il numero di animali consentito.

Pulcini lanciati a terra e schiacciati dal trattore

I pulcini scaricati per un nuovo ciclo di allevamento vengono lanciati a un’altezza da terra spesso superiore al metro e senza effettuare un controllo dello stato di salute a livello individuale.

Al momento dello scarico, le cassette vengono svuotate velocemente e i pulcini cadono uno sopra l’altro rischiando di ferirsi.

Sono state anche riprese delle immagini in cui un operatore a bordo di un trattore schiaccia diversi polli giovani mentre è intento a fresare la lettiera. Questa problematica è stata evidenziata anche da altre investigazioni in allevamenti di fornitori di Lidl, in particolare quelle realizzate nel Regno Unito e in Austria.

Il problema degli antibiotici per trattamenti di gruppo

In questo allevamento viene utilizzata l’amoxicillina in polvere, un antibiotico ad ampio spettro che generalmente viene utilizzato per i trattamenti di gruppo. L’uso di antibiotici è preoccupante: la nuova normativa europea infatti vieta i trattamenti di massa preventivi negli allevamenti, ma i dati italiani dimostrano che la maggior parte degli antibiotici venduti per uso zootecnico nel nostro Paese è utilizzata proprio per questo.

Questa pratica è una delle principali cause che contribuiscono all’antibiotico-resistenza, una minaccia anche per la salute umana.

Le nostre richieste

È da due anni che Lidl Italia ignora le nostre richieste e si rifiuta di impegnarsi a sottoscrivere lo European Chicken Commitment (ECC). Chiediamo all’insegna un maggiore impegno per migliorare le condizioni di allevamenti dei polli nelle loro filiere e di seguire le indicazioni indicate dall’ECC.