Trasporti con il caldo estremo: animali forzati a viaggi con oltre 45° C e senz’acqua
I trasporti di animali non si fermano neanche con le temperature record: siamo tornati a monitorare i camion sulle autostrade italiane, documentando animali costretti a viaggi con oltre 45° C, senz’acqua e lasciati a lungo sotto il sole cocente.
Mentre in Europa inizia il dibattito sulla revisione della normativa sui trasporti di animali vivi, siamo tornati a monitorare ancora una volta i viaggi durante i mesi estivi. I controlli effettuati sui camion che trasportano gli animali destinati al macello che transitano sulle autostrade italiane mostrano una situazione critica, che ormai documentiamo da diversi anni.
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La revisione del Regolamento sui trasporti costituisce un’occasione unica per la Commissione europea e i co-legislatori dell’UE per garantire una maggiore e migliore protezione degli animali e per intervenire sulle problematiche più gravi al fine di risparmiare agli animali sofferenze evitabili.
Per questo chiediamo:
- Un divieto del trasporto degli animali vivi verso Paesi extra-UE.
- Un divieto del trasporto di animali vivi su lunga distanza nell’UE, limitando la durata di percorrenza a un massimo di 8 ore per i suini, i bovini e gli ovini adulti, e di 4 ore per il pollame e i conigli.
- Un divieto del trasporto di animali non svezzati e in stato di gravidanza avanzato (oltre il 40% del periodo gestazionale).
- L’individuazione e la definizione di parametri e condizioni specifici per specie e categoria di animali vivi, volti a valutare l’idoneità al trasporto, a stabilire i limiti minimi e massimi delle temperature esterne, e ad assicurare un’adeguata disponibilità di spazio e un’appropriata somministrazione di cibo e acqua durante gli spostamenti all’interno dell’UE.
- La riduzione e la sostituzione del trasporto di animali vivi con quello di carne e carcasse, e semi e embrioni, come raccomandato anche da FVE, OIE, ed EFSA.
Chiediamo inoltre di garantire un’applicazione più rigorosa della normativa comunitaria che deve essere altresì accompagnata da un numero maggiore di controlli ed ispezioni e da rigide sanzioni in caso di infrazioni.
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Il nostro team investigativo ha monitorato la tratta tra Lodi e Faenza sulla A1 e A14, e tra Brescia e Verona sulla A4, individuando in diversi casi camion carichi di animali con temperature interne oltre i 45°.
Le condizioni degli animali sono critiche: ansimano e boccheggiano, hanno un’alta frequenza respiratoria.
L’alta densità degli animali caricati aggrava le loro sofferenze. Le ventole dei camion sono inoltre spente e la temperatura interna aumenta ancora di più. Anche se nei viaggi nazionali i beverini non sono obbligatori, non fornire da bere agli animali con questo caldo è una crudeltà.
Ancora più grave l’episodio che ha visto protagonista l’autista di un camion che si è fermato per pranzare, nei pressi di Reggio Emilia, abbandonando gli animali per diverso tempo sotto il sole e con le ventole spente, nonostante fosse a pochi minuti di distanza dal macello di destinazione. Si tratta di una gravissima violazione della normativa, che prevede di recarsi senza indugio verso la destinazione finale e non arrecare agli animali lesioni o sofferenze inutili.
Trasporti internazionali
Anche nel caso dei viaggi su lunga distanza emerge un quadro ancora problematico: abbiamo infatti riscontrato all’altezza di Fiorenzuola d’Arda (PC) un autoarticolato che trasportava 273 pecore adulte dalla Spagna, con una temperatura interna di 38°C, oltre il limite consentito dalla normativa UE, che nel caso dei lunghi viaggi prevede una tolleranza massima di 5° oltre il limite di 30°. Il camion era diretto a un macello di Ancona.
Problematiche critiche
Non è la prima volta che documentiamo questi trasporti effettuati nelle ore più calde del giorno e nelle giornate con temperature vicine ai 40°. E ogni anno documentiamo situazioni simili e problematiche ricorrenti sulle quali sia il Governo italiano sia la normativa europea non riescono a porre rimedio, anche a causa di leggi inadeguate e obsolete.
Al momento infatti è in fase di revisione la proposta della Commissione europea per un aggiornamento del Regolamento N.1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto. La normativa attuale crea una vasta zona grigia non regolamentata e di fatto non permette di intervenire in modo appropriato quando il benessere degli animali non è rispettato.
Le leggi infatti includono solo dichiarazioni vaghe sulla necessità che i mezzi di trasporto siano in grado di proteggere gli animali da “temperature estreme”, ma mancano indicazioni chiare e puntuali sul tema delle temperature, in particolare ignorando totalmente i trasporti nazionali e senza tenere in considerazione altri aspetti importantissimi come i tassi di umidità.
Le nostre indagini mostrano come le disposizioni messe in atto dal Ministero della Salute, come la nota integrativa che viene emanata da qualche anno e che nel 2024 è stata pubblicata il 15 luglio, non sono efficaci nella pratica.
Cosa chiediamo all’UE
È chiaro che la normativa sia lacunosa, e il tema delle temperature è un punto cruciale sul quale si sta discutendo molto a livello europeo, con alcuni paesi che vogliono bloccare miglioramenti importanti per gli animali. Le nostre indagini mostrano però chiaramente la necessità di agire per cambiare questa normativa e renderla più adeguata alla crisi climatica, all’alzarsi delle temperature e soprattutto per proteggere meglio gli animali ancora coinvolti nella produzione alimentare e sottoposti a queste inutili e continue sofferenze.
Insieme a Eurogroup for Animals, chiediamo che:
- sia vietato il trasporto di animali vivi su lunghe distanze (superiori alle 8 ore);
- siano introdotti dei riferimenti chiari anche per le temperature (tenendo conto dell’umidità) e circa le modalità di trasporto anche per i viaggi nazionali;
- siano definiti chiaramente alcuni parametri fondamentali, come condizioni specifiche per specie e categoria di animali, che prendano in considerazione l’idoneità al trasporto, nonché la disponibilità di spazio e la modalità di somministrazione dell’acqua.