Violenze su mucche in un macello: messa alla prova per cinque imputati
Gli operatori del macello filmati mentre trascinavano e colpivano le mucche hanno formalmente richiesto la messa alla prova, con svolgimento dei servizi socialmente utili. Pene troppo blande, ma non solo: siamo stati denunciati, presumibilmente per aver collocato le telecamere nascoste che hanno documentato il trasporto di 144 mucche a terra, una pratica vietata.
Avevamo posizionato delle telecamere nascoste in un macello, per documentare lo scarico illegale delle “mucche a terra”, ovvero quelle mucche che, dopo essere state allevate per la produzione intensiva di latte, non riescono più a reggersi sulle proprie zampe, considerate dalla legge non idonee al trasporto e da macellare con urgenza in allevamento, proprio per alleviare le loro sofferenze.
I video mostrano animali trascinati a forza, tirati con un cavo d’acciaio legato alle zampe o a parti ancora più sensibili come corna o collo, spinti con una forca o ancora pungolati con scariche elettriche ripetute.
Qui l’indagine
Dopo aver raccolte le immagini, avevamo denunciato i responsabili, cinque imputati che sono andati a processo per i reati di uccisione e maltrattamento di animali.
L’esito
Il giudice del Tribunale di Pavia ha ammesso oggi cinque imputati di un processo per maltrattamento e uccisione di animali alla messa alla prova, un rito alternativo che consiste nello svolgere lavori socialmente utili.
La messa alla prova è stata richiesta dalla difesa ed è prevista dal codice penale e di procedura penale per determinati reati, tra cui quelli puniti con una pena detentiva massima non superiore a quattro anni.
Prima dell’udienza, è stato riconosciuto anche un risarcimento per la nostra associazione, ma a nostra volta siamo stati denunciati, si presume per il piazzamento delle telecamere nascoste che hanno consentito di documentare le violenze da cui è nato poi il processo.
162.020 hanno già firmato. Arriviamo a 200.000!
PER UNA RIFORMA DELLE LEGGI SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI
Destinatari
Presidente del Consiglio
Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Ministero della Salute
L’organizzazione Essere Animali negli ultimi anni ha diffuso diverse indagini realizzate all’interno di allevamenti intensivi e stabilimenti di macellazione italiani, alcune svolte in collaborazione con importanti organi d’informazione italiani e internazionali, allo scopo di documentare e denunciare alle autorità giudiziarie e alle istituzioni italiane le condizioni degli animali allevati per l’alimentazione. Durante tali indagini sono state puntualmente filmate violazioni alla normativa sulla protezione degli animali e alle norme del codice penale.
Le indagini di Essere Animali hanno mostrato:
- violenze inferte dal personale dell’allevamento, come colpi con tubi di ferro su punti delicati e innervati, utilizzo improprio di taser elettrico, sollevamento con muletto delle mucche a terra, calci e lanci degli animali di piccola taglia;
- mutilazioni effettuate senza l’utilizzo di anestesia e analgesia, senza la presenza di un medico veterinario, su animali oltre l’età consentita dalla legge e il taglio sistematico della coda dei suinetti, una pratica illegale ma diffusa in quasi tutti gli allevamenti italiani;
- animali agonizzanti lasciati morire di stenti o uccisi in modo brutale dagli operai dell’allevamento, senza l’applicazione delle corrette disposizioni sull’abbattimento d’emergenza degli animali malati;
- animali trasportati anche per 30 ore su mezzi di trasporto inadeguati, in condizioni di sofferenza e sottoposti a violenze al momento del carico e dello scarico;
- animali sottoposti a macellazioni di gruppo, invece di essere uccisi singolarmente affinché non vedano la morte dei loro simili, storditi in modo inadeguato e con la morte che sopraggiunge con agonia.
Per questi maltrattamenti sono state presentate diverse denunce alle autorità competenti ma la frequenza di tali episodi, filmati nella quasi totalità delle aziende oggetto d’indagine scelte a campione sul territorio nazionale, anche tra fornitori di prodotti DOP, mi spinge a esprimervi la mia profonda preoccupazione.
Accanto a queste violazioni di legge, le indagini di Essere Animali hanno inoltre mostrato tipologie e pratiche di allevamento che, pur essendo ora legali, sono causa di indiscussa sofferenza fisica e psicologica per gli animali, violando quindi intrinsecamente il rispetto del benessere degli animali in allevamento, tra cui:
- utilizzo di gabbie in cui gli animali trascorrono buona parte o tutta la loro vita;
- elevate densità quando gli animali sono allevati “a terra” o in recinti;
- castrazione chirurgica dei suinetti e debeccaggio delle galline;
- separazione alla nascita delle madri dai cuccioli per la produzione di latte;
- selezione genetica spinta, che produce animali con caratteristiche contrarie intrinsecamente al rispetto del benessere animale, come le razze a crescita rapida.
Chiedo quindi che sia intrapreso un processo di riforma legislativo che:
- vieti progressivamente l’utilizzo delle gabbie;
- vieti ogni mutilazione;
- metta fine ai sussidi pubblici al settore zootecnico;
- porti l’inasprimento delle pene per il maltrattamento degli animali e per le altre violazioni delle normative di protezione, prevedendo nei casi più gravi la revoca delle autorizzazioni e l’interdizione dall’attività;
- instauri un sistema di controllo negli allevamenti, durante il trasporto e nelle fasi di macellazione assolutamente più efficace di quello adottato sinora, con l’utilizzo di telecamere CCTV con sistemi AI e controlli del personale veterinario pubblico a campione e inaspettati;
- riformuli le densità di allevamento, concedendo agli animali più spazio per muoversi, anche all’aperto, e con la presenza di adeguati arricchimenti ambientali;
- garantisca fondi pubblici a produzioni e attività più sostenibili come quelle a base vegetale e che lavorino per ridurre le sofferenze degli animali che nei prossimi anni saranno ancora confinati in macelli e allevamenti.
C’è un’altra persona lì vicino a te?
Fai firmare anche lei!Una sentenza amara
Circa la messa alla prova, da tempo sosteniamo che servirebbe una riforma delle leggi di protezione degli animali, anche per inasprire le pene per i reati più gravi.
Ciò che ci sconcerta sono le domande che con la nostra investigazione volevamo sollevare e che rimarranno senza risposta. Ogni animale che viene macellato deve per legge essere sottoposto a una visita ante mortem, eseguita da un medico veterinario dell’ASL, anche allo scopo di garantire la sicurezza delle carni ed evitare macellazioni irregolari. Ci chiediamo se le autorità competenti abbiano visitato le 144 mucche a terra da noi documentate e quanto sarebbe emerso da tali visite, considerato che si tratta di un macello dove anni fa erano state segnalate le stesse problematiche.
Che dire poi di tutti gli allevamenti inevitabilmente coinvolti? Il motivo per cui sono le associazioni a cercare di proteggere gli animali, anche piazzando telecamere nascoste, è perché purtroppo, anche alla luce di quanto osservato, i controlli effettuati dalle autorità preposte non sembrerebbero essere sufficientemente efficaci nel dissuadere tali condotte.