Violenze su mucche in un macello: messa alla prova per cinque imputati


Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Gli operatori del macello filmati mentre trascinavano e colpivano le mucche hanno formalmente richiesto la messa alla prova, con svolgimento dei servizi socialmente utili. Pene troppo blande, ma non solo: siamo stati denunciati, presumibilmente per aver collocato le telecamere nascoste che hanno documentato il trasporto di 144 mucche a terra, una pratica vietata.

Avevamo posizionato delle telecamere nascoste in un macello, per documentare lo scarico illegale delle “mucche a terra”, ovvero quelle mucche che, dopo essere state allevate per la produzione intensiva di latte, non riescono più a reggersi sulle proprie zampe, considerate dalla legge non idonee al trasporto e da macellare con urgenza in allevamento, proprio per alleviare le loro sofferenze.

I video mostrano animali trascinati a forza, tirati con un cavo d’acciaio legato alle zampe o a parti ancora più sensibili come corna o collo, spinti con una forca o ancora pungolati con scariche elettriche ripetute.

Qui l’indagine

Dopo aver raccolte le immagini, avevamo denunciato i responsabili, cinque imputati che sono andati a processo per i reati di uccisione e maltrattamento di animali.

L’esito

Il giudice del Tribunale di Pavia ha ammesso oggi cinque imputati di un processo per maltrattamento e uccisione di animali alla messa alla prova, un rito alternativo che consiste nello svolgere lavori socialmente utili.

La messa alla prova è stata richiesta dalla difesa ed è prevista dal codice penale e di procedura penale per determinati reati, tra cui quelli puniti con una pena detentiva massima non superiore a quattro anni.

Prima dell’udienza, è stato riconosciuto anche un risarcimento per la nostra associazione, ma a nostra volta siamo stati denunciati, si presume per il piazzamento delle telecamere nascoste che hanno consentito di documentare le violenze da cui è nato poi il processo.

Una sentenza amara

Circa la messa alla prova, da tempo sosteniamo che servirebbe una riforma delle leggi di protezione degli animali, anche per inasprire le pene per i reati più gravi.

Ciò che ci sconcerta sono le domande che con la nostra investigazione volevamo sollevare e che rimarranno senza risposta. Ogni animale che viene macellato deve per legge essere sottoposto a una visita ante mortem, eseguita da un medico veterinario dell’ASL, anche allo scopo di garantire la sicurezza delle carni ed evitare macellazioni irregolari. Ci chiediamo se le autorità competenti abbiano visitato le 144 mucche a terra da noi documentate e quanto sarebbe emerso da tali visite, considerato che si tratta di un macello dove anni fa erano state segnalate le stesse problematiche.

Che dire poi di tutti gli allevamenti inevitabilmente coinvolti? Il motivo per cui sono le associazioni a cercare di proteggere gli animali, anche piazzando telecamere nascoste, è perché purtroppo, anche alla luce di quanto osservato, i controlli effettuati dalle autorità preposte non sembrerebbero essere sufficientemente efficaci nel dissuadere tali condotte.