Batteri resistenti agli antibiotici sulla carne di pollo venduta da Lidl: il nostro nuovo report shock


Brenda Ferretti
Campaigns manager

Un’indagine in cinque Paesi europei, tra cui l’Italia, ha rivelato che la carne di pollo venduta da Lidl è spesso contaminata da agenti potenzialmente patogeni e da batteri resistenti agli antibiotici: solo in Italia quasi un campione su due contiene un enzima prodotto dai batteri e in grado di conferire loro resistenza a uno o più antibiotici.

Il nostro nuovo report

Un totale di 142 prodotti di marca propria provenienti da 22 negozi Lidl in Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Polonia sono stati microbiologicamente testati da un laboratorio indipendente e i risultati sono preoccupanti. Lo studio è stato commissionato in Italia da noi, in collaborazione con le associazioni partner che hanno condotto i lavori per gli altri paesi: Fondazione Albert Schweitzer, Observatorio de Bienestar Animal, Open Cages e Otwarte Klatki. 

L’attenzione si è concentrata sui batteri più importanti associati alle infezioni di origine alimentare, soprattutto quelle che possono comportare anche gravi problemi di salute. I risultati sono estremamente preoccupanti.

I risultati dell’analisi in Italia

  • 54% dei campioni era contaminato da listeria

Un batterio patogeno responsabile della listeriosi, un’infezione generalmente dovuta all’ingestione di cibo contaminato. In Europa questa è tra le zoonosi caratterizzate da esiti più preoccupanti, sia in termini di ricoveri ospedalieri che in termini di decessi.

  • 46% delle confezioni analizzate è risultato contaminato da salmonella

Nel 2021, la salmonellosi è stata la seconda zoonosi di origine alimentare più comune nell’Unione Europea, con oltre 60 mila casi confermati, nonché la causa più frequente di focolai di origine alimentare, rappresentando il 19% di tutti i focolai di origine alimentare segnalati. Interessante vedere come nei risultati della analisi della carne di pollo negli altri Paesi erano assenti o quasi le salmonelle.

  • 3 campioni su 4 sono risultati contaminati da Escherichia coli e 1 su 2 da enterococchi

Questi sono batteri comunemente presenti nella flora intestinale, che occasionalmente possono causare infezioni. La presenza di E. coli viene comunemente monitorata anche perché è considerato uno degli indicatori migliori per valutare la diffusione di antibioticoresistenza.

  • 46% dei campioni contaminati da ESBL (un enzima che conferisce resistenza agli antibiotici) e 33% da batteri multiresistenti a 3 delle 4 classi di antibiotici testati

L’antibioticoresistenza è un’enorme minaccia per la salute e i batteri presenti nella carne di pollo contribuiscono a diffonderla, diminuendo così l’efficacia di quegli antibiotici cruciali per curare le persone.

È utile inoltre segnalare che tutti i campioni testati sono prodotti dalla stessa grande azienda italiana che a inizio giugno ha divulgato una nota di ritiro precauzionale dal mercato di alcuni lotti di petto e fusi di pollo per possibili rischi microbiologici.

Antibioticoresistenza e allevamenti intensivi

Secondo gli esperti gli allevamenti intensivi sono largamente responsabili dell’insorgenza di antibiotico resistenza e creano le condizioni perfette perché agenti potenzialmente patogeni si diffondano rapidamente.

Numerose immagini provenienti da allevamenti di fornitori europei di Lidl hanno già mostrato le condizioni catastrofiche in cui vengono allevati i polli: migliaia di animali ammassati e spesso malati vegetano in stalle piene di feci e tra compagni morti – un “paradiso” per gli agenti patogeni. Basta che si ammali un solo animale e anche a tutti gli altri vengono somministrati antibiotici, un pratica che concorre fortemente nella diffusione di batteri resistenti.

Un pulcino di pochi giorni di vita incapaci di reggersi sulle proprie zampe.
© Essere Animali

La resistenza agli antibiotici è una delle dieci cause di morte più comuni nel mondo. Nel 2019 più di 1,2 milioni di persone sono morte a causa di questo fenomeno, un numero che nel 2050 si stima potrebbe salire fino a 10 milioni. Solo nell’Unione Europea nel 2020 sono morte oltre 35.000 persone a causa dell’antibiotico resistenza, di cui quasi un terzo in Italia.

Lidl deve cambiare

Non è la prima volta che portiamo alla luce le problematiche relative alla carne venduta da Lidl: un altro nostro report ha mostrato che il 90% dei petti di pollo che abbiamo analizzato venduti da Lidl in Italia è affetta da white striping, una malattia sintomo di sofferenza cronica degli animali e di bassa qualità della carne

I risultati dei test microbiologici sulla carne di pollo a marchio Lidl Italia dovrebbero suonare come un gravissimo campanello d’allarme. Adesso la palla passa proprio a Lidl: sarebbe irresponsabile da parte loro continuare come se nulla fosse.

Garantire migliori condizioni di vita agli animali vuol dire avere animali meno stressati che, ammalandosi meno, richiedono un uso minore di farmaci e, di conseguenza, contribuiscono anche alla tutela della salute pubblica.

Lidl deve affrontare la causa dell’elevato numero di batteri resistenti agli antibiotici e degli altri agenti potenzialmente patogeni presenti sulla carne, garantendo migliori condizioni di allevamento in tutte le sue filiere.