Niente più gabbie per le scrofe di Filiera Madeo: il nuovo risultato per #SOSPig


Elisa Bianco
Responsabile corporate engagement

Il noto produttore calabrese ha pubblicato gli standard della nuova filiera di suini bianchi senza l’utilizzo di gabbie parto e di gestazione, né mutilazioni alla coda e ai denti. È il secondo produttore italiano ad aderire alla richiesta della nostra campagna #SOSPig.

Continua l’abbandono delle gabbie per le scrofe da parte dei produttori italiani, con l’uscita della nuova politica aziendale di Filiera Madeo con cui l’azienda aderisce alla nostra campagna SOSPig.

Le gabbie sono una crudeltà

In Italia ci sono oltre 500 mila scrofe che negli allevamenti sono costrette a stare rinchiuse in gabbie singole. Questi animali sono usati per la riproduzione: vanno incontro a cicli ripetuti di inseminazione per partorire suinetti per la produzione di carne.

Durante tutta la loro vita in allevamento passano quasi metà del tempo in gabbie grandi poco più di loro: il primo mese di gravidanza e l’intero periodo di parto e allattamento. Le gabbie sono così strette da impedire loro persino di girarsi. Lo sfregamento continuo contro le sbarre provoca ferite a rischio di infezione. Apatia e frustrazione sono conseguenze dello stress psicologico a cui sono sottoposte. Restano in gabbia anche quando nascono i suinetti, con il rischio di schiacciarli comunque perché, impossibilitate a muoversi, non riescono a evitarli prima di sdraiarsi.

Le gabbie sono fortemente negative per le scrofe, come conferma un autorevole parere dell’EFSA, ma purtroppo è una pratica ancora consentita dalla legge.

L’adesione di Madeo a #SOSPig

Madeo è un’azienda calabrese che da diversi anni alleva suini neri di Calabria interamente all’aperto allo stato semibrado e che negli ultimi tempi ha iniziato ad avviare una nuova filiera di suino bianco, che sarà anch’essa coperta dalla politica cage free dell’azienda. 

La politica di Filiera Madeo per i suini bianchi prevede l’assenza di qualsiasi tipo di confinamento in gabbia, sia durante la gestazione che l’allattamento. Le scrofe passano infatti la gestazione in spazi all’aperto tra gli alberi, mentre per parto e allattamento vengono spostate al coperto in recinti più ampi delle raccomandazioni EFSA (intorno ai 9 m2 contro i 7,8 suggeriti dall’autorità europea) e dove hanno a disposizione paglia e altri materiali per la costruzione del nido.

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Rispetto alle richieste della campagna SOSPig, Filiera Madeo ha inoltre già eliminato sia le mutilazioni ai denti che il taglio della coda, una pratica che, per quanto illegale se operata di routine, è ancora comune nel settore suinicolo italiano. Inoltre, i maiali avranno maggiori superfici a disposizione rispetto a quelle previste dalla normativa e potranno fruire di una lettiera in paglia per tutto il ciclo di vita. La paglia è il materiale migliore per permettere ai suini di esprimere i loro comportamenti naturali e, inoltre, il fatto che sia fornita come lettiera a pavimento garantisce anche il miglioramento del comfort quando sono sdraiati. 

Il percorso che Madeo ha portato avanti in questi anni e che culmina con questa nuova politica è la testimonianza di come sia possibile integrare anche in una realtà commerciale le richieste della nostra campagna SOS Pig, dall’eliminazione delle gabbie alla disponibilità di lettiere in paglia. Si tratta di passi avanti importanti per ridurre la sofferenza di scrofe e maiali e che sono ormai imprescindibili per tutte quelle filiere che vogliono fregiarsi di marchi di qualità, come le DOP.

Le gabbie devono essere eliminate

Filiera Madeo è il secondo produttore che aderisce alla nostra campagna — il primo è stato Bompieri come abbiamo spiegato qui.

Questo è un segnale importante, anche perché sono sempre più persone che sono nettamente contrari all’uso delle gabbie. Secondo i dati dell’ultimo Eurobarometro, che conferma il sostegno schiacciante dell’opinione pubblica italiana al divieto di allevamento in gabbia (91%) e all’utilizzo da parte dei consumatori delle etichette come strumento di informazione.

Quando si parla di cambiamenti che possano eliminare le problematiche più critiche negli allevamenti intensivi italiani viene spesso messa in dubbio la fattibilità e la sostenibilità economica di questi interventi, ma eliminare la crudeltà delle gabbie è possibile e soprattutto realizzabile in tempi brevi e su larga scala nel nostro Paese.

C’è ancora molto da fare. È importante che anche altri produttori seguano l’esempio e diventino delle prove concrete che porteranno all’adozione da parte dell’Europa di un divieto dell’uso delle gabbie in tutti gli allevamenti.