Violenze shock in un grande macello in provincia di Pavia


Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Agghiaccianti immagini documentano mucche incapaci di muoversi trascinate con cavi d’acciaio o spinte con pungoli elettrici e forconi, gravi irregolarità anche negli abbattimenti.

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A seguito della nostra denuncia alla Procura di Pavia, nei confronti dei responsabili del macello e dei lavoratori coinvolti nelle violenze, 5 persone sono ora a processo per i reati di uccisione e maltrattamento di animali.

Non esageriamo quando affermiamo che immagini come queste non costituiscono più il caso isolato, la mela marcia, ma sono proprio il risultato di leggi inesistenti o inefficienti.
Simone Montuschi – Presidente di Essere Animali

Con l’utilizzo di telecamere nascoste abbiamo raccolto le prove che mostrano lo scarico di almeno 144 mucche “a terra” provenienti da diversi allevamenti per la produzione di latte situati nel Nord Italia. Questi animali sono incapaci di reggersi sulle zampe a causa degli intensi ritmi di produzione a cui sono stati soggetti durante l’allevamento. Secondo il Regolamento n. 1/2005, per evitare di esporre gli animali a lesioni e/o a sofferenze inutili nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare gli animali non in grado di camminare autonomamente.

Qui una mucca con un’evidente malformazione alla zampa viene trascinata con un cavo legato al muso, un’operazione molto violenta e dolorosa.

I video mostrano animali trascinati a forza, tirati con un cavo d’acciaio legato alle zampe o a parti ancora più sensibili come corna o collo, spinti con una forca o ancora pungolati con scariche elettriche ripetute.

Alcune mucche vengono abbandonate a terra agonizzanti per un lungo periodo di tempo e poi appese dalle zampe mentre sono ancora coscienti per essere iugulate e macellate. Oltre a provocare terribili e prolungate sofferenze, queste azioni possono comportare la diffusione di patogeni perché non rispettano i protocolli di biosicurezza.

Mucche agonizzanti
Tre mucche incapaci di reggersi sulle zampe vengono scaricate, lavate e lasciate bagnate ad agonizzare per ore.

La gravità dei fatti che abbiamo documentato è confermata dal decreto di citazione a giudizio dei cinque imputati, a processo per “avere in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, cagionato per crudeltà o comunque senza necessità la morte nonché lesioni e sevizie ai bovini dell’impianto di macellazione”.

Già in passato in questo stabilimento erano state documentate gravi condotte nei confronti degli animali, a seguito delle quali era scaturita un’indagine, conclusa con un decreto penale di condanna a carico dei responsabili del macello.