Violenze shock in un grande macello in provincia di Pavia
Agghiaccianti immagini documentano mucche incapaci di muoversi trascinate con cavi d’acciaio o spinte con pungoli elettrici e forconi, gravi irregolarità anche negli abbattimenti.
162.020 hanno già firmato. Arriviamo a 200.000!
PER UNA RIFORMA DELLE LEGGI SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI
Destinatari
Presidente del Consiglio
Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Ministero della Salute
L’organizzazione Essere Animali negli ultimi anni ha diffuso diverse indagini realizzate all’interno di allevamenti intensivi e stabilimenti di macellazione italiani, alcune svolte in collaborazione con importanti organi d’informazione italiani e internazionali, allo scopo di documentare e denunciare alle autorità giudiziarie e alle istituzioni italiane le condizioni degli animali allevati per l’alimentazione. Durante tali indagini sono state puntualmente filmate violazioni alla normativa sulla protezione degli animali e alle norme del codice penale.
Le indagini di Essere Animali hanno mostrato:
- violenze inferte dal personale dell’allevamento, come colpi con tubi di ferro su punti delicati e innervati, utilizzo improprio di taser elettrico, sollevamento con muletto delle mucche a terra, calci e lanci degli animali di piccola taglia;
- mutilazioni effettuate senza l’utilizzo di anestesia e analgesia, senza la presenza di un medico veterinario, su animali oltre l’età consentita dalla legge e il taglio sistematico della coda dei suinetti, una pratica illegale ma diffusa in quasi tutti gli allevamenti italiani;
- animali agonizzanti lasciati morire di stenti o uccisi in modo brutale dagli operai dell’allevamento, senza l’applicazione delle corrette disposizioni sull’abbattimento d’emergenza degli animali malati;
- animali trasportati anche per 30 ore su mezzi di trasporto inadeguati, in condizioni di sofferenza e sottoposti a violenze al momento del carico e dello scarico;
- animali sottoposti a macellazioni di gruppo, invece di essere uccisi singolarmente affinché non vedano la morte dei loro simili, storditi in modo inadeguato e con la morte che sopraggiunge con agonia.
Per questi maltrattamenti sono state presentate diverse denunce alle autorità competenti ma la frequenza di tali episodi, filmati nella quasi totalità delle aziende oggetto d’indagine scelte a campione sul territorio nazionale, anche tra fornitori di prodotti DOP, mi spinge a esprimervi la mia profonda preoccupazione.
Accanto a queste violazioni di legge, le indagini di Essere Animali hanno inoltre mostrato tipologie e pratiche di allevamento che, pur essendo ora legali, sono causa di indiscussa sofferenza fisica e psicologica per gli animali, violando quindi intrinsecamente il rispetto del benessere degli animali in allevamento, tra cui:
- utilizzo di gabbie in cui gli animali trascorrono buona parte o tutta la loro vita;
- elevate densità quando gli animali sono allevati “a terra” o in recinti;
- castrazione chirurgica dei suinetti e debeccaggio delle galline;
- separazione alla nascita delle madri dai cuccioli per la produzione di latte;
- selezione genetica spinta, che produce animali con caratteristiche contrarie intrinsecamente al rispetto del benessere animale, come le razze a crescita rapida.
Chiedo quindi che sia intrapreso un processo di riforma legislativo che:
- vieti progressivamente l’utilizzo delle gabbie;
- vieti ogni mutilazione;
- metta fine ai sussidi pubblici al settore zootecnico;
- porti l’inasprimento delle pene per il maltrattamento degli animali e per le altre violazioni delle normative di protezione, prevedendo nei casi più gravi la revoca delle autorizzazioni e l’interdizione dall’attività;
- instauri un sistema di controllo negli allevamenti, durante il trasporto e nelle fasi di macellazione assolutamente più efficace di quello adottato sinora, con l’utilizzo di telecamere CCTV con sistemi AI e controlli del personale veterinario pubblico a campione e inaspettati;
- riformuli le densità di allevamento, concedendo agli animali più spazio per muoversi, anche all’aperto, e con la presenza di adeguati arricchimenti ambientali;
- garantisca fondi pubblici a produzioni e attività più sostenibili come quelle a base vegetale e che lavorino per ridurre le sofferenze degli animali che nei prossimi anni saranno ancora confinati in macelli e allevamenti.
C’è un’altra persona lì vicino a te?
Fai firmare anche lei!Guarda l’investigazione
A seguito della nostra denuncia alla Procura di Pavia, nei confronti dei responsabili del macello e dei lavoratori coinvolti nelle violenze, 5 persone sono ora a processo per i reati di uccisione e maltrattamento di animali.
Con l’utilizzo di telecamere nascoste abbiamo raccolto le prove che mostrano lo scarico di almeno 144 mucche “a terra” provenienti da diversi allevamenti per la produzione di latte situati nel Nord Italia. Questi animali sono incapaci di reggersi sulle zampe a causa degli intensi ritmi di produzione a cui sono stati soggetti durante l’allevamento. Secondo il Regolamento n. 1/2005, per evitare di esporre gli animali a lesioni e/o a sofferenze inutili nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare gli animali non in grado di camminare autonomamente.
I video mostrano animali trascinati a forza, tirati con un cavo d’acciaio legato alle zampe o a parti ancora più sensibili come corna o collo, spinti con una forca o ancora pungolati con scariche elettriche ripetute.
Alcune mucche vengono abbandonate a terra agonizzanti per un lungo periodo di tempo e poi appese dalle zampe mentre sono ancora coscienti per essere iugulate e macellate. Oltre a provocare terribili e prolungate sofferenze, queste azioni possono comportare la diffusione di patogeni perché non rispettano i protocolli di biosicurezza.
La gravità dei fatti che abbiamo documentato è confermata dal decreto di citazione a giudizio dei cinque imputati, a processo per “avere in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, cagionato per crudeltà o comunque senza necessità la morte nonché lesioni e sevizie ai bovini dell’impianto di macellazione”.
Già in passato in questo stabilimento erano state documentate gravi condotte nei confronti degli animali, a seguito delle quali era scaturita un’indagine, conclusa con un decreto penale di condanna a carico dei responsabili del macello.