Agnelli costretti a viaggiare dall’Est Europa senz’acqua e in condizioni di sovraffollamento

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Agnelli costretti a viaggiare dall’Est Europa senz’acqua e in condizioni di sovraffollamento


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Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Nuove drammatiche immagini mostrano i trasporti su lunga distanza prima della Pasqua: gli agnelli che dall’Est Europa arrivano ai macelli del centro e del Sud Italia dopo viaggi estenuanti e senza garantire le minime tutele di benessere animale.

A pochi giorni dalla Pasqua il nostro team investigativo è tornato sulla A4 al confine tra Italia e Slovenia per effettuare attività di monitoraggio dei camion carichi di agnelli che arrivano dall’Est Europa e che sono diretti ai macelli in Toscana, Lazio e Puglia. Oltre a Essere Animali — accompagnati da una veterinaria di Eurogroup for Animals — con noi sul campo anche le associazioni Animals’ Angels, Enpa e AWF.

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Cosa abbiamo documentato

Sui veicoli monitorati dalle associazioni, provenienti da Ungheria, Romania, Slovacchia e Polonia, sono state riscontrate ancora una volta diverse problematiche in violazione delle norme UE:

  • sovraffollamento, alta densità di carico degli agnelli;
  • presenza di animali non svezzati su mezzi non adeguati ad alimentarli e trasportati per un periodo superiore rispetto a quello previsto dalla normativa;
  • ventilazione e sistemi di abbeveraggio non funzionanti, beverini inadeguati o non raggiungibili da tutti gli agnelli;
  • spazio insufficiente sopra le testa degli animali per assicurare una ventilazione adeguata e per garantire movimenti naturali;
  • irregolarità documentali.
In questo camion il sistema di abbeveramento era rotto e un agenello cercava di dissetarsi con le gocce di pioggia.
© Animals’ Angels

Camion inadeguati al trasporto e sanzioni

Dei 20 camion monitorati dalle associazioni, 8 sono stati controllati dalle forze dell’ordine e 4 hanno ricevuto sanzioni per migliaia di euro. Già il primo giorno, in Friuli Venezia Giulia, un camion è stato multato per 6.500 euro a causa di ventilazione e sistema di abbeveraggio non funzionanti e irregolarità documentali. La situazione era tale che il  camion non risultava idoneo a proseguire il viaggio e gli animali sono stati trasbordati su un altro mezzo verso il macello. Le immagini sono state riprese anche dalle telecamere di Mi Manda Rai Tre e verranno trasmesse domenica 31 marzo.

Secondo l’Istat, gli agnelli macellati lo scorso anno sono stati 2.072.753, mentre dai dati Eurostat risulta che gli agnelli importati in Italia dai Paesi UE nel 2023 sono stati 694.244.
© Animals’ Angels

Altri camion fermati in Emilia-Romagna e Toscana sono stati sanzionati per irregolarità nel trasporto. Un camion proveniente dalla Romania e diretto in Puglia è stato multato per 3.300 euro per spazio insufficiente sopra la testa degli agnellini, nonché, anche in questo caso, perché il sistema di abbeveraggio era rotto.

All’interno del camion, è stato individuato un agnello incapace di reggersi sulle zampe, il quale è stato affidato a Essere Animali per iniziativa della veterinaria dell’Asl intervenuta insieme alle autorità. L’agnellino è adesso sotto le cure di un veterinario. Anche in questo caso, il camion non risultava idoneo a proseguire il viaggio ed è stato inviato a un posto di controllo in provincia di Perugia, dove gli animali sono stati scaricati e rifocillati. Nei giorni seguenti sono stati caricati su un altro camion e hanno proseguito il viaggio verso un grosso macello nel barese.

L’agnellino è stato immediatamente dissetato dalla veterinaria Asl e le attiviste sul campo.
© Animals’ Angels

Istituzioni mute e non collaborative

A fine febbraio, Essere Animali, Animals’ Angels, Enpa e AWF hanno inviato una comunicazione alle autorità per avvisare delle attività di monitoraggio che di lì a poco sarebbero state realizzate su strada. Abbiamo chiesto al Ministero della Salute di emanare anche una nota ministeriale con indicazioni precise sulle problematiche che le autorità preposte avrebbero dovuto prendere in considerazione durante i loro controlli. Tuttavia, a differenza degli anni precedenti, la nota non è stata emanata. Questa scelta, secondo le associazioni, non ha aiutato nei controlli, rendendoli più confusi e disomogenei. 

È necessaria una revisione completa del regolamento e, parallelamente, è necessario iniziare a considerare pratiche più umane e sostenibili come il trasporto di carne e carcasse.
Susanna Blattner – veterinaria e Farmed Animals Programme Officer a Eurogroup for Animals

«Oltre a essere sistematicamente violata, l’attuale normativa è lacunosa e la situazione sta progressivamente peggiorando: sia l’anno scorso che quest’anno abbiamo riscontrato ancora molte problematiche. Da anni le associazioni, ma anche il Parlamento UE e la Commissione stessa denunciano violazioni da parte delle aziende e degli Stati membri, nonché gravi mancanze nella tutela del benessere animale durante i trasporti. A dicembre 2023, la Commissione ha pubblicato una proposta di revisione della legislazione sul trasporto di animali vivi, ora le elezioni europee di giugno sono un’occasione fondamentale per continuare il lavoro.

Come associazioni noi siamo a disposizione per contribuire a migliorare la normativa e il sistema dei controlli, un passo necessario anche a livello nazionale, auspicandoci che il Ministero della Salute italiano faccia un passo avanti, fornendo indicazioni precise e stringenti che rendano i controlli omogenei ed efficienti su tutto il territorio nazionale.


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La revisione del Regolamento sui trasporti costituisce un’occasione unica per la Commissione europea e i co-legislatori dell’UE per garantire una maggiore e migliore protezione degli animali e per intervenire sulle problematiche più gravi al fine di risparmiare agli animali sofferenze evitabili.

Per questo chiediamo:

  • Un divieto del trasporto degli animali vivi verso Paesi extra-UE.
  • Un divieto del trasporto di animali vivi su lunga distanza nell’UE, limitando la durata di percorrenza a un massimo di 8 ore per i suini, i bovini e gli ovini adulti, e di 4 ore per il pollame e i conigli.
  • Un divieto del trasporto di animali non svezzati e in stato di gravidanza avanzato (oltre il 40% del periodo gestazionale).
  • L’individuazione e la definizione di parametri e condizioni specifici per specie e categoria di animali vivi, volti a valutare l’idoneità al trasporto, a stabilire i limiti minimi e massimi delle temperature esterne, e ad assicurare un’adeguata disponibilità di spazio e un’appropriata somministrazione di cibo e acqua durante gli spostamenti all’interno dell’UE.
  • La riduzione e la sostituzione del trasporto di animali vivi con quello di carne e carcasse, e semi e embrioni, come raccomandato anche da FVE, OIE, ed EFSA.

Chiediamo inoltre di garantire un’applicazione più rigorosa della normativa comunitaria che deve essere altresì accompagnata da un numero maggiore di controlli ed ispezioni e da rigide sanzioni in caso di infrazioni.

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