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Moratoria su nuovi allevamenti e politica agricola europea: le nostre proposte in vista delle elezioni di giugno


Chiara Caprio
Responsabile relazioni istituzionali

Alle prossime elezioni europee non c’è in gioco “solo” le condizioni degli animali negli allevamenti, ma la concezione stessa di produzione agricola in Europa. Per questo con la campagna Vote For Animals abbiamo fatto delle proposte proprio su questo.

Agricoltura e allevamenti in UE

Nel 1962 sei paesi europei decisero di unirsi e di fondare una UE basata sul sostegno comune all’agricoltura in Europa, con lo scopo di garantire sicurezza alimentare e prezzi giusti dopo la fine delle grandi guerre mondiali. Nasceva così la PAC, la Politica Agricola Comune, quella che ancora oggi copre oltre il 30% del bilancio dell’Unione europea e che ha come scopo principale quello di sostenere la produzione agricola nel nostro continente.

Oggi però la situazione è profondamente cambiata e il mercato interconnesso del mondo contemporaneo ci costringe a fare dei passi avanti. I fondi europei destinati all’agricoltura rappresentano ancora la fetta principale del bilancio e vengono erogati anche agli allevamenti intensivi. 

Il sistema della PAC, infatti, ha finito per agevolare solo le grandi multinazionale, i giganti dell’agribusiness e della zootecnica, soprattutto per quello che riguarda gli allevamenti intensivi. La zootecnia rappresenta una fetta importante di questi investimenti, che però fino al 2023 sono stati dati — come si dice in gergo — “a pioggia”, e cioè senza dei vincoli precisi di progettazione e investimento, sostanzialmente senza tenere davvero traccia di come fossero utilizzati e di quali fossero quindi i benefici non solo per gli agricoltori ma anche per la collettività.

La nuova PAC

Dal 2023 è entrata in vigore una PAC riformata, che prevede i cosiddetti eco-schemi, delle misure che sono vincolate a condizionalità ambientali e di salute generale e che dovrebbero legare questi investimenti in modo che siano destinati a progetti tracciabili e che possano portare beneficio a tutti, animali compresi. 

Oggi le proteste degli agricoltori stanno mettendo a dura prova questa nuova PAC e chiedono esplicitamente di tornare al vecchio sistema: sostegno per tutti senza alcuna condizione, anche se questo dovesse danneggiare animali e ambiente.

Le proteste degli agricoltori che hanno messo a ferro e fuoco diverse città al grido di “più produzione a qualunque costo” — sociale, ambientale, animale — e purtroppo la Commissione europea sembra intenzionata a cedere per la pressione delle imminenti elezioni. 

Dobbiamo chiedere una PAC che pensi al bene comune

In vista di questo importante evento elettorale anche noi cittadine e cittadini possiamo e dobbiamo farci sentire. 

All’interno della nostra campagna Vote for Animals ci sono due punti fondamentali che riguardano la PAC e i finanziamenti pubblici. Chiediamo a candidati e candidate di prendere in considerazione il bene comune, perché questi soldi sono fondi pubblici, di tutti noi e non devono rispondere agli interessi di attività come gli allevamenti intensivi, che si basano sulla sofferenza degli animali e della devastazione ambientale.

Gli allevamenti intensivi infatti hanno degli impatti devastanti sull’ambiente e sulla salute delle persone. In Italia la Pianura Padana è letteralmente soffocata dalle emissioni degli allevamenti, con un impatto devastante sulla salute pubblica. Il PM2.5 e il PM10 sono quelle polveri sottili generate dall’inquinamento che possono penetrare nel nostro organismo e danneggiare gravemente sistema respiratorio e sistema cardiovascolare, e tra i principali responsabili di queste emissioni ci sono proprio gli allevamenti intensivi.

Secondo i calcoli dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), in Italia la zootecnia è responsabile del 12% di emissioni di PM10 e del 4% di emissioni del PM2.5, ma la combinazione con altri fattori — come l’ammoniaca e altre sostanze — alza di molto la percentuale delle emissioni di particolato collegate agli allevamenti.

Le nostre richieste ai politici per una PAC sostenibile

Per tutti questi motivi alle prossime elezioni chiediamo a candidati e candidate di impegnarsi su due punti fondamentali:

  • La promozione di una PAC che favorisca in tempi rapidi la riconversione delle aziende zootecniche verso forme più sostenibili, partendo dall’eliminazione dell’uso delle gabbie e dalla riduzione del numero degli animali allevati, sostenendo attivamente quelle aziende agricole che si impegnano a promuovere standard più elevati di benessere animale 
  • Il sostegno a produzioni proteiche alternative e una moratoria sull’apertura di nuovi allevamenti intensivi a partire dal 2030, per motivi di salute umana, animale e ambientale

La politica agricola dell’Unione europea può giocare un ruolo fondamentale per tutelare la salute delle persone, l’ambiente e gli animali, ed è per questo che è fondamentale lavorare fin da subito verso produzioni più sostenibili. Nell’interesse di tutti la cittadinanza europea!