In azione! La nostra campagna verso KFC continua


Brenda Ferretti
Campaigns manager

Dopo la pubblicazione della nostra indagine in allevamenti di polli di un fornitore della nota catena di fast food KFC abbiamo organizzato diverse azioni online e di fronte ai loro punti vendita per chiedere di fermare le pratiche più crudeli per questi gli animali.

© Essere Animali

In azione di fronte ai punti vendita KFC

Venerdì 22 marzo siamo entrate in azione nel pieno centro di Milano, davanti a un negozio KFC: abbiamo ricoperto le vetrine del punto vendita con tantissime sagome di polli sofferenti, per ricordare cosa c’è dietro la ricetta segreta del loro pollo.

Dopo l’ultima indagine in allevamenti di un fornitore di KFC dove vengono mostrati polli con ferite, animali agonizzanti, morti e violenza degli operatori chiediamo all’azienda di prendere un impegno concreto e aderire allo European Chicken Commitment per fermare queste crudeltà.

Ma non ci siamo fermate qui. Perché oggi abbiamo realizzato anche un’azione di disturbo pacifica di fronte a un negozio di KFC fuori Milano, proprio nel giorno dell’inaugurazione. Con i cartelli abbiamo mostrato la realtà che si nasconde dietro la sofferenza dei polli, distribuendo anche volantini alle molte persone presenti. All’evento era presente anche l’amministratore delegato di KFC Italia Corrado Cagnola, a cui abbiamo chiesto di prendere un impegno per i polli.

Mobilitazioni online

Non solo. In questi giorni migliaia di persone hanno scritto commenti sui social dell’azienda e inviato mail di protesta. Insieme stiamo facendo capire che quello che accade ai polli negli allevamenti dei loro fornitori non deve passare inosservato, che questa terribile sofferenza deve finire.

E noi non fermiamo le azioni e le proteste fino a che non ci sarà una seria presa di posizione da parte dell’azienda!

La nostra campagna #KFCrudele

KFC Italia è infatti tra le aziende a non avere ancora sottoscritto lo European Chicken Commitment (ECC), una serie di requisiti che possono ridurre la sofferenza dei polli negli allevamenti intensivi. Tra le richieste dell’ECC c’è la riduzione della densità di allevamento, così come l’utilizzo di razze a più lento accrescimento, che ridurrebbe notevolmente l’incidenza di problemi muscolari, scheletrici, respiratori e cardiovascolari.

È ora che KFC Italia faccia di più e segua l’esempio della stessa azienda, che ha già firmato l’ECC in diversi Paesi tra cui Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Regno Unito e Irlanda.

Aiutaci: firma la petizione!