Nuove immagini choc raccolte in allevamenti di polli di un fornitore di KFC Italia

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Nuove immagini choc raccolte in allevamenti di polli di un fornitore di KFC Italia


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Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Una nuova indagine sotto copertura realizzata all’interno di quattro allevamenti intensivi di polli di un fornitore di KFC Italia. L’indagine si inserisce all’interno della campagna rivolta al grande marchio di fast food per chiedere di impegnarsi a sottoscrivere lo European Chicken Commitment anche in Italia. 

Animali agonizzanti e con ferite aperte, violenze degli operatori, petto e zampe bruciate, diverse decine di polli morti ogni giorno: ecco cosa ritraggono alcune delle scioccanti immagini raccolte in quattro allevamenti di polli di un fornitore del marchio KFC in Italia situati nella provincia di Verona. Si tratta di enormi capannoni industriali, che a pieno ritmo producono circa 300 mila polli ogni 60 giorni.

Guarda il video

L’arrivo in allevamento

I pulcini vengono scaraventati a terra in modo rude, nessuno degli operatori si preoccupa dello stato di salute del singolo pulcino al momento dell’impatto con la lettiera.

I pulcini arrivano in allevamento ad appena uno o due giorni di vita, dopo essere nati in un incubatoio industriale.

Le problematiche della selezione genetica

Come nella quasi totalità degli allevamenti intensivi italiani, anche qui vengono usati polli di una razza ad alto accrescimento, ottenuta da decenni di selezione genetica, che raggiunge il peso di macellazione in appena 40 giorni. A causa di ciò gli animali sono ormai incapaci di muoversi per via del peso eccessivo del petto, di deformazioni e di patologie, come infiammazioni e lesioni alle zampe.

A causa dei problemi di deambulazione diversi animali non riescono più a bere dagli abbeveratoi, che vengono alzati da terra man mano che i polli crescono.

Incastrati nelle mangiatoie

Negli allevamenti in questione centinaia di polli rimangono incastrati nelle mangiatoie – inadeguate per la dimensione degli animali – e alcuni riportano gravi ferite mentre altri muoiono al loro interno.

Polli feriti
Dalle immagini emergono tantissimi animali con ferite sanguinanti, molto probabilmente causate dalle strutture obsolete dell’allevamento, come barriere divisorie arrugginite e rotte, e soprattutto dalle mangiatoie.

Morti in allevamento

Ogni giorno sono centinaia le carcasse di polli morti: alcune in evidente stato di decomposizione, che potrebbero comportare serie implicazioni per la biosicurezza e quindi la trasmissione di patogeni in allevamento, anche tramite cannibalismo.

Alcuni cadaveri vengono raccolti in secchi che sono poi abbandonati per giorni all’esterno del capannone e non dentro una cella frigorifera, come previsto dalla normativa.

Infezioni e bruciature

A pochi giorni dalla macellazione, gli animali mostrano assenza di piume nell’area ano-genitale e del petto, e bruciature sulle zampe, causate del continuo contatto con la lettiera carica di deiezioni e quindi di ammoniaca, una sostanza irritante per la pelle.

Negli allevamenti intensivi di polli la lettiera viene cambiata solo a fine ciclo.

Violenze degli operatori

Nel video si vedono vere e proprie violenze nei confronti degli animali: gli operatori danno calci agli animali, li lanciano contro superfici con il rischio di ferirli e li maneggiano in modi dolorosi per i polli, ad esempio sollevandoli soltanto da un’ala. I ritmi frenetici di produzione, la carenza di formazione degli operatori e la mancanza di manodopera spingono i lavoratori a trattarli con noncuranza o con comportamenti violenti.

Carico dei polli
La velocità del nastro trasportatore in uscita verso i contenitori finali è esageratamente alta, causando forte paura e stress evitabili agli animali.

Vi sono anche immagini angoscianti che riprendono il carico degli animali. Le operazioni di carico avvengono con un sistema automatizzato che non sempre viene gestito adeguatamente: in un caso un operatore schiaccia i polli con i piedi per liberare il nastro trasportatore, aggravando la situazione di stress degli animali incastrati, con il rischio di lesioni e ferimenti.

KFC è il momento di fermare la sofferenza dei polli

KFC si vanta da sempre dell’originalità della sua ricetta del pollo fritto, ma le immagini che diffondiamo oggi mostrano un ingrediente che è rimasto per troppo tempo segreto: la sofferenza dei polli. KFC Italia è infatti tra le aziende a non avere ancora sottoscritto lo European Chicken Commitment (ECC), una serie di criteri minimi che puntano a ridurre la sofferenza dei polli attraverso l’adozione di specifiche politiche aziendali.

Tra queste, quella di evitare l’utilizzo di razze selezionate geneticamente per ottenere una crescita eccessivamente rapida e, per questo motivo, più soggette a un’elevata incidenza di problemi muscolari, scheletrici e cardiovascolari, com’è evidente dalle immagini raccolte. È ora che KFC faccia di più e si unisca alle oltre 300 aziende in tutta Europa ad aver già aderito all’ECC, come ha già fatto in diversi Paesi tra cui Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Regno Unito e Irlanda.


Chiediamo a KFC Italia di migliorare le condizioni dei polli

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All’attenzione del CEO di KFC Italia, Corrado Cagnola 

I polli allevati per la loro carne sono gli animali terrestri numericamente più sfruttati del pianeta. Negli allevamenti intensivi, come ampiamente dimostrato dalle numerose investigazioni pubblicate, il problema legato al benessere animale è sistemico e le condizioni di vita dei polli si dimostrano ben lontane dal rispetto del benessere animale.

KFC dichiara che un cibo di buona qualità parte dal garantire standard maggiormente rispettosi del benessere animale in allevamento, ma l’azienda non si è ancora impegnata a sottoscrivere lo European Chicken Commitment ed eliminare le principali cause di sofferenza per i polli allevati dai loro fornitori. 

Una percentuale significativa di polli da carne allevati in condizioni intensive soffre abitualmente di problemi alle zampe, zoppie, problematiche cutanee dolorose e morti premature, oltre che a casi di malattie cardiovascolari e altri problemi di salute, principalmente attribuibili all’uso di razze a rapida crescita, alle condizioni di sovraffollamento e ad altri fattori di gestione.

I polli vivono in condizione di sovraffollamento e verso la fine di ogni ciclo produttivo, ogni animale può arrivare ad avere a disposizione appena lo spazio di un foglio A4. Tutto questo non solo minaccia la salute e il benessere dei polli, ma anche la salute umana, poiché le razze a crescita rapida richiedono generalmente più antibiotici di quelle a crescita più lenta.

Per questi motivi chiediamo a KFC Italia, di intervenire e collaborare, come già avvenuto in diversi Paesi europei tra cui Francia e Germania, sottoscrivendo l’impegno dello European Chicken Commitment per eliminare le problematiche più critiche che sono cause di grave sofferenza nell’allevamento di polli da carne.

Vi chiediamo di ascoltare le richieste dei consumatori italiani, che hanno sempre più a cuore il benessere degli animali e vi chiedono di fare la differenza per la vita di milioni di polli prendendo un impegno concreto.

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