Petto di pollo a marchio Lidl: circa il 90% di quelli analizzati mostra segni di malessere

© Essere Animali

Stai leggendo:

Petto di pollo a marchio Lidl: circa il 90% di quelli analizzati mostra segni di malessere


Ti interessa l'articolo?

Iscriviti

Brenda Ferretti
Campaigns manager

La quasi totalità dei petti di pollo analizzati e venduti nei supermercati Lidl presenta una malattia che è indice di sofferenza degli animali. Lo rivela il nostro nuovo report.

Il 90% dei petti di pollo che abbiamo analizzato e sono venduti nei supermercati a marchio Lidl in Italia è affetta da white striping, una malattia sintomo di sofferenza cronica degli animali e di bassa qualità della carne. È quanto abbiamo scoperto da una nostra ricerca in diversi punti vendita Lidl in Italia, da cui abbiamo redatto un report.

Come abbiamo realizzato il report

Abbiamo analizzato oltre 600 campioni di confezioni di petti di polli di 38 punti vendita Lidl in 11 città, da Torino a Bari. Tutte le confezioni analizzate riportavano in etichetta indicazioni come “prodotto certificato”, “filiera controllata”, “uso di luce naturale”, “arricchimenti ambientali per favorire comportamenti naturali”, definizioni che possono indurre a pensare che quell’acquisto sostenga il benessere animale, eppure i risultati emersi dalla nostra analisi vanno in direzione contraria. Nove campioni su 10 infatti, presentano le striature bianche tipiche del white striping che corrono parallele alle fibre muscolari della carne e oltre la metà dei campioni mostrano livelli alti di gravità della malattia. 

Una delle confezioni analizzate, in cui sono evidenti le striature bianche tipiche del white striping.
© Essere Animali

White striping: cos’è

Secondo le ricerche scientifiche, il white striping colpisce tra il 50 e il 90% dei polli appartenenti a razze a crescita rapida, quelle più largamente utilizzate negli allevamenti intensivi e di conseguenza più vendute nei supermercati. È facilmente visibile sui petti di pollo interi, ma può essere presente anche sui filetti e su alcuni muscoli della coscia. 

Può comparire in vari gradi e cambia sia l’aspetto che la consistenza della carne, riducendone il contenuto di proteine e aumentando quello dei grassi fino al 224%. Il white striping è anche sintomo evidente di profonda sofferenza nei polli sottoposti a crescita rapida: la spiegazione più accreditata è che il grasso che si vede abbia preso il posto delle fibre muscolari morte per la mancanza di ossigeno e nutrienti causata da una crescita troppo veloce.

Un pollo con problemi di deambulazione.
© Essere Animali

La realtà degli allevamenti di polli che forniscono Lidl

Le problematiche relative al rapido accrescimento sono state messe in luce anche dalle numerose indagini realizzate negli allevamenti appartenenti a fornitori di Lidl in diversi Paesi europei: Germania, Spagna, Austria, Gran Bretagna e anche Italia. Nella nostra investigazione in due allevamenti intensivi di polli in Lombardia, i polli mostrano difficoltà nella deambulazione a causa di problemi fisici, incluse lesioni e deformità dolorose, dovute proprio alla selezione genetica a cui sono sottoposti.

A giustificazione per il mancato miglioramento delle condizioni degli animali negli allevamenti delle proprie filiere, le catene di supermercati utilizzano spesso la scusante dell’aumento inevitabile dei prezzi. Tuttavia, una valutazione commissionata da Eurogroup for Animals ha dimostrato che l’aumento dei costi sarebbe relativamente contenuto e, secondo l’ultimo Eurobarometro, più della metà degli italiani (54%) è disposto a pagare un prezzo maggiore per prodotti che arrivano da allevamenti migliori. 

La campagna verso Lidl non si ferma

Da più di un anno, le organizzazioni europee che supportano la campagna di sensibilizzazione nei confronti di Lidl hanno aperto un tavolo di negoziazioni con l’insegna a livello europeo, ma finora non hanno portato a nessun risultato concreto a causa della scarsa affidabilità e volontà di collaborazione mostrate da Lidl. A oggi, Lidl non ha fornito una sola proposta concreta e in più occasioni non ha rispettato le scadenze su cui si era impegnata.

I supermercati come Lidl affermano spesso di voler continuare a vendere carne di pollo proveniente da allevamenti intensivi per lasciare la scelta al consumatore. Tuttavia, come dimostra la nostra analisi, questi prodotti confermano ancora una volta la sofferenza a cui sono sottoposti gli animali negli allevamenti. Grazie ai grandi volumi che gestisce, un impegno da parte di Lidl a favore dei polli da carne ridurrebbe la sofferenza di milioni di animali. Per questo continuiamo a chiedere che la catena di supermercati si impegni a sottoscrivere lo European Chicken Commitment.


Grazie!
Con te siamo a
0 firme

Salta questo step

Fai una donazione
per difendere gli animali

Per:

Se hai dubbi o problemi nella donazione scrivici.

Questo campo è obbligatorio!
Inserire almeno %s caratteri!
Non inserire più di %s caratteri!
Inserisci una data valida!
Inserisci un numero di telefono valido!
Inserisci un CAP valido!
Inserisci un codice fiscale valido!
Inserisci una partita IVA valida!
Devi accettare la normativa sulla privacy!
Si è verificato un errore! Ricontrolla i campi.
Utilizza un Nickname valido!
Password non valida!
• almeno 1 carattere speciale (-_@#$%)
• almeno 1 numero
• almeno 1 carattere maiuscolo
• almeno 1 carattere minuscolo
• lunga almeno 6 caratteri
• più corta di 20 caratteri
Le due password inserite non coincidono!
Non valida!
Non valida!
Ok!
Controlla l'email!
Utente non attivato! Clicca nel link di conferma che ti è stato inviato via email!
Mmm... sicuro di quello che fai?
Sei già nella newsletter di Essere Animali!
Si è verificato un errore!

IL TUO 5×1000
A ESSERE ANIMALI PUÒ APRIRE QUESTA GABBIA

DONA IL 5×1000
A ESSERE ANIMALI

Sostienici a costo zero. Usa il codice fiscale:
976 762 00 153

Scopri come
Chiudi