Le risposte alle domande più assurde sulla scelta vegan


Lorenzo Bertolesi
Digital copywriter

Quando sei vegan capita che le persone inizino ad argomentare contro la tua scelta tirando in mezzo leoni e gazzelle, scenari improbabili come isole deserte o frasi come “ma abbiamo i canini”. Ecco degli spunti su come rispondere.

Le persone che scelgono vegan spesso si trovano a dover rispondere a una serie di domande che riguardano la loro posizione. Come prima cosa, vogliamo rassicuravi: è normale! Per questo è importante saper rispondere in modo chiaro e semplice, attraverso una comunicazione calma e pronta al dialogo. Fa sempre stupore scoprire quante persone si possono influenzare solo parlando e confrontandosi nel modo giusto.

Vediamo alcuni suggerimenti su come rispondere alle domande più assurde sull’alimentazione veg.

1# «Mangiare carne è naturale, è la catena alimentare, anche il leone mangia la gazzella»

La giustificazione del consumo di carne attraverso l’argomento della «catena alimentare» è molto comune. Ma ha senso parlare di questo quando ci riferiamo al modo in cui la nostra società consuma carne e derivati? No, e le ragioni sono due.

  • Non c’è niente di naturale nel modo in cui mangiamo carne. La catena alimentare è un processo naturale che mantiene gli ecosistemi in equilibrio. Tuttavia, oggi negli allevamenti intensivi non c’è nulla che appartiene alla natura: animali selezionati geneticamente che vivono in gabbia o in capannoni sovraffollati, madri ingravidate artificialmente e cuccioli separati da loro a poche ore o giorni dopo la nascita — per fare solo qualche esempio.
    Inoltre questa industria non contribuisce a mantenere gli ecosistemi in equilibrio, anzi, come dimostrano sempre più studi scientifici contribuisce all’indebolimento degli ecosistemi anziché mantenerli in equilibrio.
  • Oltre a questo c’è di più. È infatti sbagliato giustificare il fatto che mangiamo carne solo perché i leoni cacciano le gazzelle. Come prima cosa non siamo leoni: questi sono animali carnivori, cioè hanno bisogno di carne per sopravvivere. Per noi essere umani invece non è così, perché con un’alimentazione 100% vegetale possiamo infatti assumere tutti i nutrienti essenziali.
    Inoltre naturale non è sinonimo di giusto. In natura ogni animale ha dei comportamenti che noi consideriamo inaccettabili. Per esempio in certe condizioni un leone può uccidere i cuccioli di un altro, ma nessuno userebbe questo argomento per difendere la stessa azione di una persona — giustamente.

Parlare di catena alimentare e «natura» non è quindi un argomento valido per giustificare la scelta di uccidere e mangiare animali.

2# «Se fossi su un’isola deserta mangeresti gli animali?»

Questa domanda viene in realtà usata per far ammettere a una persone vegana che — in una situazione limite — potrebbe mangiare un’animale. Il ragionamento che sta sotto è più o meno questo: «se mangiare animali è sbagliato, nessuno dovrebbe farlo neanche su un’isola deserta. E se qualcuno lo fa, allora è legittimo farlo sempre».

Nessuno può sapere o giudicare cosa farebbe una persona in una situazione di sopravvivenza. Ma non è questo il punto: ciò che viene fatto in un contesto limite non può essere una giustificazione nella vita di tutti i giorni — sarebbe cioè un’eccezione. Ci sono stati episodi documentati in cui alcune persone, in situazione di sopravvivenza, ne hanno mangiate altre. Il fatto che questo sia successo, non rende il mangiare gli esseri umani una cosa moralmente giustificabile in una situazione di normalità.

Anche se una persona vegana ucciderebbe un animale in una situazione di vita o di morte, questo non fornisce alcuna giustificazione per mangiare prodotti animali nella vita di tutti i giorni. La maggior parte di noi vive in una società in cui c’è un’abbondanza di cibi vegetali e abbiamo tantissime opzioni.

Una strategia per rispondere è girare la domanda. Visto che nessuno di noi si trova su un’isola deserta, ma in un Paese occidentale dove verdura, legumi e cereali sono disponibili in ogni supermercato, pensi davvero sia necessario mangiare animali?

3# «Ma la carne la mangiavano anche i nostri antenati»

Nelle discussioni sull’alimentazione vegan tornano spesso argomentazioni come «i nostri antenati mangiavano carne», «ci siamo evoluti grazie alla carne», oppure «e i canini?». Cosa nascondono queste affermazioni?

Partiamo dicendo che ci sono diverse teorie che riguardano l’alimentazione dei nostri antenati: c’è chi dice che mangiassero principalmente vegetali, chi che erano dei cacciatori e chi invece sostiene che si nutrissero di carne ogni tanto, recuperando le carcasse lasciate da altri predatori. Ma questo non conta più di tanto.

Se guardiamo bene la domanda ci accorgiamo che anche questa è un’argomentazione che tenta di trovare un errore nelle motivazioni vegan, così da continuare a giustificare il consumo di carne e derivati. Ecco il ragionamento: «Se abbiamo sempre mangiato animali, allora non è sbagliato continuare a farlo».

Se andiamo a ritroso nella storia dell’umanità possiamo vedere molte atrocità e ingiustizie commesse giustificate con le parole «abbiamo sempre fatto così». Ma questo argomento è un errore. Si capisce forse meglio se lo applichiamo a un altro caso. Non useremmo mai l’argomentazione «uccidere un’altra persona è giusto perché i nostri antenati lo facevano». La morale e la nostra idea di giustizia è cambiata con il tempo — e per fortuna.

Giustificare una pratica appellandosi a ciò che facevamo le persone prima di noi è illogico, perché ciò che viene dalla «tradizione» non è di per sé giusto. Una pratica antica può — anzi deve — cambiare quando è ingiusta e crudele.

Oggi la maggior parte delle persone non vive in caverne, non abbiamo bisogno di uccidere e mangiare un animale per necessità.

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4# «Ma il pesce lo mangi?»

La domanda sul consumo di pesce spesso riflette un pregiudizio diffuso nei confronti di questi animali, percepiti erroneamente come meno intelligenti e incapaci di provare emozioni. Numerosi studi scientifici dimostrano ormai che i pesci provano dolore in modo simile ai mammiferi, inclusi gli esseri umani. Sono esseri senzienti, capaci di sperimentare le emozioni e usare strumenti.

Nonostante ciò sono gli animali più sfruttati dall’industria alimentare. La produzione ittica mondiale supera le 178 milioni di tonnellate, con oltre 100 miliardi di pesci uccisi ogni anno nell’acquacoltura e 2000-3000 miliardi pescati in mare. Queste pratiche provocano diverse problematiche:

E a chi dice che mangiare pesce è fondamentale per ottenere gli omega-3, possiamo rispondere con le argomentazioni Silvia Goggi in questo video (spoiler: si possono assumere da un’alimentazione vegetale senza ricorrere al consumo di pesce).