I piatti della tradizione natalizia sono crudeli


Lorenzo Bertolesi
Digital copywriter

Brodo di cappone, quaglie ripiene o agnello: ci sono alcune ricette tradizionali che sono molto diffuse per le feste, ma si basano sulla crudeltà sugli animali.

Oltre all’appello alla tradizione, questi piatti vengono difesi spesso con alcuni falsi miti, che risultano totalmente sbagliati. Vediamoli insieme in questo articolo.

1# L’allevamento dei capponi non è crudele come quello dei polli

Il cappone è un gallo che viene castrato nei primi mesi di vita
con lo scopo di migliorare la qualità della carne e farlo ingrassare di più.
Il “brodo di cappone” o il “cappone ripieno” sono piatti tipici della cucina italiana e l’usanza di mangiarli per Natale risale addirittura al Medioevo. Questa tradizione è arrivata fino ai giorni nostri e sono molte le famiglie che comprano il cappone durante le feste. Nel solo mese di dicembre vengono infatti macellati circa un milione di capponi.

Ma come sono allevati questi animali? Con un’indagine sotto copertura abbiamo svelato la verità che si nasconde dietro questa tradizione – e no, non sono meno crudeli di nessun altro allevamento.

La capponatura – castrazione del pollo – è un’operazione chirurgica pericolosa e invasiva. Inoltre prima dell’operazione gli animali sono privati di cibo per circa 24 ore. L’animale è bloccato con le ali aperte e il costato esposto su una tavola di legno. Il taglio con il bisturi è fatto senza anestesia e provoca dolore. Con una pinza viene asportato il testicolo che si trova molto vicino all’intestino. Finita l’operazione, gli animali sono messi nei recinti con le ferite ancora aperte e nessun antidolorifico.

© Essere Animali

2# Gli agnelli sono macellati umanamente

Nella tradizione — cristiana e non solo — il sacrificio dell’agnello era legato a diversi momenti religiosi durante l’anno. Con il passare del tempo di questo ritualità è rimasta solo l’aspetto alimentare. Ancora oggi, infatti, nel nostro Paese il consumo di carne d’agnello raggiunge i picchi durante le festività di Pasqua e Natale.

Anche in questo caso ciò che si nasconde dietro questa tradizione è la crudeltà verso gli animali. Gli agnelli vengono strappati alle loro madri a circa uno o due mesi di età, quando sono ancora cuccioli.

Come abbiamo documentato negli ultimi anni, una buona parte degli agnelli macellati in Italia proviene da altri Paesi, soprattutto dall’Est Europa. Ciò significa che possono compiere viaggi che arrivano fino anche alle 30 ore, diretti agli impianti di macellazione nel centro-sud Italia.

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Durante le nostre indagini sulle autostrade italiane abbiamo documentato agnelli che non riescono a bere, feriti e che viaggiano in condizioni di sovraffollamento.

Arrivati a destinazione, ci sono altre problematiche. Scarsa formazione degli operai e alti ritmi di produzione fanno sì che le operazioni di stordimento degli agnelli sono inefficaci, perché realizzate in modo grossolano. Nelle nostre numerose indagini abbiamo documentato molti agnelli macellati senza uno stordimento adeguato: ciò vuol dire che subiscono il taglio della gola quando sono ancora coscienti.

3# Le quaglie sono allevate all’aperto

Un’altra ricetta diffusa nel periodo natalizio sono le quaglie ripiene. Forse non tutti sanno che anche le quaglie vengono allevate in strutture intensive e non all’aperto. Raggiungono dei numeri notevoli: solo nel 2022 in Italia ne sono state macellate oltre 10 milioni.

Le quaglie vengono allevate in gabbia, in ognuna delle quali sono ammassate circa 50 animali. Ciò significa che ognuno di loro ha a disposizione uno spazio di circa 10 x 10 cm. Le gabbie sono strutture spoglie di rete metallica, il cui pavimento può provocare malformazioni, gonfiori e ferite alle zampe.

In queste condizioni di sovraffollamento gli animali non possono muoversi liberamente ed esprimere i comportamenti tipici della loro specie. Le quaglie manifestano questo disagio beccandosi o strappandosi a vicenda le penne.

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Le quaglie compiono piccoli voli come strategia di fuga ogni volta che si spaventano. Quando ciò accade in allevamento provano ad alzarsi in volo, ma sbattono il corpo e la testa contro il piano superiore della gabbia, rischiando di ferirsi anche in modo grave. Le quaglie sono piccoli uccelli che in natura vivono a terra in campi erbosi. Foraggiano, nidificano e trovano riparo nell’erba alta. Il volo per loro è importante per fuggire da possibili predatori. Allevarli in queste condizioni è inaccettabile.

Cambiamo le tradizioni

Scegliere un menù 100% vegetale durante le festività natalizie non è solo gustoso e facile, ma va anche a beneficio degli animali, dell’ambiente e della nostra salute.