Macellazioni clandestine, crudeltà e violenze: ieri sera a Report le nostre immagini in esclusiva  

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Macellazioni clandestine, crudeltà e violenze: ieri sera a Report le nostre immagini in esclusiva  


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Chiara Caprio
Responsabile relazioni istituzionali

Suinetti macellati clandestinamente senza alcun tipo di stordimento, fatti dissanguare agonizzanti sul cemento e con seri rischi igienico-sanitari. Scrofe movimentate con violenza, colpite con pannelli o legate alle zampe con una catena e trascinate. Ma anche trattamenti antibiotici somministrati in maniera irregolare e medicinali smaltiti impropriamente. Questo è quello che abbiamo mostrato nel programma d’inchiesta più seguito in Italia.

Ieri sera, in un servizio della giornalista Giulia Innocenzi nel programma di inchiesta Report, su Rai 3, sono andate in onda nuove immagini che mostrano crudeltà e problematiche negli allevamenti suinicoli, in particolare nelle stesse strutture già coinvolte nei recenti casi di peste suina africana e denunciate settimane fa da Last Chance for Animals. 

Quasi due milioni di persone hanno visto il servizio di Giulia Innocenzi, che ripercorre le problematiche mostrate durante gli abbattimenti, con animali inseguiti con la pinza elettrica e uccisi tra sofferenze e senza stordimento adeguato. A seguito della messa in onda del servizio è stata anche depositata un’interrogazione regionale in Lombardia dal Partito Democratico.

Le nostre immagini

Ma in questa puntata si sono aggiunte le nostre immagini, raccolte tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, che documentano gravi irregolarità avvenute in un allevamento in provincia di Pavia che oggi è al centro di alcune controversie legate agli abbattimenti dovuti all’epidemia di peste suina africana in Italia.

La struttura in questione è un allevamento intensivo standard dove le scrofe vengono allevate in gabbia, senza alcuna libertà di movimento e senza arricchimenti ambientali, provocando grave stress negli animali, che di conseguenza hanno comportamenti stereotipati evidenti, come mordere i tubi metallici. 

La collaboratrice di Essere Animali viene inoltre invitata a sottoporre i suinetti a trattamenti antibiotici in via preventiva, anche quando non mostrano segni di malattia, una procedura in contrasto con la normativa europea vigente. Viene anche invitata a smaltire i farmaci in maniera irregolare, distruggendo le confezioni appena al di fuori dell’allevamento.

La nostra investigatrice mentre rompe i flaconi di vetro contenenti farmaci, l’ordine gli è stato dato da una responsabile dell’allevamento.
© Report Rai 3

Macellazione clandestina di animali

Le immagini mostrano inoltre la macellazione clandestina di decine di suinetti, presumibilmente poi venduti a clienti privati, senza previo stordimento e in un’area non adibita a questo tipo di operazione. Agli animali viene tagliata la gola con un coltello e poi lasciati agonizzare sul pavimento di cemento, e infine immersi all’interno di un pentolone d’acqua bollente, spellati a mano e poi appesi a una rastrelliera.

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Un’operatrice tiene per le zampe un giovane maiale, mentre il proprietario lo sgozza.
© Report Rai3

Scrofe e suinetti vengono movimentati con metodi violenti, spostati di peso e sollevati dalle orecchie, dalla coda o da una zampa e gettati senza cura a terra. A una scrofa incapace di muoversi viene legata una catena a una zampa e viene trascinata a terra. A tirarla sembra proprio essere il proprietario dell’allevamento. 

Nei video raccolti si vede anche una cucciolata di maialini morti e il veterinario aziendale afferma che la motivazione di quanto accaduto può essere ricondotta al fatto che la madre avesse preso dei colpi durante il trasporto.

Una scrofa con difficoltà a camminare viene colpita con calci da un’operatrice.
© Report Rai3

Dobbiamo cambiare

Abbiamo mostrato, insieme a Report e Giulia Innocenzi, le ombre che stanno dietro alla gestione degli allevamenti di suini in Lombardia, in particolare in quegli allevamenti che per via della crisi della PSA riceveranno comunque i ristori previsti per legge, soldi pubblici che andranno ad allevatori che palesemente hanno operato con gravissime irregolarità. 

Chiediamo alle istituzioni regionali e nazionali che questi allevatori non ricevano alcun ristoro, alla luce delle violazioni commesse, e che eventuali soldi pubblici che verranno destinati a questi allevamenti siano vincolati a stringenti controlli a sorpresa da parte delle autorità preposte e al miglioramento degli standard di benessere animale, oltre che della biosicurezza. 


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