A Natale i trasporti crudeli non si fermano, la nostra indagine sulla tratta degli agnelli dall’Est Europa

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A Natale i trasporti crudeli non si fermano, la nostra indagine sulla tratta degli agnelli dall’Est Europa


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Chiara Caprio
Responsabile relazioni istituzionali

Anche quest’anno il nostro team investigativo — insieme ad altre associazioni impegnate sul tema — ha effettuato controlli sui camion provenienti dall’Est Europa che trasportano agnelli diretti al macello prima delle festività natalizie, trascorrendo sei giorni sulla A4, a 30 km dal confine con la Slovenia.

Ancora una volta le attività di controllo sulle strade italiane restituiscono un quadro drammatico dei trasporti di animali vivi in UE, che a dicembre riguarda 90 mila agnelli importati dal resto dell’Europa. Proprio a Natale infatti vengono uccisi un quarto dei 2 milioni di agnelli macellati durante l’anno in Italia, soprattutto in Lazio e Puglia: circa 552 mila animali.

Guarda l’indagine

Le immagini raccolte in questi giorni insieme ad Animals’ Angels, Animal Welfare Foundation ed Enpa mostrano numerose problematiche:

  • animali morti e schiacciati dai compagni;
  • beverini non idonei: che non permettono agli animali di abbeverarsi per l’intero viaggio;
  • camion costruiti in modo tale da mettere a rischio l’incolumità degli animali;
  • altezza dei ripiani insufficiente: gli animali toccando il piano superiore viaggiano in posizione innaturale;
  • sovraffollamento e condizioni igieniche precarie della lettiera.

Tutte le problematiche del trasporto di agnelli dall’Est Europa

Degli 8 camion per cui sono state allertate le autorità, tutti sono stati fermati dalle forze dell’ordine e uno sicuramente sanzionato per oltre 10 mila euro.

La quasi totalità delle problematiche sono già state documentate in passato dalle numerose investigazioni: si tratta chiaramente di violazioni sistematiche del regolamento sul trasporto di animali su lunga percorrenza che mostrano tutte le lacune della legislazione attuale.

Altezza dei ripiani insufficiente
Per garantire agli animali un comportamento naturale durante il viaggio nonché un’adeguata ventilazione gli animali non devono toccare il piano superiore con la testa.

Tra le problematiche abbiamo documentato: altezza dei ripiani insufficiente a permettere agli animali di assumere una posizione naturale, spazio insufficiente e non idoneo affinché gli animali si possano muovere o sdraiarsi, beverini inadatti — che quindi impediscono agli agnelli di poter bere —, presenza di intercapedini pericolose dentro le quali gli animali rischiano di rimanere incastrati, lettiera scarsa e sovraffollamento.

Beverini non idonei
Nella quasi totalità dei camion che trasportano ovini sono montati beverini “a tettarella” questa tipologia non è adatta per questi animali perché non conoscono il modo di utilizzo, abituati in allevamento a beverini “a tazza”.

A differenza del passato, in questa occasione alcune investigatrici hanno riscontrato la presenza nello stesso camion di ovini di differente età e taglia, una situazione in contrasto con la normativa che vieta di trasportare animali di diversa stazza in quanto i più piccoli rischiano di essere schiacciati e feriti dai più grandi.

Il caso più eclatante è quello di un camion fermato nei pressi di Sommacampagna (VR) e ispezionato in maniera approfondita dalla polizia stradale con il supporto di un veterinario, sul quale viaggiavano animali in condizioni di sovraffollamento, almeno una pecora morta durante il viaggio e una sofferente sul pavimento.

Dal video realizzato dalle attiviste di AA e AWF all’interno del camion c’erano diverse pecore tra cui questa in foto con il muso nero, con gravi problemi di respirazione.
© Animals’ Angels / Animal Welfare Foundation

In un altro caso molto grave è stata riscontrata la presenza di 169 animali in eccesso rispetto alla capienza del mezzo, 5 pecore agonizzanti a terra calpestate dagli altri animali, alcuni beverini rotti e altri inaccessibili. Il trasportatore in questione aveva inoltre precedenti per violazione della normativa sul benessere degli animali, ma ciononostante le autorità intervenute non hanno elevato alcuna sanzione. 

Le nostre richieste al Ministero della Salute e alla Commissione europea

Pochi giorni prima era stata emanata — su richiesta di Essere Animali — una nota ministeriale del Ministero della Salute, proprio per incrementare i controlli e indicare alle autorità preposte le priorità da verificare. Se da un lato la nota ha avuto l’effetto di garantire maggiori controlli rispetto al 2022 (all’epoca nessuna forza di polizia uscì per controllare gli arrivi dall’Est Europa), tutto questo però si inserisce in un contesto normativo carente e lacunoso a livello europeo, che non garantisce realmente la tutela del benessere degli animali durante il trasporto e che viene ancora palesemente violato dagli operatori. 

Pochi giorni fa infatti la Commissione europea ha proposto una revisione della normativa, ma si tratta di una proposta ancora largamente insufficiente. L’Europa e i paesi membri possono e devono fare di più per gli oltre 40 milioni di animali, non solo agnelli, che ogni anno vengono trasportati per lunghi viaggi all’interno della UE e verso Paesi terzi.

Alcuni dei nuovi punti introdotti dalla Commissione incideranno in modo positivo sugli animali che verranno ancora trasportati vivi — come nel caso di alcuni animali non svezzati come i vitelli — ma i trasporti lunghi continueranno. Così come continueranno anche l’export verso paesi che sono privi di una normativa adeguata di protezione degli animali e i viaggi lunghissimi via nave. Rimangono ancora tante altre problematiche irrisolte, come il problema dei beverini non adatti, il fatto che gli animali che si feriscono durante il viaggio non possono di fatto essere aiutati e che le sanzioni sono ancora disarmoniche e poco applicate e i controlli troppo pochi e inefficaci. 

Per questo è necessario continuare a fare pressione affinché le novità positive proposte dalla Commissione rimangano e altre ancora ne siano introdotte e rinforzate, in linea anche con quanto indicato dai pareri EFSA.


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La revisione del Regolamento sui trasporti costituisce un’occasione unica per la Commissione europea e i co-legislatori dell’UE per garantire una maggiore e migliore protezione degli animali e per intervenire sulle problematiche più gravi al fine di risparmiare agli animali sofferenze evitabili.

Per questo chiediamo:

  • Un divieto del trasporto degli animali vivi verso Paesi extra-UE.
  • Un divieto del trasporto di animali vivi su lunga distanza nell’UE, limitando la durata di percorrenza a un massimo di 8 ore per i suini, i bovini e gli ovini adulti, e di 4 ore per il pollame e i conigli.
  • Un divieto del trasporto di animali non svezzati e in stato di gravidanza avanzato (oltre il 40% del periodo gestazionale).
  • L’individuazione e la definizione di parametri e condizioni specifici per specie e categoria di animali vivi, volti a valutare l’idoneità al trasporto, a stabilire i limiti minimi e massimi delle temperature esterne, e ad assicurare un’adeguata disponibilità di spazio e un’appropriata somministrazione di cibo e acqua durante gli spostamenti all’interno dell’UE.
  • La riduzione e la sostituzione del trasporto di animali vivi con quello di carne e carcasse, e semi e embrioni, come raccomandato anche da FVE, OIE, ed EFSA.

Chiediamo inoltre di garantire un’applicazione più rigorosa della normativa comunitaria che deve essere altresì accompagnata da un numero maggiore di controlli ed ispezioni e da rigide sanzioni in caso di infrazioni.

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