Animali privati di cibo per 24 ore e castrati chirurgicamente senza anestesia e analgesia, la nostra investigazione in un allevamento di capponi, animale utilizzato per la preparazione del tradizionale brodo di Natale.
Le crude immagini, realizzate sotto copertura, provengono da un allevamento specializzato nella produzione di capponi, situato in provincia di Milano, l’azienda rifornisce privati, ristoranti e macellerie. In questo periodo dell’anno il consumo nazionale di capponi aumenta in modo esponenziale, portando alla macellazione di quasi un milione di animali nel solo mese di dicembre.
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L’investigazione documenta diverse problematiche, tra cui la crudele pratica della “capponatura”: la rimozione dei testicoli ai polli maschi prima del raggiungimento della maturità sessuale con l’obiettivo di migliorare sapore e qualità della carne. La castrazione chirurgica dei capponi è un’operazione pericolosa e invasiva che può arrivare a causare la morte del 20% degli animali. Prima di eseguirla, i polli sono privati di cibo per circa 24 ore e di acqua per circa 12, provocando così ulteriore stress agli animali.
Com’è possibile vedere dalle immagini, durante la “capponatura” gli animali vengono bloccati con le ali aperte e il costato esposto su due lastre di legno, in seguito l’operatore effettua un taglio con il bisturi e con l’uso di una pinza asporta, a turno, entrambi i testicoli. Nei polli, questi organi si trovano molto vicino all’intestino e perciò l’operazione chirurgica aumenta il rischio di lesioni interne irreparabili. In aggiunta, in base alle buone pratiche di allevamento, la ferita causata dal bisturi dovrebbe essere disinfettata immediatamente dopo l’operazione e chiusa utilizzando graffette chirurgiche. Nell’allevamento oggetto dell’investigazione viene somministrato soltanto l’antibiotico in via preventiva, ma, a causa della ferita rimasta aperta, c’è un rischio significativo di infezione anche nei giorni successivi, per via del contatto con l’ambiente esterno.
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Quando raggiungono il peso di 3-4 kg gli animali vengono macellati, inserendoli a testa in giù all’interno di un cono di plastica e con l’uso di una pinza gli viene prima rotto il collo e poi tagliata la gola. Questo sistema è considerato problematico dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), perché c’è il rischio che non porti allo stordimento immediato dell’animale e che quindi i capponi possano restare coscienti morendo poi per asfissia.
Servono leggi migliori per la protezione degli animali
Non c’è pace per gli animali d’allevamento, nemmeno durante le festività. Anzi, proprio in questo periodo aumenta la produzione e il consumo di carne. Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia vengono macellati 1,5 milioni di capponi, di cui 970 mila solo a dicembre.
Occorre un cambiamento, servono urgenti politiche a maggiore protezione degli animali d’allevamento che vietino pratiche crudeli come le mutilazioni.
