Quanta sofferenza c’è dietro la mozzarella di bufala

© Essere Animali

Stai leggendo:

Quanta sofferenza c’è dietro la mozzarella di bufala


Ti interessa l'articolo?

Iscriviti

Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Una nostra nuova indagine mostra molteplici irregolarità e gravi sofferenze subite dagli animali in diversi allevamenti campani dove viene prodotta la mozzarella di bufala.

Le immagini che diffondiamo sono state realizzate sotto copertura all’interno di 12 allevamenti di bufale per la produzione di latte con caseificio annesso nelle province di Caserta e Salerno, l’area di produzione della mozzarella di bufala Campana DOP. Parte di questa indagine è stata trasmessa in esclusiva in un documentario prodotto dalla rete televisiva franco-tedesca Arte andato in onda venerdì 17 novembre.

L’indagine negli allevamenti di bufale

Le problematiche riscontrate sono molteplici e vanno dalla cattiva gestione degli animali, a gravi carenze nelle condizioni igienico-sanitarie, a condotte non a norma di legge. A differenza di come spesso vengono dipinti gli allevamenti bovini, nelle aziende prese in esame gli animali non hanno accesso al pascolo e vivono tra i loro escrementi, in ambienti spogli e a contatto costante con il cemento.

Zero pascolo
In conseguenza dell’ambiente in cui vivono, la crescita anomala delle unghie può essere causa di zoppie e dolore.

Inseminazione artificiale

Come in tutti gli allevamenti intensivi, anche le bufale vengono inseminate artificialmente per massimizzare la produzione di latte. Le immagini mostrano inoltre numerosi esempi di gravi prolassi vaginali e/o uterini solitamente causati da un’alimentazione inadeguata e aggravati dalle scarse condizioni igieniche.

Immagini forti clicca per guardare
La cura dei prolassi non è affidata a un veterinario, ma viene gestita in maniera rudimentale dagli operatori, che dopo l’operazione non medicano né disinfettano le ferite.
© Essere Animali

Iniezioni di ossitocina

Per incrementare la quantità di latte prodotta, le bufale ricevono un’iniezione di ossitocina, un ormone la cui produzione naturale è inibita dalle condizioni di stress in cui vivono, un chiaro segnale di cattiva gestione degli animali. A questo si aggiunge la pratica di legare le zampe delle bufale alla macchina per la mungitura per evitare che, scalciando, stacchino il tiralatte.

Zampe legate durante la mungitura
Questa procedura non sarebbe necessaria se le bufale fossero rilassate e ben abituate alle operazioni di mungitura.

Anelli anti-succhio

Per evitare che alcune bufale bevano il latte delle loro compagne, in alcuni degli allevamenti oggetto dell’investigazione viene applicato sul loro muso un anello anti-succhio in ferro che, come ammesso dallo stesso allevatore, non è a norma di legge, perché provoca dolore acuto in una zona particolarmente sensibile del loro corpo. Questa è tra le pratiche più gravi documentate dall’indagine, che causa sofferenza durante l’applicazione e qualsiasi altro comportamento esplorativo e di manipolazione dell’animale.

L’operatore ha ammesso che per applicare questo anello ha bucato le narici della bufala.
© Essere Animali

Bufalini chiusi nelle gabbie

Non va meglio ai bufalini appena nati, che come spesso accade negli allevamenti dove viene prodotto latte, vengono separati dalla madre prematuramente e rinchiusi in gabbie singole con pavimenti formati da grate in ferro e privi di una lettiera in paglia. Come conferma l’allevatore all’investigatore, la legge non permette di stabulare due animali in una gabbia. Ancora peggio, alcune carcasse di bufalini di poche settimane sono abbandonate all’esterno degli allevamenti e non smaltite adeguatamente secondo le leggi in vigore.

La sofferenza dei bufalini
I box dove vengono stabulati i bufalini sono spogli, qui gli animali sono privati di ogni stimolo.

Bufalini caricati per il macello

Le immagini più forti sono quelle che mostrano il carico dei cuccioli maschi sui camion destinati al macello. Animali di appena 30 giorni, considerati uno scarto dall’industria casearia, vengono letteralmente lanciati a bordo dei camion in modo irruento da operatori visibilmente non formati, utilizzando mezzi e procedure inadeguate. All’interno di un camion si può vedere inoltre la presenza di un bufalino morto.

Immagini forti clicca per guardare
Il cadavere di un bufalino sopra al camion presenta delle ferire da calpestamento causate molto probabilmente dall’affollamento degli altri animali.
© Essere Animali

L’insostenibile produzione Made in Italy

A differenza di quello che viene spesso detto pubblicamente sul Made in Italy e comunicato ai consumatori, gli allevamenti italiani sono luoghi di produzione intensiva. Qui maltrattamenti e illegalità sono all’ordine del giorno, come dimostrato nelle indagini che abbiamo condotto a campione in più di 10 anni.

Questa è la nostra prima indagine negli allevamenti di bufale, ma purtroppo ciò che abbiamo visto assomiglia terribilmente a ciò che abbiamo documentato in quasi tutti gli allevamenti, da nord a sud.
Simone Montuschi – Presidente di Essere Animali

Per questo motivo ci siamo uniti da tempo alla richiesta promossa di Eurogroup for Animals — di cui siamo membri attivi — di una legislazione europea più stringente e definita a tutela degli animali che ancora vengono sfruttati per la produzione di carne e derivati. Purtroppo la Commissione europea non ha ancora risposto alla nostra richiesta con una proposta completa ed esaustiva, ma non ci arrenderemo finché anche gli animali negli allevamenti non saranno davvero tutelati dalla legge.


Vogliamo nuove leggi per la protezione degli animali

130.056 hanno già firmato. Arriviamo a 150.000!

Questo campo è obbligatorio!
Inserire almeno %s caratteri!
Non inserire più di %s caratteri!
Inserisci una data valida!
Inserisci un numero di telefono valido!
Inserisci un CAP valido!
Inserisci un codice fiscale valido!
Inserisci una partita IVA valida!
Devi accettare la normativa sulla privacy!
Si è verificato un errore! Ricontrolla i campi.
Utilizza un Nickname valido!
Password non valida!
• almeno 1 carattere speciale (-_@#$%)
• almeno 1 numero
• almeno 1 carattere maiuscolo
• almeno 1 carattere minuscolo
• lunga almeno 6 caratteri
• più corta di 20 caratteri
Le due password inserite non coincidono!
Non valida!
Non valida!
Ok!
Controlla l'email!
Utente non attivato! Clicca nel link di conferma che ti è stato inviato via email!
Mmm... sicuro di quello che fai?
Sei già nella newsletter di Essere Animali!
Si è verificato un errore!
leggi il testo della petizione

PER UNA RIFORMA DELLE LEGGI SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI

Destinatari

Presidente del Consiglio

Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Ministero della Salute

L’organizzazione Essere Animali negli ultimi anni ha diffuso diverse indagini realizzate all’interno di allevamenti intensivi e stabilimenti di macellazione italiani, alcune svolte in collaborazione con importanti organi d’informazione italiani e internazionali, allo scopo di documentare e denunciare alle autorità giudiziarie e alle istituzioni italiane le condizioni degli animali allevati per l’alimentazione. Durante tali indagini sono state puntualmente filmate violazioni alla normativa sulla protezione degli animali e alle norme del codice penale.

Le indagini di Essere Animali hanno mostrato:

  • violenze inferte dal personale dell’allevamento, come colpi con tubi di ferro su punti delicati e innervati, utilizzo improprio di taser elettrico, sollevamento con muletto delle mucche a terra, calci e lanci degli animali di piccola taglia;
  • mutilazioni effettuate senza l’utilizzo di anestesia e analgesia, senza la presenza di un medico veterinario, su animali oltre l’età consentita dalla legge e il taglio sistematico della coda dei suinetti, una pratica illegale ma diffusa in quasi tutti gli allevamenti italiani;
  • animali agonizzanti lasciati morire di stenti o uccisi in modo brutale dagli operai dell’allevamento, senza l’applicazione delle corrette disposizioni sull’abbattimento d’emergenza degli animali malati;
  • animali trasportati anche per 30 ore su mezzi di trasporto inadeguati, in condizioni di sofferenza e sottoposti a violenze al momento del carico e dello scarico;
  • animali sottoposti a macellazioni di gruppo, invece di essere uccisi singolarmente affinché non vedano la morte dei loro simili, storditi in modo inadeguato e con la morte che sopraggiunge con agonia.

Per questi maltrattamenti sono state presentate diverse denunce alle autorità competenti ma la frequenza di tali episodi, filmati nella quasi totalità delle aziende oggetto d’indagine scelte a campione sul territorio nazionale, anche tra fornitori di prodotti DOP, mi spinge a esprimervi la mia profonda preoccupazione.
Accanto a queste violazioni di legge, le indagini di Essere Animali hanno inoltre mostrato tipologie e pratiche di allevamento che, pur essendo ora legali, sono causa di indiscussa sofferenza fisica e psicologica per gli animali, violando quindi intrinsecamente il rispetto del benessere degli animali in allevamento, tra cui:

  • utilizzo di gabbie in cui gli animali trascorrono buona parte o tutta la loro vita;
  • elevate densità quando gli animali sono allevati “a terra” o in recinti;
  • castrazione chirurgica dei suinetti e debeccaggio delle galline;
  • separazione alla nascita delle madri dai cuccioli per la produzione di latte;
  • selezione genetica spinta, che produce animali con caratteristiche contrarie intrinsecamente al rispetto del benessere animale, come le razze a crescita rapida.

Chiedo quindi che sia intrapreso un processo di riforma legislativo che:

  • vieti progressivamente l’utilizzo delle gabbie;
  • vieti ogni mutilazione;
  • metta fine ai sussidi pubblici al settore zootecnico;
  • porti l’inasprimento delle pene per il maltrattamento degli animali e per le altre violazioni delle normative di protezione, prevedendo nei casi più gravi la revoca delle autorizzazioni e l’interdizione dall’attività;
  • instauri un sistema di controllo negli allevamenti, durante il trasporto e nelle fasi di macellazione assolutamente più efficace di quello adottato sinora, con l’utilizzo di telecamere CCTV con sistemi AI e controlli del personale veterinario pubblico a campione e inaspettati;
  • riformuli le densità di allevamento, concedendo agli animali più spazio per muoversi, anche all’aperto, e con la presenza di adeguati arricchimenti ambientali;
  • garantisca fondi pubblici a produzioni e attività più sostenibili come quelle a base vegetale e che lavorino per ridurre le sofferenze degli animali che nei prossimi anni saranno ancora confinati in macelli e allevamenti.
Grazie, la tua firma è importante

C'è un'altra persona lì vicino a te?

Fai firmare anche lei!
Grazie!
Con te siamo a
130.056 firme
Condividi questa petizione e aiutaci a raccogliere più firme!

Salta questo step

Fai una microdonazione a Essere Animali

Per:

Con una donazione di 2€ al mese puoi fare tanto

Se hai dubbi o problemi nella donazione scrivici.

Questo campo è obbligatorio!
Inserire almeno %s caratteri!
Non inserire più di %s caratteri!
Inserisci una data valida!
Inserisci un numero di telefono valido!
Inserisci un CAP valido!
Inserisci un codice fiscale valido!
Inserisci una partita IVA valida!
Devi accettare la normativa sulla privacy!
Si è verificato un errore! Ricontrolla i campi.
Utilizza un Nickname valido!
Password non valida!
• almeno 1 carattere speciale (-_@#$%)
• almeno 1 numero
• almeno 1 carattere maiuscolo
• almeno 1 carattere minuscolo
• lunga almeno 6 caratteri
• più corta di 20 caratteri
Le due password inserite non coincidono!
Non valida!
Non valida!
Ok!
Controlla l'email!
Utente non attivato! Clicca nel link di conferma che ti è stato inviato via email!
Mmm... sicuro di quello che fai?
Sei già nella newsletter di Essere Animali!
Si è verificato un errore!

IL TUO 5×1000
A ESSERE ANIMALI PUÒ APRIRE QUESTA GABBIA

DONA IL 5×1000
A ESSERE ANIMALI

Sostienici a costo zero. Usa il codice fiscale:
976 762 00 153

Scopri come
Chiudi