Ancora 1.600 visoni rinchiusi in gabbia, interrogazione in Parlamento

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Ancora 1.600 visoni rinchiusi in gabbia, interrogazione in Parlamento


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Simone Montuschi
Presidente

Nonostante la produzione di pellicce sia vietata in Italia dal 1°gennaio 2022, circa 1.600 visoni sono ancora rinchiusi in alcuni allevamenti. Ora sosteniamo la nuova interrogazione parlamentare al ministro Lollobrigida per chiedere in merito alla mancata adozione del decreto che deciderà la loro sorte.

A oltre un anno e nove mesi dalla scadenza stabilita dalla Legge di Bilancio 2022 che ha introdotto, dopo anni di campagne in difesa dei visoni, il divieto di allevare animali per produrre pellicce, il decreto per la cessione dei visoni ancora in vita e tuttora rinchiusi negli allevamenti vietati e dismessi non è ancora stato adottato.

Assieme a Animal Law Italia, Humane Society International/Europe e LAV, come noi tra le promotrici dell’Iniziativa dei Cittadini Europei #FurFreeEurope, accogliamo con favore l’interrogazione parlamentare della Senatrice Dolores Bevilacqua (Movimento 5 Stelle), membro dell’Intergruppo Parlamentare per i Diritti degli Animali, rivolta al Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida per chiedere in merito alla mancata adozione del decreto.

Cosa è successo?

Molti di voi ricorderanno la campagna Visoni Liberi, con la quale per ben dieci anni ci siamo impegnati con investigazioni, azioni istituzionali e manifestazioni di forte impatto per chiedere e infine ottenere il divieto di allevamento di animali per la loro pelliccia. Una vittoria importantissima ottenuta in sinergia con altre associazioni.

Dopo l’entrata in vigore, dal primo gennaio 2022, del divieto allevamento, riproduzione in cattività, cattura e uccisione di animali di qualsiasi specie per la finalità di ricavarne pelliccia, il 30 giugno dello stesso anno è stata decretata la chiusura degli allevamenti ancora presenti sul territorio nazionale.

Ma di fatto ancora 1.600 visoni sono rinchiusi negli allevamenti di Capergnanica (CR), Ravenna e Castel di Sangro (AQ), per la mancata adozione del decreto da parte del Ministro Lollobrigida – e del Ministro Patuanelli prima di lui – che deve regolare l’eventuale cessione di questi animali a strutture autorizzate, accordando preferenza a quelle gestite direttamente o in collaborazione con associazioni animaliste riconosciute, oltre che i requisiti strutturali e gestionali e le disposizioni per la sterilizzazione degli animali. 

Una situazione drammatica e insostenibile

A gennaio 2022 i visoni ancora in vita erano 5.700, rinchiusi in cinque allevamenti. Di questi, 1.500 visoni sono stati abbattuti nel novembre 2022 dopo il rilevamento di un focolaio di SARS-CoV-2 nell’allevamento situato a Galeata (FC), seguito da un altro focolaio nel maggio 2023 nell’allevamento di Calvagese della Riviera (BS), che ha portato all’abbattimento di altri 1500 visoni.

È inaccettabile che da parte del Ministero non ci sia il minimo impegno a gestire una situazione così critica sia dal punto di vista del benessere animale, sia della salute pubblica. È chiaro che la strategia del Ministero è quella di aspettare che gli animali si infettino all’interno delle gabbie per poi avere la perfetta giustificazione per ucciderli, mentre gli allevatori continuano percepire indennizzi per tenerli nelle stesse precarie condizioni di prima. La pubblicazione del decreto è centrale, poiché solo a seguito della stessa sarà possibile permettere il trasferimento degli animali presso centri specializzati, salvando la vita di almeno alcuni dei visoni. Abbiamo aspettato e sollecitato già troppo.

Assieme a Animal Law Italia, Humane Society International/Europe e LAV ci appelliamo al Ministro Lollobrigida da cui auspichiamo una pronta e adeguata risposta per poter chiudere definitivamente il triste capitolo dell’allevamento di animali da pelliccia in Italia.


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