Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Quanti sono gli animali allevati, importati, esportati e macellati nelle principali nazioni produttrici europee? Seguendo questi andamenti cercheremo di fare il punto della situazione sulla produzione di carne e derivati nel nord globale.

Danimarca

La Danimarca è leader europeo nell’esportazione di maiali vivi. Nel 2021 nei suoi allevamenti sono nati 33 milioni di maiali, 5 milioni in più rispetto al 2010. Quasi la metà di questi animali, quando raggiungono il peso di 35 kg, vengono inviati in tutta Europa, qui vengono ingrassati e macellati. I viaggi si concludono soprattutto in Germania e Polonia, ma anche in Italia – nel 2022 ad esempio ne abbiamo importati oltre 700 mila.

Ed è in questo contesto che la Danish Crown, una delle più grandi aziende europee nel settore della produzione di carne suina e bovina, lo scorso 20 aprile ha deciso di chiudere uno dei suoi sei macelli a causa del drastico calo del numero di maiali da macellare.

A commento della notizia, il CEO della Danish Crown ha aggiunto: «dopo diversi anni di crescita trainata dalle forti esportazioni verso la Cina, sapevamo che c’era il rischio che la produzione di suini da macello potesse diminuire […] Tuttavia, la nostra strategia Feeding the Future rimane invariata, perché la nostra crescita futura non deriverà solo dalla macellazione di un maggior numero di suini, ma anche dall’aumento del valore della nostra carne e dalla produzione di alimenti attraenti e più sostenibili».

Quindi meno carne, ma allevata meglio? Se è vero sarà un passo verso produzioni più sostenibili, da notare che la DC – un po’ come tutte le aziende dell’agribusiness –, all’inizio del 2022 ha lanciato sotto il suo brand green “Den Grønne Slagter” una linea di cibi plant based. Da un sondaggio che hanno commissionato pare che più di un danese su tre dichiari di aver ridotto il consumo di carne nell’ultimo anno (2021) e due su tre vorrebbero mangiare più prodotti a base vegetale. È chiaro che non è l’amore per gli animali che li spinge in queste scelte.

Francia

Con più di 12 milioni di animali presenti nei suoi allevamenti, la Francia è il terzo produttore di maiali in Europa, dietro a Spagna e Germania. Dal 2012 in Francia i maiali macellati sono stati 1,3 milioni in meno. Anche nei primi tre mesi del 2023 le macellazioni hanno registrato una significativa diminuzione rispetto agli anni precedenti, per dodici mesi consecutivi i volumi sono diminuiti sensibilmente (-3,3% a volume e -2,4% capi). Stesso discorso per le esportazioni di carni fresche, refrigerate o congelate che hanno subito una diminuzione del 15%, in leggero calo anche le importazioni -3%.

Evoluzione della popolazione suinicola francese
© France AgriMer

Germania

La Germania è uno dei principali player europei per la produzione di carne: alleva 11 milioni di bovini – dietro solo alla Francia – 21 milioni di maiali – secondo dopo la Spagna – e attualmente nei loro allevamenti sono presenti 160 milioni di polli, in Italia 71 milioni. Nel 2022 la produzione netta di carne (volume di macellazione) è diminuita dell’8,3% rispetto all’anno precedente, dal 2017 il calo è stato del 14%.

Nel 2022 la Germania ha importato il 4,5% di carne in meno rispetto all’anno precedente. Negli ultimi cinque anni le importazioni sono diminuite del 16%. Se si guardano le quantità di carni importate dal 2017 al 2022, si registra una grossa diminuzione di carne suina, un calo della carne bovina e una leggera riduzione di pollame.

Consumi pro capite di carne in Germania
© BLE 2023

Negli ultimi 10 anni il consumo pro capite di carne dei tedeschi è calato del 12% e i prodotti vegetali hanno registrato un più 6,5% ripetto al 2021 con un aumento del 72,7% rispetto al 2019.

Andamento della produzione di cibi vegetali in Germania.
© Statistisches Bundesamt

Austria

Questo Paese è all’avanguardia per quanto riguarda il benessere degli animali negli allevamenti. Dal 2005 è vietato costruire allevamenti in gabbia per le galline per la produzione di uova, dal 2012 sono bandite le gabbie per i conigli, mentre gli allevamenti di animali per la produzione di pelliccia sono vietati dal 2005.

In Austria nel 2022 sono stati allevati 2,65 milioni di maiali, -4,9% rispetto al 2021, e inoltre sono calate le macellazioni di bovini.

Belgio

L’anno scorso in Belgio sono stati macellati poco meno di 310 milioni di animali, con un calo del 2% rispetto al 2021. In numeri assoluti in Belgio si macellano soprattutto polli, nel 2022 sono stati 298 milioni. Il numero di maiali macellati è diminuito di quasi il 10% nel 2022 per raggiungere i 10,5 milioni di suini, numeri che non si vedevano da 30 anni.

Per contrastare le emissioni di ammoniaca, il governo fiammingo ha sviluppato un programma per una riduzione del 30% della popolazione di maiali. Gli allevamenti con il più alto impatto di azoto che volontariamente cesseranno la loro attività verranno liquidati dallo Stato, che ha messo a disposizione 200 milioni di euro. «Questa decisione, attesa da tempo, è una manna per questi allevatori e una grande opportunità per ridurre le emissioni di azoto» ha dichiarato Zuhal Demir, Ministro dell’ambiente fiammingo.

Spagna

In 10 anni questo Paese è passato dall’allevare 25 milioni di suini a 34 milioni, attestandosi come prima potenza europea nella produzione di carne di maiale. Questa espansione è stata trainata da importanti investimenti in infrastrutture e nel miglioramento delle tecniche di allevamento, che hanno portato a un incremento della produttività e favorito l’accesso ai mercati internazionali.

La Spagna offre condizioni geografiche e ambientali favorevoli, soprattutto per l’allevamento suinicolo intensivo: ampie zone rurali e risorse idriche. Ultimamente però i lunghi periodi di siccità, soprattutto in Catalogna dove si concentrano la maggior parte degli allevamenti, stanno creando non pochi problemi al settore.

Gli ultimi dati indicano che nel primo trimestre di quest’anno la Spagna ha macellato oltre 14 milioni capi, producendo 1,3 tonnellate di carne suina, il che equivale a un calo del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Evoluzione della produzione di carne suina spagnola nel primo trimestre.
© dati Eurostat elaborazione 3tre3.it

Italia e UE in generale

La specie più allevata in Italia è il pollo: siamo al quinto posto in UE e siamo autosufficienti, per cui non importiamo né carni avicole né animali vivi. Nel 2022 abbiamo macellato 516 milioni di polli. Rispetto alle tonnellate prodotte nel 2021 c’è stato un calo del 12%, soprattutto a causa dell’epidemia di influenza aviaria, ma da anni il numero di polli consumati è in costante crescita. Anche l’UE è totalmente autosufficiente nella produzione di pollo ed è il terzo produttore mondiale. La Polonia si conferma, per il settimo anno consecutivo, il principale produttore in ambito europeo.

© Ismea 2023

Sebbene, in generale, anche nel caso delle carni bovine l’Europa è autosufficiente, esistono enormi differenze fra Paesi. L’Irlanda presenta un tasso di autosufficienza del 549% (con un export fortemente orientato verso il Regno Unito), la Francia si colloca al 139%, la Spagna al 115%, la Germania al 105%. In sostanziale equilibrio il Belgio (99%) e i Paesi Bassi (98%). L’Italia si colloca invece al 42%, presentando un deficit produttivo fra i più alti dell’Unione europea, perdendo oltre il 16% dal 2019 al 2022.

Nel corso del 2022 il patrimonio bovino dell’UE è diminuito di 850 mila animali. L’Italia ne ha persi 230 mila rispetto al 2021, attestandosi a 6 milioni di capi. Il numero dei maiali macellati in Italia nel 2022 è stato di 10,6 milioni ed è diminuito di 800 mila animali rispetto al 2021. L’89% di questi animali viene allevato con sistemi stabulati (intensivo) e il 9% non si sa come venga allevato.

Questo articolo è un estratto della newsletter Animal Farm News, uscita il 16 giugno 2023. La newsletter Animal Farm News è un progetto personale di Francesco Ceccarelli, co-founder e responsabile investigazioni di Essere Animali.