Il discorso sullo Stato dell’Unione: la Commissione europea si è dimenticata delle promesse sulla normativa sul benessere animale?


Chiara Caprio
Responsabile relazioni istituzionali

Nel discorso annuale sullo Stato dell’UE, la Presidente ha parlato dell’importanza di continuare il percorso iniziato con il Green Deal, ma non ha menzionato le normative sul benessere animale.

Nella giornata di ieri la Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha pronunciato il discorso annuale sullo Stato dell’Unione, un momento molto importante in vista del termine del suo mandato nel 2024. 

Di fronte a tutti gli eurodeputati la Presidente ha parlato dell’importanza di continuare il percorso iniziato con il Green Deal, per un’Europa più sostenibile e in grado di dare alle generazioni future un ambiente più sano e una natura tutelata e protetta. 

Ma nonostante questo, si è sentita forte e chiara la mancanza di riferimenti precisi all’ultimo tassello del Green Deal iniziato nel 2019, e cioè la riforma della normativa sul benessere animale, un pacchetto importantissimo per alzare gli standard di tutela degli animali allevati in UE.

Se da un lato infatti è un ottimo segnale che la Commissione sia ancora impegnata a concludere e portare avanti il Green Deal e che voglia iniziare un discorso strategico sul futuro dell’agricoltura europea senza ideologie e polarizzazioni, dall’altra parte come associazione per la protezione degli animali siamo rimasti molto delusi dalla mancanza di riferimenti più espliciti al benessere degli animali. 

Il pacchetto di riforme su cui hanno lavorato per anni numerosi esperti, funzionari e su cui anche EFSA ha già dato pareri scientifici autorevoli comprende la revisione delle norme relative all’allevamento, al trasporto e alla macellazione, con importanti proposte, come — ad esempio — il divieto delle gabbie in tutta l’UE e l’introduzione dell’obbligo di stordimento per tutti gli animali, compresi i pesci. 

Nel 2021 la Commissione si era già impegnata in tal senso, accogliendo il successo dell’ICE “End the Cage Age” e dichiarando che avrebbe lavorato proprio in questa direzione, per un divieto delle gabbie in UE a partire dal 2027. Proprio per questo l’aspettativa era quella di un discorso che avrebbe riconosciuto le richieste di milioni di cittadini europei che chiedono a gran voce dei miglioramenti fondamentali, su cui la Commissione stessa ha lavorato per diverso tempo. 

Indubbiamente, tra il 2020 e il 2023, si sono presentati nuovi e inaspettati ostacoli al Green Deal e alla strategia di rinnovamento dell’agricoltura UE Farm to Fork, con la pandemia da Covid-19 e la guerra in Ucraina, che hanno aggiunto difficoltà non indifferenti a tutti i paesi dell’Unione. Ma non possiamo dimenticare che proprio il settore agricolo è quello che assorbe la maggior parte dei fondi UE e che i singoli Paesi hanno già a disposizione numerosi fondi europei e nazionali stanziati proprio nel 2019-2020 per aumentare la sostenibilità, la resilienza e il benessere degli animali in agricoltura. 

Gli strumenti per fare importanti passi avanti anche per gli animali quindi non mancano e la Commissione ha tutti gli strumenti necessari per concludere anche questo lavoro a tutela degli animali, così come chiesto da milioni di cittadini europei. 

Ci sono diversi elementi che fanno quindi pensare che il dossier sul benessere degli animali non verrà abbandonato da questa Commissione, ma in ogni caso continueremo a lavorare per fare in modo che queste proposte normative vengano pubblicate entro fine anno e, se così non dovesse essere, faremo di tutto perché la prossima Commissione si dimostri all’altezza di una riforma giusta, importante e necessaria per tutti gli animali in Europa.