Claudio Pomo
Responsabile sviluppo

Riccardo Bugari è un atleta vegano e un nostro volontario. Percorrerà tutta l’Italia di corsa, in una impresa dedicata completamente a difendere gli animali. Per questo lo abbiamo intervistato.

Ciao Riccardo, presentati alla nostra community!

Sono Riccardo Bugari e sono un atleta vegano e attivista per i diritti degli animali. Sono stato un pattinatore di velocità, campione del mondo e olimpionico sul ghiaccio nel 2018. Ho sempre avuto la passione per la corsa e da qualche che mi dedico alle lunghe distanze nel running.

Riccardo nel suo elemento naturale: la corsa


Raccontaci in breve la sfida che stai per affrontare

Quest’anno insieme a Essere Animali abbiamo deciso di dar vita a una grandissima sfida: Running Italy for Animals. In pratica percorrerò tutta l’Italia (lungo la costa adriatica) di corsa in 22 giorni raccogliendo fondi per le attività dell’associazione. Ogni giorno correrò più di una maratona, per un totale di oltre 1000 km, senza mai un giorno di pausa! È la mia più grande sfida sportiva e non vedo l’ora di partire.

Partirò da Santa Maria di Leuca il 9 settembre e arriverò a Milano il 30. Durante il percorso toccherò diverse tappe e in alcune di queste sono previsti degli eventi in cui mi piacerebbe incontrare chi ci sta leggendo.

È vero che stai coinvolgendo tanti altri atleti e volontari in questa impresa?

Sì, è vero! Insieme a me correrà moltissima gente, attivisti, amici, e anche personaggi importanti nel mondo del running. E se durante queste lunghe giornate anche chi ci legge vorrà correre alcuni chilometri al mio fianco ne sarò molto felice 🙂

Perché vuoi fare questa impresa al fianco di Essere Animali?

Ho scelto di fare questa impresa al fianco di Essere Animali perché oltre ad averci collaborato in passato è una associazione che stimo moltissimo ed è una delle più grandi e influenti nel mondo dell’attivismo. Quindi sono felice di poter raccogliere fondi per un’associazione che fa così tanto per gli animali.

Come ti stai preparando dal punto di vista fisico e mentale per affrontare un impegno così?

La preparazione per RI4A è stata dura, negli ultimi due mesi ho corso dei chilometraggi assurdi, circa 450km a luglio e 550 ad agosto, ho fatto diverse prove per capire le criticità, come ad esempio la fatica a prendere sonno la sera dopo sforzi cosi prolungati, poi anche le vesciche con cui dovrò imparare a convivere.

Quali sono i principali messaggi e obiettivi che speri di comunicare attraverso la tua corsa che attraverserà l’Italia?

Gli obiettivi ovviamente sono molti, ma prima di tutto è poter raccogliere quanti più fondi possibili al sostegno di Essere Animali.

Dopo di che riuscire a sensibilizzare più persone possibili attraverso questa impresa, e sicuramente sfatare il mito che chi mangia vegetale ha meno energie di chi mangia carne. Al contrario con un’alimentazione vegana il corpo ha un energia incredibile che ti permette di superare qualsiasi ostacolo. Io dal punto di vista sportivo non tornerei mai indietro!

@essereanimali

Correre per gli animali 🏃 Riccardo Bugari è un atleta vegano e un nostro volontario, e percorrerà tutta l’Italia di corsa, in una impresa dedicata completamente a difendere gli animali #vegano #vegan #veganathlete #running #attivismo #dirittianimali #animalrights

♬ suono originale – Essere Animali


Quando hai capito dell’ingiustizia che subiscono gli animali? C’è stato un momento preciso?

Ho avuto una grandissima sensibilità verso gli animali sin da piccolo, quando da bambino entravo in macelleria piangevo vedendo i conigli morti ed esclamavo “poverino”, o almeno così mi ha detto mia madre!

Poi nel 2015 non so cosa sia scattato dentro la mia mente, ma a un certo punto quando vedevo la carne nel mio piatto provavo disgusto e una sera dopo essermi rifiutato di mangiare lo spezzatino sono salito in camera, ho guardato un video di Margherita Hack in cui diceva di essere cresciuta senza aver mai mangiato carne e ho preso la decisione: sono sceso in cucina ho guardato i miei e ho detto loro che non avrei mangiato più carne; un anno dopo anche i miei genitori hanno smesso di mangiarla.


Quali sono alcuni dei miti o fraintendimenti comuni riguardo al veganismo che hai avuto l’opportunità di sfatare attraverso la tua esperienza, magari che riguardano la vita di uno sportivo?

Per quanto riguarda i miti che ho avuto la possibilità di sfatare sono quelli legati alla prestazione fisica. Nel 2017 durante la presentazione della squadra nazionale e prima dell’inizio della preparazione olimpica il mio allenatore in conferenza fece una battuta, “abbiamo un vegano in squadra, al training camp di Livigno o muore o rinizia a mangiare carne”. Il raduno di Livigno durò 3 settimane e alla terza settimana mi ritrovai ad avere più energie della prima, con molto stupore da parte del mio allenatore. Mesi dopo, alla fine di un test di routine, scherzando mi disse: secondo me in camera nascondi le salsicce e te le mangi la notte. Quello fu uno dei momenti più belli della mia carriera da sportivo vegano.