Costretti a viaggiare fino a 50°C gradi e senz’acqua

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Costretti a viaggiare fino a 50°C gradi e senz’acqua


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Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Siamo tornati in strada durante le giornate di caldo estremo e abbiamo documentato animali trasportati in terribili condizioni verso i macelli del Nord Italia.

Guarda l’indagine

Il presentimento che anche quest’anno avremmo visto tanti trasporti di animali vivi nei giorni più caldi dell’estate lo abbiamo avuto i primi di luglio, quando il Ministero della Salute non aveva ancora pubblicato l’annuale nota nella quale fornisce prescrizioni proprio sui trasporti di animali con alte temperature, ai servizi veterinari regionali, alle associazioni di categoria dei trasportatori e alla Polizia Stradale. Negli anni precedenti la nota ministeriale veniva infatti diramata diverse settimane prima. Il ritardo di non vederla arrivare ci ha fatto pensare che non ci fosse la volontà da parte delle istituzioni di frenare questi tipi di trasporti.

È così che nelle prime giornate di allerta rossa, quando tutti i media avvertivano che si sarebbero superati i 35°C, siamo tornati in A1, sull’autostrada che collega Milano a Bologna, punto di raccordo tra migliaia di allevamenti della Pianura Padana e i grandi macelli del Nord. L’obiettivo era quello di intercettare i camion con i maiali (i più trasportati in quel tratto autostradale) e seguirli fino al macello in modo da poter controllare le condizioni degli animali e misurare la temperatura interna dei camion.

Cosa abbiamo documentato

Quello che abbiamo filmato è qualcosa di terribile e che deve essere fermato il prima possibile.

I maiali viaggiano con temperature di 50°C
Con una pistola termica abbiamo misurato la temperatura all’interno dei camion. In un caso abbiamo registrato 51°C e in altri cinque oltre i 40°C.

Seppur lacunoso e incompleto il Regolamento N.1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto impone che: “nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenze inutili”. Per questo motivo aver acconsentito alla partenza dei camion con tali condizioni atmosferiche è una negligenza intollerabile da parte dei veterinari aziendali e delle autorità competenti.

Animali in grave affanno
La maggior parte dei maiali boccheggiavano con la bocca completamente spalancata e presentavano un’alta frequenza respiratoria.

Tutti i camion monitorati erano sprovvisti di beverini e per questo gli animali erano lasciati senz’acqua. Per legge nei viaggi nazionali i beverini non sono obbligatori, ma non consentire agli animali di bere con temperature così elevate non può che causare ulteriori sofferenze.

Stress da calore
Maiali sdraiati per dissipare meglio il calore tramite il contatto con il pavimento, apparivano in difficoltà a sostenersi sulle zampe.

Il trasporto peggiore che abbiamo documentato è quello di un camion partito da un allevamento in Piemonte e diretto a Faenza che ha impiegato almeno 7 ore per arrivare al macello. Un viaggio per nulla breve e che in condizioni di estremo caldo e senza acqua a disposizione rappresenta una crudeltà per gli animali. Per questo caso procederemo con una denuncia alle autorità.

La normativa sul trasporto degli animali è inadeguata

Come Essere Animali abbiamo già denunciato in passato la mancanza di parametri oggettivi di riferimento nel Regolamento sulla protezione degli animali durante il trasporto. Questo crea una vasta zona grigia non regolamentata che di fatto non permette di intervenire in modo appropriato quando il benessere degli animali non è rispettato. Le uniche disposizioni prevedono che i mezzi di trasporto siano in grado di proteggere gli animali da temperature estreme e vietano di trasportarli in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenze inutili. Ma è vergognoso che nel caso ad esempio dei trasporti nazionali con durata uguale o inferiore alle 8 ore, le norme attuali non indichino una soglia massima ai limiti di temperatura interna o esterna del veicolo, né obblighino a garantire agli animali l’accesso all’acqua.

Chiediamo leggi migliori

L’anno scorso abbiamo documentato una situazione simile, ma nel frattempo nulla è cambiato, nonostante negli ultimi mesi si sia parlato molto di trasporti a livello nazionale e UE. La Commissione Europea si è infatti posta l’obiettivo di effettuare una revisione completa della normativa in materia di benessere degli animali, compresa quella sul trasporto e sulla macellazione degli animali allevati a fini alimentari, entro l’autunno del 2023.

Vietare le peggiori pratiche senza lasciare indietro nessun animale e, che il Governo italiano supporti una linea di revisione ambiziosa e rispettosa di standard più elevati di benessere animale.
Chiara Caprio – Responsabile relazioni istituzionali di Essere Animali

Con la campagna No Animal Left Behind, coordinata da Eurogroup for Animals e sostenuta da decine di ONG di tutta Europa, Essere Animali chiede che sia vietato il trasporto di animali vivi su lunghe distanze (superiori alle 8 ore), che siano introdotti dei riferimenti chiari anche per le temperature (tenendo conto anche dell’umidità) e circa le modalità di trasporto anche per i viaggi nazionali, e che siano definiti chiaramente alcuni parametri fondamentali, come condizioni specifiche per specie e categoria di animali, che prendano in considerazione l’idoneità al trasporto, nonché la disponibilità di spazio e la modalità di somministrazione dell’acqua.


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La revisione del Regolamento sui trasporti costituisce un’occasione unica per la Commissione europea e i co-legislatori dell’UE per garantire una maggiore e migliore protezione degli animali e per intervenire sulle problematiche più gravi al fine di risparmiare agli animali sofferenze evitabili.

Per questo chiediamo:

  • Un divieto del trasporto degli animali vivi verso Paesi extra-UE.
  • Un divieto del trasporto di animali vivi su lunga distanza nell’UE, limitando la durata di percorrenza a un massimo di 8 ore per i suini, i bovini e gli ovini adulti, e di 4 ore per il pollame e i conigli.
  • Un divieto del trasporto di animali non svezzati e in stato di gravidanza avanzato (oltre il 40% del periodo gestazionale).
  • L’individuazione e la definizione di parametri e condizioni specifici per specie e categoria di animali vivi, volti a valutare l’idoneità al trasporto, a stabilire i limiti minimi e massimi delle temperature esterne, e ad assicurare un’adeguata disponibilità di spazio e un’appropriata somministrazione di cibo e acqua durante gli spostamenti all’interno dell’UE.
  • La riduzione e la sostituzione del trasporto di animali vivi con quello di carne e carcasse, e semi e embrioni, come raccomandato anche da FVE, OIE, ed EFSA.

Chiediamo inoltre di garantire un’applicazione più rigorosa della normativa comunitaria che deve essere altresì accompagnata da un numero maggiore di controlli ed ispezioni e da rigide sanzioni in caso di infrazioni.

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