I macelli sono luoghi crudeli per animali e persone

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Maria Mancuso
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Il 12 giugno è andato in onda su Report un servizio di Bernardo Iovene dedicato allo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici nei macelli. Ad aprire il segmento un’intervista a Simone Montuschi, presidente di Essere Animali.

C’è stato anche un nostro intervento nella puntata di Report dedicata allo sfruttamento del lavoro nei macelli italiani. Il sistema di produzione intensiva della carne è infatti crudele non solo per gli animali ma anche per i lavoratori costretti a turni massacranti per paghe che spesso sono molto basse. Nel servizio del giornalista Bernardo Iovene, vengono raccolte le testimonianze di lavoratori di un grande macello italiano.

I lavoratori denunciano problemi di carattere muscolo-scheletrici, tunnel carpale, ernie e altri problemi spinali causati da ritmi di lavoro troppo veloci. Lunghe ore trascorse a disossare e tagliare usando sega e coltelli in posizioni inadeguate e che portano a un aumento degli infortuni, come tendini rotti e tagli profondi.

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I casi di sfruttamento nei macelli sono molti

Di sfruttamento di lavoratori e lavoratrici nell’industria della carne ci siamo già occupati. In Italia, le persone che lavorano in questo settore sono oltre 21 mila e oltre la metà della forza lavoro nella macellazione sono migranti provenienti dall’Europa dell’Est, dai Balcani, dall’Africa settentrionale e centrale e dall’Asia orientale. Persone spesso impiegate attraverso cooperative che secondo i sindacati costa alle aziende fino al 40% in meno rispetto all’assunzione diretta.

Scioccante poi il recente caso di sfruttamento del lavoro minorile scoperto negli Stati Uniti, dove a febbraio 2022 una grossa impresa specializzata nella pulizia dei macelli ha dovuto pagare una sanzione da 1,5 milioni di dollari per essersi avvalsa illegalmente del lavoro di più di cento minorenni.

Ma la cronaca non si ferma qui, perché nel 2021 il Guardian ha pubblicato un reportage che documenta la vita di lavoratrici e dei lavoratori dell’industria della carne europea. Un settore multimiliardario che impiega un milione di persone, ma che non vuole pagarle adeguatamente. Luoghi dove peraltro durante la pandemia sono diventati dei focolai di COVID-19.

Anche molti casi di maltrattamenti verso gli animali

Le problematiche che si registrano nei macelli non hanno a che fare soltanto con lo sfruttamento dei lavoratori. Come abbiamo più volte raccontato, i maltrattamenti sugli animali in questi luoghi non sono un’eccezione e avvengono sin dal momento del trasporto e dello scarico al macello.

Emblematico il caso del macello Zema, dove un’inchiesta mostra gesti di estrema violenza nei confronti degli animali da parte degli operatori e del proprietario, stordimento inadeguato che porta gli animali a morire ancora coscienti, oppure animali sollevati per le orecchie, trascinati come oggetti e picchiati durante le fasi di movimentazione. In seguito alla diffusione dell’indagine, Animal Equality Italia aveva depositato una denuncia alla procura di Cremona per il reato di maltrattamento di animali e al processo Essere Animali è stata ammessa come parte civile.

Purtroppo i controlli nei macelli, sia per quanto riguarda lo sfruttamento del lavoro che per il benessere degli animali, sono molto pochi e insufficienti. E anche quando i controlli e le denunce dei veterinari avvengono, non sempre queste vanno a buon fine, come il caso dei maltrattamenti al mattatoio di Torino caduti in prescrizione.

A causa degli stordimenti inadeguati in modo adeguati molti dei maiali venivano messi sui nastri trasportatori ancora coscienti.
© Animal Equality Italia

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Gli animali sono le prime vittime di questo sistema produttivo e il nostro lavoro è quello di far sì che ciò che si cela dietro gli allevamenti intensivi venga conosciuto da tutte e tutti. Se sei a conoscenza di un illecito avvenuto in un macello o in un allevamento, compila questo form fornendoci le informazioni indispensabili. Tu fai la segnalazione, noi passiamo all’azione.


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