Più di 1,5 milioni di firme validate per un’Europa senza pellicce


Brenda Ferretti
Campaigns manager

Sono state ufficialmente validate 1,502,319 firme dell’Iniziativa dei Cittadini Europei Fur Free Europe che chiede di vietare una volta per tutte l’allevamento di animali per la produzione di pellicce e l’immissione sul mercato di prodotti di pellicceria in UE.

La campagna Fur Free Europe è stata lanciata nel maggio 2022 e ha ricevuto il sostegno di oltre ottanta organizzazioni da tutta Europa. Si è chiusa l’1 marzo, in anticipo rispetto alla scadenza ufficiale, grazie a un numero record di firme oltre 1.7 milioni di firme raccolte in meno di dieci mesi. L’ICE ha inoltre superato la soglia minima di firme in diciotto Stati membri (per validare una ICE è richiesto un minimo di 7 Stati).

In Italia sono state validate ben 83 mila firme, il 97% di quelle raccolte (solo una piccola parte sono state considerate non valide per via di inserimento di dati scorretti), superando di gran lunga la soglia minima richiesta per il nostro Paese. Questo grazie al nostro contributo e a quello delle altre organizzazioni italiane che hanno partecipato alla ICE.

fur free europe demo essere animali

Per ottenere questo risultato negli scorsi mesi abbiamo organizzato banchetti informativi, azioni in diverse città e siamo stati anche in Polonia, per condurre una indagine all’interno di un allevamento di volpi, per sensibilizzare l’opinione pubblica e mostrare quanto sia urgente fermare questi allevamenti una volta per tutte in Europa.

Produrre pellicce di animali è anacronistico e crudele

Da qualsiasi punto di vista lo si guardi, l’allevamento di animali per la produzione di pelliccia non ha ragione d’esistere. In questi stabilimenti, animali selvatici come visoni, volpi e cani procione sono tenuti in minuscole gabbie, dove viene loro impedito di avere comportamenti naturali, finché non vengono uccisi per il solo valore della loro pelliccia.

Inoltre, questi allevamenti rappresentano un rischio significativo per la salute animale e umana, come dimostrato durante la pandemia di COVID-19, quando alcuni focolai hanno causato la trasmissione di varianti dagli animali all’essere umano. Inoltre, dal punto di vista ambientale, l’uso di sostanze chimiche tossiche nella produzione di pellicce la rende una delle industrie più inquinanti.

La nostra indagine in un allevamento di volpi in Polonia.

Quali sono i prossimi passi

Insieme al resto della coalizione Fur Free Europe abbiamo incontrato la Commissione europea e il 12 ottobre 2023 abbiamo partecipato a un’audizione pubblica al Parlamento europeo. Qui diversi membri di organizzazioni per la protezione degli animali aderenti a Eurogroup for animals, scienziati ed ex rappresentanti del mondo dell’industria delle pellicce hanno ribadito la necessità e l’urgenza di vietare una volta per tutte l’allevamento di animali per pellicce.

Ora è il turno della Commissione UE, che dovrà rispondere pubblicamente all’iniziativa entro la fine dell’anno.

Si tratta della decima ICE ad essere ritenuta valida da quando è stato lanciato questo strumento per i cittadini, ed è da notare che ben 7 sono state dedicate a questioni relative agli animali. Fur Free Europe rappresenta l’ICE con il maggior numero di firme per il benessere degli animali e la terza in assoluto.

Il grandissimo sostegno del pubblico a questa iniziativa hanno chiarito una cosa: la pelliccia deve diventare un ricordo del passato. Siamo davvero orgogliosi di aver compiuto un ulteriore passo verso la fine di questa pratica crudele. Ora chiediamo alla Commissione europea di realizzare il desiderio di 1,5 milioni di cittadini europei.