Tutti gli sviluppi sulla campagna nei confronti di Lidl in difesa dei polli


Brenda Ferretti
Campaigns manager

In questo articolo ripercorriamo i momenti cruciali della campagna nei confronti di Lidl, azienda leader della grande distribuzione, per chiederle di sottoscrivere lo European Chicken Commitment e garantire standard più elevati ai polli allevati dai loro fornitori, risparmiando loro le sofferenze insite negli allevamenti intensivi.

La campagna internazionale #LidlChickenScandal è stata lanciata nell’ottobre 2022 e vede la partecipazione di una coalizione internazionale di oltre 80 organizzazioni riunite nella Open Wing Alliance che si battono per porre fine alle pratiche più crudeli dell’industria avicola e ridurre così la sofferenza di questi animali.

Una mappa con tutte le investigazioni realizzate negli allevamenti fornitori di Lidl finora.
© Essere Animali

L’indagine nell’allevamento di polli in Germania

Il lancio è coinciso con la pubblicazione di una video-investigazione che documenta le condizioni di un grande allevamento di polli in Germania e appartenente a un fornitore di Lidl. Le immagini sono state catturate dall’organizzazione spagnola Equalia e mostrano capannoni affollati di animali — molti dei quali malati, deformi o in agonia — ma anche atti violenti di alcuni operatori nei confronti degli animali.

L’indagine nell’allevamento in Spagna

A novembre la coalizione ha diffuso una nuova indagine realizzata ancora da Equalia, questa volta in allevamenti di un fornitore di Lidl Spagna. Ancora una volta le immagini mostrano le stesse problematiche già documentate nell’allevamento in Germania. Sovraffollamento, rapido accrescimento che porta a deformazioni e sofferenze, morte precoce, problemi all’apparato locomotorio, carenze igienico-sanitarie, ma anche violenze da parte degli operatori. 

La nostra indagine in un allevamento italiano

Sempre a novembre anche noi abbiamo diffuso un’indagine in due grandi allevamenti di polli di un fornitore di Lidl con una capacità per ogni ciclo produttivo di 1 milione di animali. L’indagine è stata mostrata anche su #Cartabianca, il programma di approfondimento condotto da Bianca Berlinguer su Rai 3, ed è stata ripresa in un servizio di Spotlight, su Rai News 24, intitolato “La mattanza”.

Nella nostra indagine, gli animali presentano chiari problemi di deambulazione a causa della selezione genetica a cui sono sottoposti, con un tasso di mortalità molto alto reso evidente dalla presenza di cadaveri. Non mancano problemi fisici, incluse lesioni e deformità dolorose, zoppie, quindi non possono muoversi o camminare, o riescono a farlo solo con estrema fatica. Quasi tutti presentano bruciature sul petto a causa del contatto prolungato con la lettiera, carica di ammoniaca delle deiezioni. 

Ancora una volta a Rai News 24 per parlare di polli

A dicembre 2022 siamo stati ospiti del programma Spotlive su Rai News 24 dove la nostra responsabile del dipartimento corporate engagement, Elisa Bianco, è stata intervistata sulla campagna nei confronti di Lidl.

L’indagine in un allevamento austriaco

Sempre a dicembre 2022, è stata pubblicata un’indagine in Austria realizzata dall’organizzazione Verein Gegen Tierfabriken. L’indagine, realizzata in un allevamento che rifornisce un macello che vende carne a vari supermercati, incluso Lidl, mostra: condizioni di sovraffollamento, sporcizia, carcasse, animali investiti da un operaio dell’allevamento e brutalmente lanciati dentro le cassette per essere trasportati. Anche in questo allevamento gli animali subiscono la selezione genetica per crescere il più velocemente possibile.

Le azioni online e offline

La campagna è proseguita con varie mobilitazioni online, come l’invio massiccio di migliaia di tweet, mail di protesta e azioni sui social dirette a Lidl, e diverse azioni dimostrative in alcuni punti vendita della catena a Milano, Roma, Bologna e Brescia e davanti alla Direzione Generale di Lidl in Italia.

Uno studio commissionato da Eurogroup for Animals

A maggio 2023 uno studio dell’Università di Wageningen, commissionato da Eurogroup for Animals, ha valutato l’impatto che il miglioramento del benessere dei polli avrebbe sui costi di produzione di carne in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna. La valutazione dei costi dei ricercatori si è basata sulla transizione da sistemi di allevamento convenzionali a quelli in linea con la richiesta dello European Chicken Commitment (ECC), così come chiediamo a Lidl. I risultati mostrano che l’aumento dei costi sarebbe contenuto e del tutto affrontabile. Ne abbiamo parlato più approfonditamente qui.

L’indagine in un allevamento inglese

A giugno 2023, abbiamo diffuso in Italia le immagini dell’organizzazione Open Cages, raccolte da un lavoratore sotto copertura in un allevamento intensivo di polli nel Lincolnshire, in Inghilterra. Al momento dell’indagine l’allevamento riforniva Lidl e gli animali coinvolti dai maltrattamenti erano inseriti nella filiera del gigante della distribuzione. Il lavoratore ad aver realizzato l’indagine è in realtà un professore universitario in filosofia, Tom Herok, che ha dichiarato che lavorare in un allevamento di polli è stata «una delle esperienze più brutte» della sua vita.

L’organizzazione inglese Open Cages ha denunciato l’allevamento per potenziali violazioni di numerose leggi e regolamenti sul benessere degli animali.

Una seconda indagine in due allevamenti tedeschi

A settembre 2023 abbiamo diffuso un’altra indagine in Germania, grazie alle immagini realizzate da Equalia in due allevamenti che riforniscono Lidl — uno a Löningen e l’altro a Stadtlohn. Ancora una volta le immagini confermano tutte le problematiche che riguardano gli allevamenti intensivi di polli per la produzione di carne: animali con deformità o morti prematuramente, alte densità e violenze.

Firma la petizione in difesa dei polli

Abbiamo bisogno del tuo aiuto per fermare la sofferenza dei polli: chiedi a Lidl di fare la differenza firmando ora la petizione e iscriviti al nostro Action Center per partecipare alle prossime azioni.