Pasqua: 6 camion carichi di agnelli multati grazie ai nostri controlli

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Pasqua: 6 camion carichi di agnelli multati grazie ai nostri controlli


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Simone Montuschi
Presidente

A ridosso della Pasqua aumentano i trasporti di animali vivi, in particolare di agnelli di poche settimane trasportati dall’Est Europa ai macelli italiani con viaggi che durano tra le 24 e le 30 ore di fila.  

Anche quest’anno il nostro team investigativo ha seguito da vicino questo fenomeno, con controlli effettuati a partire dal confine di Gorizia, riscontrando numerose problematiche su 7 camion di più piani che arrivavano da Romania, Ungheria e Slovacchia — 6 di questi camion sono stati sanzionati dalle forze dell’ordine. 

Che cosa abbiamo documentato durante i controlli

Già nella prima giornata di controlli, i nostri attivisti hanno potuto riscontrare una situazione molto grave per gli animali all’interno di un camion proveniente dalla Romania e fermato ad Altedo (BO), che presentava una situazione di sovraffollamento, con oltre 200 animali in più rispetto al carico previsto. A causa di queste condizioni, gli agnelli si calpestavano fra loro

Tre animali non erano più in condizioni di proseguire il viaggio e per questo le autorità sanitarie italiane hanno deciso di abbatterli sul posto. Uno degli agnelli era rimasto incastrato con una delle zampe nelle partizioni del camion durante le fasi di carico alla partenza: si tratta di un fatto molto grave, su cui il trasportatore non ha vigilato adeguatamente e che dopo 14 ore di viaggio ha concorso alla tragica fine dell’animale. 

Ma anche nei giorni successivi i trasporti ispezionati hanno permesso di documentare una situazione preoccupante, con violazioni del Regolamento europeo, che si protrae da anni nonostante le denunce e le investigazioni delle associazioni. Gli altri 5 camion sanzionati dalle autorità infatti presentavano condizioni di sovraffollamento, con alta densità di animali — alcuni probabilmente non svezzati; i camion erano inadatti al trasporto di agnelli, con partizioni interne inadeguate e diversi agnelli incastrati con il rischio di ferirsi o di finire schiacciati.

A questo si aggiunge un problema riscontrato in tutti i controlli legato al sistema di abbeveraggio, composto da beverini non adatti a giovani agnelli di poche settimane in quanto strutturati per altre specie. Molti animali quindi finiscono per passare decine di ore su questi camion senza alcun accesso ad acqua e cibo. Le immagini che abbiamo raccolto sono andate in onda nell’edizione serale del TGR Emilia-Romagna (qui il servizio) e su testate come La StampaLa RepubblicaIl Corriere della Sera e Il Messaggero.

L’Italia è il primo importatore di agnelli vivi in UE

Nel 2022, su un totale di 2.199.832 agnelli macellati nel nostro Paese (fonte Istat), ben 653.303 animali (fonte Eurostat Comext) provenivano dall’estero, principalmente da Ungheria e Romania. Si tratta di animali spesso ancora non svezzati, strappati alle loro madri a pochissime settimane di vita e costretti a sopportare viaggi della durata anche di 30 ore all’interno di camion che possono essere inadeguati e sovraffollati. Nell’Unione europea, l’Italia è il primo importatore di agnelli vivi, davanti a Francia e Grecia. 

Quanto abbiamo riscontrato anche quest’anno ci lascia delusi e scioccati. Le immagini e le denunce raccolte dimostrano ancora una volta quanto il trasporto di animali vivi sia una pratica da superare e quanto sia importante rivedere al rialzo e in maniera ambiziosa le norme che dovrebbero tutelare gli animali durante i viaggi. Proprio settimana scorsa la Viceministra al Lavoro Maria Teresa Bellucci ha affermato in Parlamento che i controlli si sono rivelati negli anni efficaci come deterrente per i trasportatori che violano il Regolamento europeo. Purtroppo non possiamo che constatare — di fronte alle ennesime evidenze — che queste affermazioni sono distanti dalla realtà a cui assistiamo. 

I nostri monitoraggi passati

A dicembre 2022 Essere Animali ha effettuato controlli sempre sul confine con l’Est Europa e nessun camion — nonostante evidenti problematiche — era stato sanzionato dalle autorità italiane, che solo su spinta delle associazioni hanno emanato una nota più specifica quest’anno. 

Le problematiche del trasporto di animali vivi sono sotto gli occhi di tutti e per mettere fine a un sistema che non permette la tutela reale del benessere animale è fondamentale non solo rivedere le norme europee con spirito ambizioso, ma anche che l’Italia sostenga è fondamentale che l’Italia sostenga cambiamenti concreti e più forti a difesa del benessere degli animali trasportati, come il divieto di trasporto di animali vivi su lunghe distanze e di animali non svezzati.

Bisogna tutelare il loro benessere

A gennaio 2023, durante l’Agrifish Council, il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida ha invece sostenuto un paper proposto dal Portogallo che farebbe fare enormi passi indietro e che va nella direzione opposta dell’innalzamento di standard migliori per gli animali.

Ci auguriamo che di fronte a queste immagini, alle denunce che abbiamo presentato non solo alle forze di polizia ma anche a tutte le altre autorità competenti, ci sia modo di aprire un dialogo per una posizione più netta del nostro Governo a favore di una revisione profonda delle norme attuali, chiaramente insufficienti e non in grado di tutelare il benessere degli animali trasportati.


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La revisione del Regolamento sui trasporti costituisce un’occasione unica per la Commissione europea e i co-legislatori dell’UE per garantire una maggiore e migliore protezione degli animali e per intervenire sulle problematiche più gravi al fine di risparmiare agli animali sofferenze evitabili.

Per questo chiediamo:

  • Un divieto del trasporto degli animali vivi verso Paesi extra-UE.
  • Un divieto del trasporto di animali vivi su lunga distanza nell’UE, limitando la durata di percorrenza a un massimo di 8 ore per i suini, i bovini e gli ovini adulti, e di 4 ore per il pollame e i conigli.
  • Un divieto del trasporto di animali non svezzati e in stato di gravidanza avanzato (oltre il 40% del periodo gestazionale).
  • L’individuazione e la definizione di parametri e condizioni specifici per specie e categoria di animali vivi, volti a valutare l’idoneità al trasporto, a stabilire i limiti minimi e massimi delle temperature esterne, e ad assicurare un’adeguata disponibilità di spazio e un’appropriata somministrazione di cibo e acqua durante gli spostamenti all’interno dell’UE.
  • La riduzione e la sostituzione del trasporto di animali vivi con quello di carne e carcasse, e semi e embrioni, come raccomandato anche da FVE, OIE, ed EFSA.

Chiediamo inoltre di garantire un’applicazione più rigorosa della normativa comunitaria che deve essere altresì accompagnata da un numero maggiore di controlli ed ispezioni e da rigide sanzioni in caso di infrazioni.

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