L’antispecismo spiegato dal filosofo Gianfranco Mormino


Martina Scalini

Che cos’è l’antispecismo e come si interseca con le altre lotte? Come si è antispecisti oggi? Domande che abbiamo rivolto a Gianfranco Mormino, professore di filosofia all’Università Statale di Milano e titolare della prima cattedra di Human-animal studies in Italia.

L’essere umano, da che esiste, ha sempre cercato di smarcarsi dal suo essere – in fondo – un animale. Questo atteggiamento ha un nome preciso: specismo, ovvero il pensiero che ci siano speci superiori ad altre. Ma cos’è esattamente e cos’è il suo contrario, l’antispecismo? Lo abbiamo chiesto al professore di filosofia morale Gianfranco Mormino, che abbiamo incontrato all’Università Statale di Milano, dove è titolare della prima cattedra italiana di Human-animal studies. Il percorso di studi esplora la relazione tra animali umani e non-umani, attraverso la lettura e la valutazione critica di testi interdisciplinari.
Potete sentire una selezione audio dell’intervista nella seconda puntata del podcast di IoScelgoVeg oppure la versione integrale su YouTube.

Buona visione e buon ascolto!

Mormino ripercorre le tappe principali del pensiero antispecista con continui rimandi all’attualità e alle scelte politiche che questo implica. Essere antispecisti vuol dire innanzitutto opporsi alla sopraffazione e all’uso della forza da parte di chi è in una posizione di potere contro chi è più vulnerabile: gli animali sono l’esempio più eclatante, ma anche i bambini, gli anziani, e tutti i gruppi marginalizzati che subiscono oppressione.

Con un linguaggio accessibile e appassionato Mormino rende comprensibile e affascinante una materia che per la maggior parte delle persone è invece oscura, se non proprio insignificante. Eppure, ignorare questo tema, spiega il filosofo, ha un impatto molto grave su di noi, perché legittimare la sofferenza e l’uccisione di un animale considerato buono da mangiare, ma non di un altro che invece classifichiamo come amico fedele ci corrompe e ci obbliga a negare che ciò che i nostri occhi vedono invece molto bene: un’ingiustizia.

Buona visione o buon ascolto!