Abbiamo portato le telecamere di #cartabianca in un allevamento di conigli

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Abbiamo portato le telecamere di #cartabianca in un allevamento di conigli


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Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Ieri sera è andato in onda un servizio di Chiara Carbone, una giornalista del programma di RAI 3 #cartabianca, che mostra le condizioni in cui vivono i conigli sfruttati per la produzione di carne in Italia.

Il nostro team ha accompagnato #cartabianca in un allevamento intensivo di conigli in Veneto, in provincia di Treviso. L’allevamento rappresenta lo standard della produzione di carne di coniglio: in Europa l’85% di questi animali viene allevato in gabbia. A colpire quando si entra è il silenzio: la struttura è piena zeppa di animali, ma non si sente alcun rumore. Quello che si percepisce è una sofferenza silenziosa.

Cosa mostra il servizio di #cartabianca

Gli animali sono rinchiusi in gabbie piccolissime che condividono con un altro animale o addirittura altri due. La larghezza delle gabbie è di 26 cm, la lunghezza di 40 cm e l’altezza di 28 cm. Lo spazio a disposizione è della grandezza di un foglio da stampante, mentre in condizioni naturali necessitano si almeno 50 mq di spazio vitale. Purtroppo, come spiego alla giornalista Chiara Carbone, non esiste una norma che regoli la dimensione delle gabbie.

Secondo l’EFSA, la problematica maggiore negli allevamenti di conigli è proprio la restrizione di movimento. Nelle gabbie rimangono dai 70 agli 80 giorni, dopo di che finiscono al macello. Per gli esemplari utilizzati per la riproduzione invece i tempi si allungano: un anno per le femmine, due anni per i maschi.

Le immagini sono molto forti: nelle gabbie sono presenti animali morti o agonizzanti; altri sono feriti, hanno problemi alla pelle, presentano movimenti stereotipati e uno in particolare ha un’infezione al sistema nervoso causata da patogeni che gli fa torcere il collo. Le condizioni di forte stress porta gli animali ad aggredirsi, la rete metallica causa lesioni alle zampe e tutto questo porta a un abbassamento delle difese immunitarie, debolezza alle ossa, deformazioni scheletriche, dermatiti e problemi respiratori.

Ci spostiamo alla cella frigorifera: qui vengono portate le carcasse degli animali morti. Nonostante l’utilizzo massiccio di farmaci, in questi luoghi c’è un’altisima percentuale di mortalità, che va dal 10% al 30%.

Anche se c’è stato un calo dei consumi di carne di coniglio, lo scorso anno sono stati macellati solo in Italia oltre 15 milioni di animali, per la maggior parte provenienti da allevamenti come quello mostrato dalle immagini del servizio.

È ora di mettere fine all’era delle gabbie

Con la coalizione End the Cage Age abbiamo chiesto al Governo italiano di prendere una posizione netta contro l’uso delle gabbie negli allevamenti affinché si impegnino a:

  • Sostenere la richiesta di vietare l’allevamento in gabbia nella UE in tutte le sedi opportune, a cominciare da quella del Consiglio dell’Unione europea, in cui l’Italia ha una voce importante.
  • Adottare ogni opportuno strumento, legislativo ed economico, per favorire e realizzare al più presto la transizione a sistemi di allevamento senza gabbie anche in Italia.

Le gabbie costringono gli animali a sofferenze fisiche e mentali, aiutaci a vietarle!


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Egregio Presidente del Consiglio,
Egregio Ministro della Salute,
Egregio Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare,

Ogni anno in tutta l’UE oltre 300 milioni di animali allevati a fini alimentari trascorrono una parte significativa o la totalità della loro vita confinati in gabbia. In Italia, in particolare, sono ancora oltre 40 milioni gli animali costretti a subire questa pratica arcaica che non rispetta le loro caratteristiche etologiche/naturali. Le galline e i conigli hanno a disposizione uno spazio grande quanto un foglio da fotocopia e le scrofe trascorrono circa la metà della propria vita in una gabbia in cui non possono nemmeno girarsi su se stesse.

Come sapete, a giugno 2021 la Commissione europea ha risposto positivamente all’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age, che ha raccolto il numero record di 1,4 milioni di firme certificate di cittadini che chiedono la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti. La ICE in questione è stata sostenuta da oltre 170 associazioni/organizzazioni europee per la protezione animale, ambientale e dei consumatori, di cui 22 italiane, ed è stata appoggiata da oltre 140 scienziati.

La Commissione si è impegnata a presentare entro il 2023 una proposta legislativa per dismettere progressivamente e definitivamente le gabbie in tutta Europa, a partire dal 2027.

Come cittadino/a a cui stanno a cuore gli animali e che desidera che la proposta di legge per vietare l’utilizzo delle gabbie negli allevamenti sia approvata il prima possibile, Vi chiedo di sostenere a livello europeo questa fondamentale riforma in tutte le sedi opportune, a cominciare da quella del Consiglio dell’Unione europea, in cui l’Italia ha una voce importante.

Vi chiedo, inoltre, di adottare ogni opportuno strumento, legislativo ed economico, per favorire e realizzare al più presto la transizione a sistemi di allevamento senza gabbie anche in Italia.

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