Dubbi e curiosità sui conigli: risponde la specialista del comportamento animale


Lorenzo Bertolesi
Digital copywriter

Abbiamo raccolto i vostri dubbi sull’etologia dei conigli e sulle conseguenze della vita in gabbia e li abbiamo sottoposti all’etologa Margherita Paiano. Ecco le sue risposte.

Il coniglio è un animale da compagnia?

L’unico animale ad avere una vera distinzione legale tra “animale da compagnia” o “destinato al consumo alimentare/animale da reddito” è il cavallo. Purtroppo non c’è nessuna altra legge che dà una definizione al mantenimento del coniglio, tutto dipende da come lo detieni e che condizioni di vita gli offri. È un discorso valido per la cattività come per la detenzione domestica: bisogna conoscere molto bene la specie per offrire a questi animali la possibilità di elargire tutto il loro repertorio comportamentale e colmare tutti i loro fabbisogni e necessità.

Nelle gabbie i conigli non possono soddisfare i propri bisogni etologici, come ad esempio saltare. In natura possono saltare fino a 4,5 metri in lunghezza e oltre 1,2 metri in altezza.
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Perché i conigli all’apparenza scappano ma poi si rivelano coccolosi?

Non bisogna mai interpretare i comportamenti di una specie in base alla nostra comunicazione, questo è l’errore più grande e anche più facile da commettere. La vera domanda da porsi è: che cosa vuol dire questo comportamento per loro? La coccolosità loro non sanno che cosa sia, ma è possibile che elargiscano dei comportamenti che ci sembrano di affettività, magari sono comportamenti simili ai nostri, perché comunque sono una specie sociale, vivono in colonie, quindi la relazione con gli altri per loro è all’ordine del giorno.

Anche lo scappare non è da generalizzare, studiamolo in un dato contesto o conseguente ad un dato stimolo, così da capire cosa lo può effettivamente spaventare, e cosa lo può tranquillizzare. Ricordandoci che il comportamento della fuga è principe in questa specie. Questo ci suggerisce anche che se è un animale che scappa e si vuole nascondere, lasciarlo aperto tutto il tempo non lo farà sentire bene.

Lo stress compromette la socialità naturale del coniglio?

Sì, non ci sono dubbi. Se ci pensi anche quando noi siamo stressati non ci rapportiamo alle altre persone allo stesso modo. Lo stress bisogna pensarlo come la causa principale della diminuzione delle difese immunitarie, soprattutto se cronico (perdura nel tempo). Se un animale non ha abbastanza immunità, ogni piccolo problema di salute potrebbe diventare un grande problema di salute.

Un animale malato solitamente viene allontanato dalla colonia o comunque verrà meno qualsiasi tipologia relazionale con lui. Inoltre, lo stress fa sì che l’animale, essendo più sensibile, possa rispondere con comportamenti aggressivi e venga meno a quelli pacificatori; innescando così situazioni che possono sfociare in lesioni e contusioni, soprattutto se l’ambiente è ristretto, come nel caso della vita negli allevamenti.

Le ferite a orecchie e testa sono causate principalmente dall’aggressività provocata dal sovraffollamento e la mancanza di arricchimenti adeguati nelle gabbie.
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Di che razza sono i conigli allevati per carne?

A oggi sono 42 le razze di conigli riconosciute, le più note sono: la razza Gigante, Blu di Vienna, Fulvo di Borgogna, Bianca di Nuova Zelanda, Argentata di Champagne, Californiana. Negli allevamenti però si trovano solo ibridi di queste razze, perché la migliore produttività è data dall’incrocio. La selezione genetica negli allevamenti degli animali da reddito mira a ottenere: maggior resistenza allo stress e malattie, precocità riproduttiva, prolificità, adattabilità, maggior digeribilità e resa produttiva. Insomma, che possano resistere sempre meglio alle condizioni di cattività arrivando quasi alla standardizzazione.

Come vivono la maternità le coniglie femmine? 

In generale no, perché pochissimi allevamenti vanno a rispettare delle condizioni necessarie a questa specie durante questo periodo. Ad esempio, durante il periodo di gestazione, che nei conigli va dai 29 ai 32 giorni, massimo 35, la femmina non dovrebbe essere sottoposta ad alcun tipo di stress, ad esempio cambiamenti repentini di gabbie o ambienti.

Inoltre pochi giorni prima del parto la coniglia inizierà a strapparsi dei ciuffetti di pelo per confezionare il nido, si dovrebbe agevolare questo comportamento ad esempio introducendo quella che è una “casetta nido”, con un bordo rialzato che ricordi una tana, così da favorire l’ingresso della madre ma non favorire l’uscita dei piccoli. Per quanto riguarda lo svezzamento, esistono due tipologie di gabbie, autosvezzanti e da svezzamento, in queste ultime non viene garantito uno svezzamento spontaneo, ma viene indotto allontanando i piccoli dalla madre ad un mese di vita.

Guarda il video della nostra indagine

La prima volta che abbiamo contattato Margherita Paiano è stato durante la nostra indagine in sette allevamenti di conigli per chiederle quali fossero le cose a cui avremmo dovuto prestare più attenzione durante le nostre ispezioni. Guarda il video completo per scoprire che cosa ci ha raccontato.